[SAGGIO DI PREFAZIONE]
Prefazione della seconda parte [ 1 ]
Parlare di quelli che hanno trattato di questo argomento.
Mi meraviglio dell’ardimento con cui costoro intraprendono di parlare di Dio. Rivolgono i loro discorsi agli empi, e il loro primo capitolo consiste nel provare la divinità con le opere della natura. La loro impresa non mi stupirebbe se si indirizzassero ai fedeli, perché di sicuro chi ha la fede viva nel cuore vede subito che tutto quanto esiste non è se non l’opera del Dio che egli adora. Ma per coloro in cui questa luce è spenta e nei quali si ha intenzione di farla rivivere, persone private di fede e di grazia, che, quando cercano, con tutti i loro lumi, nello spettacolo della natura qualcosa che possa condurli a quella conoscenza, trovano solo oscurità e tenebre; dire a costoro che basta osservare la minima delle cose che li circondano e in essa vedranno scopertamente Dio, e offrire loro, come tutta prova di questo grande e grave argomento, il corso della luna e dei pianeti, e pretendere di aver completato la dimostrazione con un tale discorso, significa dar loro motivo di credere che le prove della nostra religione sono proprio deboli. E vedo per ragione e per esperienza che è il procedimento più adatto a fargliele disprezzare. Non è così che parla delle cose di Dio la Scrittura, che le conosce meglio. Al contrario, essa dice che Dio è un Dio nascosto; e che, a seguito della corruzione della natura, ha lasciato [gli uomini] in un accecamento da cui non possono uscire se non tramite Gesù Cristo, fuori dal quale è venuta meno ogni comunicazione con Dio: Nemo novit Patrem, nisi Filius, et cui Filius voluerit revelare [ 2 ].
È quello che la Scrittura ci indica, quando dice in tanti passi che chi cerca Dio lo trova. Non si parla affatto di una luce come quella del giorno a mezzogiorno. Non si dice affatto che chi cerca la luce a mezzogiorno o l’acqua nel mare la troverà. Bisogna dunque che l’evidenza di Dio non risieda nella natura. E infatti altrove la Scrittura ci dice: Vere tu es Deus absconditus [ 3 ]. [644/2]
[ 1 ] Questo saggio di redazione della Prefazione figura nel dossier «Miscellanea 5», ove il lettore lo ritroverà. Si appoggia su un dossier di appunti preparatori intitolato «Eccellenza di questa maniera di provare Dio», «attraverso Gesù Cristo», senza ricorrere alle dimostrazioni filosofiche. Secondo la sua abitudine, Pascal si è impegnato in un altro saggio di redazione, il più ampio che possediamo.
[ 2 ] Matteo 11, 27: «Nessuno conosce il Padre se non il Figlio, e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
[ 3 ] Isaia 45, 15: «Veramente tu sei un Dio nascosto».