“la vigilia dell’Intercessione della Vergine”: il primo ottobre. ↵
“Jura”: diminutivo dì Jurij (Giorgio). ↵
“volost”: distretto amministrativo. ↵
“kaimàk”: panna di latte. ↵
“Petrovskie linii”: galleria di negozi a Mosca. ↵
“Il Manifesto del 17 ottobre”: il manifesto col quale lo zar nel 1905 accordava la costituzione. ↵
“kubanka”: berretto di pelliccia dei cosacchi dei Kubàn. ↵
“nagajka”: corta frusta tartara usata dai cosacchi. ↵
“Senso dell’amore”: raccolta di una serie di articoli pubblicati dal 1892 al 1894 dal filosofo e poeta Vladimir S. Solov’ev (1853-1900). ↵
“vàlenki”: stivali di feltro. ↵
“zemstvo”: consiglio provinciale eletto dalla nobiltà e dai possidenti nella Russia prerivoluzionaria. ↵
“Vogliamo essere come il sole”: titolo d’un libro di versi di K. D. Bal’mont (1867-1943), tipico esponente del decadentismo crepuscolare russo. ↵
“Ròzanov”: V. V. Ròzanov, critico letterario e pensatore russo (1856-1919). ↵
“L’uragano”: celebre dramma di A. N. Ostrovskij (1823-1886). ↵
“Presnja”: rione di Mosca che fu teatro di importanti avvenimenti rivoluzionari. ↵
“Cui”. K. Cui, noto musicista russo (1835-1918). ↵
“madame Prodàm”: suona come «madama venduta». ↵
“Asko’d”: semileggendario principe di Kiev. ↵
“Oleg”: altro principe di Kiev. ↵
“desiatiny”: vecchia misura agraria (ettari 1,0925). ↵
“Vakch”: Bacco. ↵
“mors”: succo di fragole o lampone o ribes. ↵
Karl Kautsky (1854-1938). ↵
“Eru’slàn Lazàrevic”: eroe leggendario della mitologia russa. ↵
«sotto la corona d’oro»: nello sposalizio ortodosso i testimoni reggono per un certo tempo una corona sul capo della sposa. ↵
Uso nuziale russo. ↵
“baba”: la donna contadina e, per estensione, del popolo in genere. ↵
“Comitato di Tat’jana”: Comitato assistenziale organizzato da Tat’jana, figlia dello Zar. ↵
“furmanka”: piccolo carro. ↵
“shchi”: minestra russa a base di cavoli. ↵
“tachanki”: sorta di carro. ↵
“Dal’ ”. il grande vocabolario della lingua russa di V. Dal’. ↵
“epoca dei Torbidi”: è il periodo (sedicesimo-diciassettesimo sec.) delle invasioni polacca e svedese. ↵
“kul’tprosvèt”: comitato per la diffusione della cultura. ↵
“Pechorin”: protagonista di “Un eroe del nostro tempo” di M. J. Lèrmontov. (1814-1841). ↵
“narodovolcy”: i populisti terroristi della ‘Naròdnaja Volja’. ↵
“Pètinka Verchovenskij”: uno dei personaggi dei “Dèmoni” di Dostoevskij. ↵
“lo chiamavano Akul’ka”: a designare una buffa comare un po’ stordita. ↵
“bestuzeviana”: studentessa di un istituto superiore di Mosca assai quotato e ricco di tradizioni rivoluzionarie. ↵
“samogòn”: bevande alcoliche distillate clandestinamente. ↵
“Garumekov”: storpiatura di Gromeko. “Ex”, perché «i signori» sono decaduti. ↵
“zatavok”: designazione locale di una sponda scoscesa. ↵
“belle procellarie”: appellativo con cui la letteratura dell’epoca chiamava i marinai, in omaggio al contributo della flotta del Baltico alla Rivoluzione. ↵
“Aksàkov”: Sergèi T. Aksàkov, celebre scrittore russo (1791-1859). ↵
«sette miglia per mangiare del kisel’», modo di dire per esprimere la scarsa volontà di mettersi in un lungo e difficile cammino. Il “kisel’“ è una sorta di budino di fecola con frutta. ↵
“Prodotrjad”: reparto per la requisizione delle scorte alimentari (1917-1920). ↵
“soldati di Razin”: dal nome del famoso capo delle rivolte contadine nella Russia del diciassettesimo secolo. ↵
“Rasstrèl’nikov”: deformazione del cognome Strèl’nikov che, dal verbo “rasstreljàt’ ” (fucilare), suona «fucilatore». ↵
“verdi”: dapprima i renitenti al servizio militare sotto i Bianchi; poi i partigiani della Crimea e del Caucaso. ↵
