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Allerdale, Cumbria
Lunedì 13 febbraio
ore 16.50
Seguii il consiglio di Boris riguardo al mio abbigliamento non appena misi piede al Premier Inn. I vestiti erano nel bagagliaio della Škoda di padre Gerard.
Il viaggio da Andover a Bassenthwaite durava più di sette ore, ma io non volevo arrivare prima del tramonto, così non avevo fretta. Mi fermai due volte per rifornirmi di caffeina e calorie e continuai a tormentarmi. Molte cose avrebbero dovuto indirizzarmi verso Chastain e non sul Grande Capo mentre giocavo a fare l’investigatore.
Se l’incidente di Koshtay fosse stato reso pubblico entrambi avevano molto da perdere, ma adesso sapevo che il colonnello stava fissando la bocca di fuoco del cannone più grosso: la distruzione dell’immacolata reputazione del figlio e della sua famiglia.
Sapevo che aveva prestato servizio in Bosnia e Ken Marabula lo aveva confermato. I Giaccadipelle erano sul suo libro paga, non su quello di Steele. Dovevano avermi rintracciato allo studio di Blackwood quando avevo usato il Nokia che invece avrei dovuto buttare nel fiume dopo aver chiamato il quartier generale della Astra. Non ero stato individuato da un elicottero del DSF.
Anche quando Boris e l’Uomo Invisibile avevano fatto il loro trucchetto da Settimo Cavalleria alla Fortezza di Belgrado, io avevo dato per scontato che fosse Chastain a recitare il ruolo della mia fata madrina.
Di colpo mi venne in mente l’accenno a Bermondsey fatto dal colonnello durante la nostra chiacchierata privata nella rimessa di Guy. In quel momento avevo pensato che avesse ripescato l’informazione dal suo database mentale; mi aveva sempre preso in giro per il mio accento di Londra Sud quando ero sotto il suo comando. Adesso mi rendevo conto del perché ne aveva parlato. Ed era stato anche il momento in cui mi aveva suggerito l’idea di far uscire Sam da Barford.
Quando rientrai nell’auto, mi vidi nello specchietto retrovisore. Il livido della corda attorno al collo si era accentuato.
Mi fermai da un ferramenta e acquistai un rotolo di nastro adesivo. La prossima meta era un negozio di articoli per motociclisti. Mi servivano un paio di guanti sottili di seta e il passamontagna nero che si mette sotto il casco.