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Prima di andarmene, dissi a padre Mart di tenere d’occhio Pat il Postino. Avremmo dovuto catapultarlo nella telefonia del Ventunesimo secolo in modo da poter comunicare quando ne avevamo bisogno, e perché lui mi passasse rapidamente le informazioni che raccoglieva.
Mi fornì l’indirizzo di casa di Ella, e quello del suo studio nel Gloucestershire. Per fortuna non si trovava a Hereford. La MRUD aveva agitato Trev tanto da farlo scappare dalla città, e a ragione, così anche i vecchi posti non erano più isole felici per me. Il collegamento tra il silenzio di Credenhill e il cecchino sulle Black Mountains non era ancora chiaro, ma il grado di pericolo sì.
Ci scambiammo le chiavi delle automobili e gettai l’attrezzatura nel baule della 911. Mi sarebbe mancata la Defender of the Faith, ma un prete con una Porsche – soprattutto la mia Porsche – sarebbe saltato all’occhio come le palle di un bulldog, e non volevo che padre Mart attirasse attenzioni inutili su di sé. Anche lui aveva legami con Trev.
Di certo sarebbe giunto anche per me il momento di abbandonare l’auto da corsa, ma per il posto in cui stavo andando era perfetta.
Mi strinse la mano. «Stai attento, Nicholas.»
«Anche lei, Obi-Wan.»
Per un attimo aggrottò le sopracciglia, poi comprese. «Certo. Dobbiamo entrambi stare attenti al Lato Oscuro.»
Senza farmi troppi problemi, avevo deciso di stare il più possibile alla larga da H, quindi puntai in direzione nord-est verso Ludlow. Mi fermai a un distributore, feci il pieno e afferrai un pugno di guanti di polietilene trasparente.
Raggiunta Evesham, passai un po’ di tempo in un internet café, a quel punto la neve che cadeva sul parabrezza e sull’asfalto si era trasformata in una pioggerellina fine. Il loro panino alla salsiccia non era buono come quello che avevo preso a Brynmawr, ma andava bene mentre cercavo su Google qualche informazione sulla dottoressa Eleanor Mathieson e il suo studio.
Puntai la 911 verso una parte del pianeta che pareva popolata soltanto da Range Rover Evoque, da fanatici ambientalisti e villaggi con nomi tipo Upton Snodsbury.
Mentre guidavo, sperai di aver nascosto padre Mart bene quanto Trev aveva nascosto Ella, ma lui non avrebbe mai cambiato il suo stile di vita per nessuno. Mi augurai che il suo Dio lo tenesse d’occhio, o quanto meno che ricordasse ai cattivi che c’era differenza tra uccidere gente come me e Trev e far fuori padre Mart: la morte di un prete non sarebbe passata inosservata, come diceva anche una leggenda locale.
Quando da ragazzino vivevo nella zona a sud di Londra, pensavo che villaggi come Chipping Campden esistessero soltanto sui manifesti della ferrovia, e mentre parcheggiavo nei pressi della via principale, la sensazione era di essere entrato nel mondo delle fiabe, fatto di dolci preparati in casa, negozi di candele profumate e pietra color miele.
Vidi quasi subito l’ambulatorio medico, un edificio imponente a doppia facciata dall’intonaco color crema. Sulla targa d’ottone accanto all’ingresso c’erano scritti due nomi: dott.ssa Eleanor Mathieson e dott.ssa Grace Nichol. Soltanto uno dei parcheggi riservati ai medici era occupato. Proseguii. Dovevo fare visita alla casa prima di iniziare a interrogare i suoi amici.
M’infilai nella prima lavanderia che incontrai. Furono ben felici di darmi un appendiabiti in metallo in cambio di un paio di sterline nel barattolo raccolta fondi con sopra scritto: AIUTO PER GLI EROI. Continuando a camminare, piegai il filo di metallo avanti e indietro finché si ruppe in due pezzi di circa quindici centimetri. Curvai le punte e li infilai in tasca. Ormai anche su Amazon si possono comprare attrezzi per scassinare le serrature, ma quelli fatti da me funzionavano piuttosto bene, e non avevano la scritta RAPINA IN CORSO dappertutto.