Capitolo 26
Kim bussò alla porta dell’ispettore capo Woodward convinta di sapere già come sarebbe andato a finire il loro incontro. Se l’ispettore capo era degno del ruolo che ricopriva, probabilmente aveva già chiamato la stazione di polizia di Wolverhampton.
«Entra», le rispose.
Lei entrò e si fermò davanti alla porta, tenendo a debita distanza la sedia. Ci avrebbero messo solo un minuto, poi sarebbe stata libera di andare a parlare con quella donna, Lisa Bywater.
«Siediti, Stone», le disse, guardandola da sopra le lenti degli occhiali.
«Signore, sto bene in…».
«Siediti, Stone», ripeté lui facendo la voce grossa, come se fosse una bambina che non voleva rimettere in ordine i suoi giochi e la sua pazienza fosse a livello di allerta.
Kim mosse qualche passo e si sedette. Aveva imparato che era meglio scegliere le proprie battaglie con giudizio.
«Com’è andato il primo giorno con la nuova squadra?».
Lei socchiuse gli occhi. «Signore, se fosse sorto qualche problema l’avrei informata».
Non gli aveva chiesto un colloquio per parlare della squadra. Se ci fossero stati degli attriti, li avrebbe risolti in un modo o nell’altro. Non aveva mai chiesto l’intervento di un superiore per gestire i rapporti con i colleghi, e non aveva intenzione di iniziare in quel momento.
«Lo so che il sergente Dawson può risultare un po’…».
«Signore, possiamo parlare del…?».
«E capisco che avere un’agente investigativa fresca di promozione possa comportare qualche difficoltà».
«Onestamente, al momento non ho niente da eccepire nei confronti di…».
«Ma Bryant saprà dare a tutti il buon esempio e non potrà che…».
«Signore, sono tutti elementi validi, e adesso: quando mi sarà assegnato il caso di Tommy Deeley?»
«Non prenderemo in carico il caso di Wolverhampton».
«C-cosa?», balbettò lei. Non aveva mai preso in considerazione quella possibilità. Ecco una battaglia degna di essere combattuta.
«Posso chiederle se ha inoltrato la richiesta?».
Per quanto avesse immaginato di formulare la domanda in tono cortese, quando le uscì di bocca suonò sgarbata.
«Ieri sera tardi ho parlato con l’ispettore capo Redford».
E così aveva letto la sua relazione, era al corrente delle affinità tra i due casi e aveva contattato il commissariato la sera prima. E allora perché il fascicolo non era già sulla sua scrivania?
«E?»
«Non ha niente a che fare con il nostro caso».
«Signore, come può anche solo pensare che, viste le somiglianze tra i…».
«Perché loro hanno già un assassino. Ieri sera un uomo ha confessato il crimine».