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La Bol’shaja Kupèceskaja raggiungeva con una ripida discesa la via Màlaja Spàsskaja e via Novosvàlochnyj. Vi si affacciavano le chiese della parte alta della città.
All’angolo sorgeva la casa grigio scuro con le statue. Sulle enormi pietre quadrangolari del suo basamento obliquo, nereggiavano gli ultimi numeri dei giornali governativi e decreti e ordinanze del governo. Capannelli di gente leggevano in silenzio, sostando a lungo sul marciapiede.
Dopo il disgelo, il tempo era asciutto; si preannunciava una nuova ondata di gelo e il freddo andava sensibilmente aumentando. Nelle ore in cui poco tempo prima già annottava, era ancora giorno alto. L’inverno se n’era andato da poco; al suo posto era subentrata la luce, una luce pertinace che indugiava anche di sera. E sconvolgeva, sospingeva lontano, inquietava, metteva in allarme.
Da poco i bianchi se ne erano andati abbandonando la città ai rossi. Le sparatorie, lo spargimento di sangue, le angosce della guerra erano finite. Anche questo dava un senso di inquietudine e di allarme come la fine dell’inverno e l’allungarsi delle giornate primaverili.
Gli annunci, che i passanti leggevano alla luce ancora piena, dicevano:
«»Comunicato alla popolazione». I libretti di lavoro per gli abbienti si possono ritirare al prezzo di 50 rubli l’uno presso la sezione approvvigionamenti del soviet di Jurjatin, via Oktjàbr’skaja, ex Generalgubernatòrskaja, 5, stanza n° 137.
«Chi è sprovvisto di libretto di lavoro e, a maggior ragione, chi altera le registrazioni sarà punito col rigore del periodo di guerra. Istruzioni precise per l’uso dei libretti di lavoro sono state pubblicate nel Bollettino del Comitato Esecutivo di Jurjatin, n° 86-1013 dell’anno in corso, e affisse presso la sezione approvvigionamenti del soviet di Jurjatin, stanza n° 137.»
Un altro annuncio informava che le riserve alimentari della città erano pienamente sufficienti ai bisogni, ma che erano state occultate dai borghesi per disorganizzare la distribuzione e seminare il disordine, e terminava con le seguenti parole:
«Chi verrà sorpreso a incettare e occultare derrate alimentari sarà fucilato sul posto.»
Un terzo annuncio comunicava questa deliberazione:
«Ai fini di una giusta impostazione della questione alimentare, coloro che non appartengono agli elementi sfruttatori sono riuniti in Comuni di consumo. Per informazioni rivolgersi alla sezione approvvigionamenti del soviet di Jurjatin, Oktjàbr’skaja, ex Generalgubernatòrskaja, 5, stanza n° 137.»
I militari venivano così ammoniti:
«Chi non abbia consegnato le armi e le detenga senza la nuova relativa autorizzazione sarà perseguito con tutti i rigori della legge. Le nuove autorizzazioni si ritirano presso il Comitato rivoluzionario di Jurjatin, Oktjàbr’skaja, 6, stanza n° 63.»