Il libro
«C’era una volta, nella marea del passato dei
Dunbar, una donna che
aveva molti nomi.»
C’erano stati anche un nonno con la passione
per i miti greci, una nonna e la sua macchina da scrivere, un
pianoforte consegnato nel posto sbagliato, una ragazza con le
lentiggini che amava le corse dei cavalli, e un padre che, dopo la
morte della moglie, aveva abbandonato i suoi cinque figli: Matthew,
Rory, Henry, Clay e Tommy. I fratelli Dunbar. Costretti a vivere
soli, e a definire da soli le regole della propria esistenza.
E quando il padre
tornerà sarà Clay l’unico dei fratelli che accetterà di aiutarlo e
costruire con lui un ponte, concreto e metaforico nello stesso
tempo: lo farà per la sua famiglia, per il loro passato, per il
loro futuro, per espiare le colpe, per affrontare il dolore. Lo
farà perché lui è l’unico che conosce tutta la storia, e per questo
è obbligato a sperare. Ma fino a che punto Clay potrà portare
avanti la più difficile di tutte le sue corse? Quanti degli
ostacoli che la vita gli ha posto davanti riuscirà a superare?
Quanta sofferenza può sopportare un ragazzo?
Dodici anni dopo
Storia di una ladra di
libri,
Markus Zusak torna con
un romanzo di lancinante bellezza, che non ha paura di commuovere e
che lo conferma come uno dei più importanti autori della scena
letteraria mondiale: la storia di Clay, dei suoi fratelli e della
sua famiglia è di quelle destinate a incidere a lungo
nell’immaginario collettivo, per la densità di vita e sentimenti,
per il racconto travolgente, per la voce acuta, calda e
suggestiva.
«Era andata così.
E tutto questo aveva
portato a quel ponte.»