Capitolo 101

Dawson percepì l’entusiasmo del capo crepitare lungo la linea telefonica.

Quando la conversazione finì, notò lo sguardo acceso della sua collega, colmo d’orgoglio perché forse aveva indicato al capo la potenziale scena del delitto.

Peccato che lui non fosse convinto.

Quando il capo aveva chiamato, era alle prese con la ricerca delle possibili interpretazioni della filastrocca Dottor Foster.

Aveva letto che era basata su un episodio accaduto a Edoardo I d’Inghilterra: mentre andava a Gloucester il re era caduto da cavallo finendo in una pozzanghera, e da quel giorno si era rifiutato di rimettere piede in quella città.

Esistevano altre due interpretazioni della filastrocca, ma nessuna era particolarmente macabra.

L’istinto gli diceva che era improbabile che l’assassino cambiasse il suo modus operandi adesso, per convenienza. Tutti i testi erano accomunati da inquietanti rimandi: l’assassino non riproduceva alla lettera ciò che veniva narrato nella filastrocca. Per quanto avesse cercato, non aveva scovato nessuna storia sinistra collegata alla filastrocca o a un dottore di nome Foster.

«Su con la vita, Dawson!», esclamò Stacey, con il fiato sospeso per l’eccitazione.

«Ti va di contattare il centralino del dottore al posto mio?», le domandò.

«Non perdi mai occasione per fare lo scansafatiche, eh?», ribatté lei accigliata.

Dawson vagliò numerose risposte, che contemplavano toni più o meno accesi, e alla fine optò per la verità. «Stacey, ho bisogno del tuo aiuto».

Lei esitò, e non poté biasimarla.

«O kappa», rispose infine.

Lui tornò su Internet e continuò la ricerca delle filastrocche che contenevano la parola dottore.

Il risultato successivo riportava il testo di Una mela al giorno. Iniziò a leggere.

Una mela al giorno leva il medico di torno.

Una mela alla mattina è la miglior medicina.

Mela cotta di sera, e il medico non spera.

Una mela prima di dormire, in testa il medico lo puoi colpire.

Sette dì a settimana, tre al giorno, mele rosse, guance rosse tutto intorno.

La esaminò con attenzione. A una prima lettura sembrava pensata per convincere i bambini a mangiare frutta e verdura.

In realtà, risaliva al XVI secolo ed esprimeva una profonda sfiducia nei confronti della categoria dei medici: era un invito a non fidarsi di loro.

Sentì una stretta allo stomaco. Un ricordo. Qualche parola sentita di recente al telegiornale o letta su un quotidiano.

Digitò i termini “dottori” e “fiducia”, ma la ricerca non diede frutti.

Fece un secondo tentativo, sostituendo “fiducia” con “cause legali” e finalmente trovò ciò che stava cercando.

Lesse per due volte il breve articolo, dopodiché, senza esitare, afferrò il telefono.