Capitolo 95
Stacey non sapeva che cosa avesse provocato quel cambiamento nel suo collega, ma da quando le aveva passato il telefono il suo viso aveva assunto un’espressione acida.
Se le fosse andato a genio si sarebbe data la pena di scoprirlo.
Dawson avrebbe fatto altrettanto per lei? Temeva di no.
Guardò l’orologio per l’ennesima volta, domandandosi quando avrebbero staccato. Fino a quel giorno, era stato il capo ad autorizzarli ad andare a casa. La detective non era ancora rientrata, e Stacey iniziava a temere che lei e Bryant fossero andati via dimenticando di avvertirli.
Le era sembrato di capire che il suo collega non avesse una vera e propria casa, ma lei l’aveva, anche se ad aspettarla c’erano solamente una pizza surgelata e un paio d’ore in compagnia di World of Warcraft. Era messa comunque meglio di lui.
Nell’attesa, tornò ai tabulati telefonici dell’assassino.
Aveva già stabilito che si trattava di una scheda SIM prepagata.
Osservando il registro delle chiamate, notò che tra un utilizzo e l’altro erano passati persino alcuni giorni, e gli unici numeri contattati appartenevano a Luke Fenton, Lester Jackson e Hayley Smart. Nessuna chiamata per Charles Lockwood: nel suo caso, non aveva dovuto attirarlo all’esterno. L’assassino si era presentato direttamente alla sua porta.
Solo dieci minuti prima aveva ricevuto dalla compagnia i dati delle celle telefoniche. Ogni volta che effettuava una chiamata, un cellulare emetteva un segnale radio che veniva captato dalla stazione base più vicina.
Cercò una mappa della Black Country e fece uno screenshot.
Dopodiché, aggiunse le posizioni delle celle telefoniche, contrassegnandole con un puntino rosso.
Utilizzò il verde per segnare i punti del territorio da cui approssimativamente erano partite le chiamate. Si concentravano tutte in alcune zone.
Aggiunse un altro livello al documento e inserì dei puntini gialli in corrispondenza dei centri di proprietà di Marianne Forbes: il telefono dell’assassino aveva gravitato proprio intorno alle strutture.