Capitolo 64
Ryan
Che sia pazzo? A ogni modo, nella sua testa c’è qualcosa che non va, com’è sicuro che c’è lui su una tolda quando scricchiola.
Sono pazzo, è ufficiale.
Sono tornato da Maui da quattro giorni e non mi sono ancora ripreso.
Perché cavolo ho concesso a Tessa otto maledetti giorni per riflettere? Quando ho detto quella stronzata, ero certo di telefonare a Charlotte la sera stessa, chiedendole il permesso di raccontare la verità sulle nostre conversazioni, per poi tornare da Tessa, raccontarle tutto e fare l’amore con lei tutta la notte.
Ma sono passati quattro giorni e Charlotte non mi ha ancora richiamato.
Non capisco perché mi ignori. Magari Tessa ha parlato con lei spiegandole l’accaduto… E lei ha frainteso, pensando avessi fatto il suo nome? O forse ha confessato tutto a Tessa e hanno litigato? Non lo so. Comunque, il silenzio della hostess dai capelli rossi mi sta facendo impazzire, soprattutto perché non ho nemmeno avuto modo di parlare con T-Rod, cavolo.
Le ho scritto ogni giorno dopo il rientro a Seattle, solo per dirle che la penso, che non vedo l’ora di parlare e che forse potremmo accelerare le cose, a dispetto di cosa ho proposto a Maui. Ma lei ha risposto insistendo sul dover discutere con Josh riguardo al Captain’s prima di avere le idee chiare.
Vaffanculo! Se solo si fidasse di me o, se non di me, almeno della mia famiglia! Nessun dubbio sulla nostra intesa perfetta mi ha mai sfiorato ma, se ne avessi avuto anche uno solo, l’avrei fugato del tutto sul volo di ritorno per Seattle, quando almeno una quindicina di parenti mi hanno rimproverato dicendomi: “Non essere stupido” e “Va’ fino in fondo con quella ragazza”.
«Sono d’accordo, ragazzi», ho risposto a tutti. «Non ditelo a me. È una bella gatta da pelare».
«Be’, vedi di portarti a casa quella bella gattina, però», ha detto mamma con enfasi. «Davvero, Torta al Rum, se non fai dei figli con quella donna, non ti perdonerò mai finché vivrò».
«Farò del mio meglio, mamma».
E ora eccomi qui, sdraiato sul divano con la tuta e i capelli arruffati di ritorno da un allenamento particolarmente estenuante in palestra, troppo impegnato ad autocommiserarmi per fare altro che non sia zapping.
Mi suona il telefono e lo prendo di corsa, sperando sia Charlotte (o, ancora meglio, Tessa), ma inaspettatamente sullo schermo lampeggia il nome “Josh”.
«Ehi, Lamborghini», lo saluto.
«Ehi, Capitano».
«Tu e Kat non siete ancora in luna di miele?»
«Sì, siamo qui a divertirci. Ti chiamo perché stavo raccontando a mia moglie del Captain’s e le ho parlato della fantastica idea di includere T-Rod nel progetto (dividerà i proventi con me e Jonas, non ti preoccupare), cosicché potesse avere voce in capitolo anche lei – ma solo se a te va bene».
«Sì, bella idea, facciamolo».
«Perfetto. Comunque, mentre stavo raccontando a Kat…». Josh sospira. «Ryan, ha vuotato il sacco. Mi ha detto tutto».
Mi si drizzano i peli sulle braccia. «Tutto?»
«T-Rod è Samantha e avete avuto incontri bollenti durante il soggiorno a Maui. E tu la ami».
Mi si stringe lo stomaco.
«Ryan, mi devo scusare con te», continua Josh. «Jonas e io ti abbiamo reso tutto più difficile. Quindi, ti sto chiamando per sapere se posso fare qualcosa per farmi perdonare. Ragioniamo su come potrei darti una mano a conquistarla».