“bylina”: canto epico-lirico del folklore russo. ↵
“poddëvka”: corta casacca senza maniche. ↵
“severjanki”: ossia le «nordiche». ↵
«in queste condizioni, non avere esitazioni»: espressione caratteristica in slavo ecclesiastico, usata in luogo dell’equivalente in russo. ↵
“artèl”: associazione cooperativa. ↵
“lapti”: sorta di cioce dei contadini russi. ↵
“chastushki”: stornelli popolari russi. ↵
“Ushkùjniki”: compagnie corsare del principato di Novgorod (quattordicesimo sec.). ↵
“Michailo Potapyc”: l’orso delle fiabe popolari russe. ↵
“Griboedov”: Aleksàndr S, Griboedov, autore della famosa commedia “Che disgrazia l’ingegno!” (1795-1829). ↵
“Tiutcev”: Fëdor I. Tjutcev, poeta russo (1803-1873). ↵
“Arzamàs”: società letteraria di cui fu membro, accanto ad altri poeti e scrittori, anche il giovane Pushkin. ↵
«Och-nìs! Och-nis! Och-nìs!»: «Ridestati, ritorna in te!» ↵
“fughe di scolaretti... in America”: da un racconto di Cechov. ↵
“kasha”: sorta di polentina russa di grano saraceno. ↵
“Leiba”: sinonimo di giudeo nel linguaggio popolare. ↵
“trudovik”: del partito dei Trudoviki, d’orientamento populista. ↵
“Lìdochka”: diminutivo di Lida, nome femminile, qui in tono ironico. ↵
“kulici”: pane pasquale. ↵
“paschi”: dolce pasquale. ↵
“Il sabotatore ...”: Invece di “sabotaznik” (sabotatore), Goshka dice “savataznik”: da qui, scomponendo la parola in “so” (con) e “vataga” (banda), la spiegazione. ↵
“stàrosta”: l’anziano, il capo della comunità. ↵
“domovòj”: lo spirito protettore della casa. ↵
L’affinità fra il testo del Salmo e la corruzione popolare, fondata nell’originale su parole ed espressioni male intese, si perde naturalmente quasi del tutto con la traduzione. ↵
“Duchobory”: setta religiosa che respinge i dogmi e la Chiesa. ↵
“kurgàn”: tumulo. ↵
“opríchnik”: guardie di Ivan il Terribile, rappresentanti dell’arbitrio e dello strapotere dell’autocrazia. ↵
“rusalka”: ondina, sirena. ↵
“Cronache di Nòvgorod e di Ipat’ev”: cronache dell’antica Russia (sec. decimo-sedicesimo). ↵
“Gubzdràc”: comitato di sanità. ↵
“Gubono”: comitato distrettuale dell’istruzione popolare. ↵
“uomo nell’astuccio”: dall’omonimo racconto di Cechov. ↵
“Oblzdràv”: comitato regionale di sanità. ↵
“Lama ... Chutucht”: sacerdoti e dignitari della Mongolia. ↵
“churultai: parlamento mongolo. ↵
“ispolkòm”: comitato esecutivo. ↵
“Egorij il Coraggioso”: San Giorgio. ↵
“Georgii il Vittorioso”: San Giorgio. ↵
“studenti «con le fodere bianche»“: allusione al berretto con le foderine bianche degli studenti dell’epoca. ↵
“delle vie Tverskaja e Jamskaia”: vie malfamate della Mosca prerivoluzionaria. ↵
“papacha”: berretto di pelliccia. ↵
“e dicevano «sta cos컓: cioè adottavano forme del linguaggio popolare. ↵
“zags”: sigla di “Zapis’ aktov grazdanskogo sostjanija” (Registrazione degli atti di stato civile). ↵
“senza diritti”: in russo: “lishenec”, cioè chi, prima della Costituzione del 1936, era privo di diritti civili, per motivi di censo. ↵
“besprizòrnye”: ragazzi abbandonati, nel periodo della guerra civile. ↵
“Gulag”: sigla di “Gosudarstvennoe Vpravlenie Lagerei” (Direzione statale dei campi). ↵
“Ezov” commissario agli interni. ↵
“Bezòzoceredeva”: come a dire «fuori fila», e fila è la parola usata per le code davanti ai negozi eccetera, specie in tempo di tesseramento. ↵
Usignuolo brigante, personaggio del folklore russo, di cui si parla nel romanzo. L’espressione «a sette gole» vuol tradurre il «sulle sette querce» del testo che, oltre ad avere uno specifico riferimento a un motivo folkloristico, ha anche il significato di canto spiegato. ↵
Specie di villa di campagna. ↵
Strumento musicale popolare. ↵