Capitolo 22
Ryan
…le grandi cateratte del mondo fantastico si spalancarono…
Entro nella hall dell’hotel e continuo a ripensare alla telefonata con Charlotte. Samantha potrebbe chiamarmi… E se non lo facesse? Tre mesi d’attesa, ricerca e ossessione a cosa avrebbero portato? Vaffanculo a me e anche a Charlotte.
Una donna sorridente con un gonnellino hawaiano mi appoggia una ghirlanda di fiori sul capo e un ragazzo mi porge un vassoio con dei Mai Tai. Ne prendo due, ingurgito il primo al volo e mi guardo intorno sorseggiando il secondo.
Quasi metà del gruppo è in coda alla reception mentre gli altri sono sparpagliati in giro, chiacchierano e bevono. Scorgo i miei genitori: parlano con mio zio e mi dirigo verso di loro, continuando a osservare l’imponente hall. Wow, questo posto è davvero…
Oh, porca miseria.
Il cocktail mi va di traverso. C’è una donna, girata di spalle, in fondo alla grande sala… e… anche da così lontano… anche da dietro sembra proprio… Samantha. Be’, almeno per quello che riesco a ricordare di lei dopo tutto questo tempo. Ma, comunque, potrei giurare che sia lei!
Per un momento non riesco a muovermi. Ho avuto un crollo psicologico?
Scommetto qualsiasi cosa che quello è il culo di Samantha. E i suoi capelli. E la pelle. E qualcosa nel modo in cui muove la testa mentre parla… Potrebbe davvero essere lei? Sta chiacchierando con una donna con una cartellina e, da come gesticola… Sembra una pazzia, lo so, ma all’improvviso non ho più nessun dubbio: è Samantha.
Senza nemmeno accorgermene inizio ad avvicinarmi alla ragazza misteriosa con il cuore che mi martella dolorosamente nel petto. Ogni cellula del mio corpo è in tensione. Sono elettrizzato. Mi sento come la prima volta in cui l’ho vista al The Pine Box, sono su di giri. Al diavolo, anche se questa donna non dovesse essere Samantha stasera la sedurrò lo stesso perché è la prima volta in tre maledetti mesi che qualcuna riesce a catturare l’attenzione del mio uccello.
Sono a pochi metri da lei, abbastanza vicino da sentirne la voce.
Oh, mio Dio, quella voce! «Samantha», mormoro, ma lei non ha alcuna reazione. «Samantha?», esclamo a voce alta, questa volta a un passo da lei. Ma di nuovo lei non si volta. Le giro intorno e… Il cuore mi balza fuori dal petto.
Il mondo intero sta crollando intorno a me.
Oh, porca puttana.
È ancora più bella di come la ricordassi.
Sono quasi felice di aver passato tre mesi di astinenza per questa meraviglia. È la donna dei miei sogni. La desidero.
«Samantha!».