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«Eh certo, a quel punto gli faccio il lavoro completo…
Ma ti immagini se ci riuscissimo? T’immagini quando la Carraccio entra in classe e si trova uno stronzo fumante piazzato sulla cattedra? Un monumento alla sua persona…»
«Quella chiama i carabinieri…»
«E i carabinieri devono requisirlo.»
«Perché?»
«È una prova…»
«Ma non lo possono toccare, se no ci lasciano le impronte.»
Esmeralda scoppiò a ridere. «E lo portano alla cosa…
Alla… Oddio, come si chiama?»
«Chi?»
«Quelli che studiano le prove… Dai… Quelli…»
Niente. Non le veniva proprio. Aveva la sensazione di avere la testa piena di gommapiuma.
«Non lo so… A chi lo portano?»
«Dai, quelli dei telefilm…»
«La Scientifica?»
«Brava. Fanno la prova del dna e così incastrano Rinaldi.»
66.
Lo aveva fatto. Aveva telefonato e si era comprato il Pagliaccio scalatore, il capolavoro di Moreno Capobianco.
Facilissimo.
Danilo Aprea camminava tutto soddisfatto per il salone, osservando la parete su cui avrebbe appeso il quadro.
Che meraviglia. Entravi e ti accoglieva un pagliaccio scalatore. Avrebbe dato alla casa un tocco di eleganza e raffinatezza uniche. Un dipinto di quel livello era in grado di dare luminosità pure a una catacomba.
In mano Danilo teneva un bicchierino di grappa.
Si era giurato di non bere neanche un goccio, prima del colpo, ma non si poteva non brindare a un acquisto del genere. Forse era stato un po’ frettoloso a prenderlo, ma con la certezza dei soldi del Bancomat aveva fatto bene.
«Strabene.» Sollevò il bicchiere verso la parete bianca.
La signorina del call center era stata gentilissima.
Gli aveva fatto i complimenti e aveva aggiunto che i quadri di Capobianco andavano via come il pane.
Se non chiamavo subito lo perdevo sicuramente.
Danilo aveva preso un appuntamento senza impegno per il giorno dopo. Un loro esperto gli avrebbe portato la tela direttamente a casa.
«Alla nuova vita!» E ingollò in un sorso il bicchiere.
La signorina gli aveva assicurato che avrebbe potuto guardarlo per tutto il tempo che voleva e poi decidere con calma. Danilo non glielo aveva detto, ma lui aveva deciso di comprarlo nel momento stesso in cui la figura del pagliaccio era apparsa sul televisore.
Quel quadro gli aveva parlato attraverso lo schermo.
Il battesimo della nuova vita di Danilo Aprea.
Prima il quadro e immediatamente dopo la boutique per Teresa.
E tutto sarebbe ricominciato.
67.