9

Giovedì 11 dicembre

Roy Grace arrivò a casa poco dopo le 18.45 di giovedì. Il sovrintendente aveva ancora tre giorni e mezzo di reperibilità come investigatore capo dell’unità Reati Gravi del Sussex e Surrey, prima che la patata bollente passasse a un altro funzionario investigativo, alle sette del mattino di lunedì, per i successivi sette giorni.

Nel Sussex si verificavano in media dodici omicidi all’anno, nel Surrey dieci. In tutto il Regno Unito erano seicentocinquanta. Ogni detective che si occupava di omicidi sperava che gliene toccasse almeno uno impegnativo. Non che fossero persone assetate di sangue, ma era quello per cui erano state addestrate e per loro non esisteva sfida altrettanto adeguata. Bisognava dire che un omicidio di alto profilo incrementava la propria visibilità e, di conseguenza, anche le prospettive di promozione.

Certo, Grace non aveva mai desiderato la morte di qualcuno.

Negli ultimi anni, per lui i weekend erano stati iellati. Ogni volta che aveva sperato di godersene uno in pace, a fare qualche attività sociale o, più di recente, a trascorrere del tempo con sua moglie Cleo e il loro bimbo di cinque mesi, era sempre stato chiamato per un’indagine all’ultimo minuto. Sperava davvero in un fine settimana pacifico, per poter dare una mano a Cleo a riordinare le sue cose, in preparazione del trasloco della settimana successiva, dalla casa di lei in cui convivevano al cottage che avevano acquistato insieme, vicino a Henfield, una quindicina di chilometri a nord di Brighton.

Cleo si alzò, togliendosi dal grembo un grosso raccoglitore di campioni di tessuto e posandolo sul tavolino, in cima a una pigna di altri raccoglitori di tessuti e carte da parati.

Grace si rivolse a Marlon, il pesce rosso di undici anni. «La settimana prossima ti trasferisci in campagna. Che ne pensi? Avremo le galline. Tu non l’hai mai vista, una gallina, vero? A parte in tv, ma a te guardare la tv non piace granché, giusto?»

Cleo gli mise un braccio attorno alla vita e lo baciò sul collo. «Se mi avessero detto, anni fa, che sarei stata gelosa di un pesce rosso, non ci avrei creduto. Invece, lo sono. A volte penso che t’importi più di Marlon che di me!»

Nell’infinita circumnavigazione della sua boccia sferica, Marlon aprì e chiuse la bocca, simile come sempre a un vecchio burbero e sdentato, mentre passava attraverso le fronde verdi e le rovine sommerse di un tempio greco in miniatura, acquistate da Grace qualche anno prima, dopo aver letto su una rivista dell’importanza di mettere nella boccia dei pesci rossi cose che fossero di loro interesse. Tuttavia, nulla di quello che aveva comprato Grace aveva mai dato l’impressione di interessare a quella creatura malinconica. Negli anni, Grace aveva tentato più volte di dare a Marlon una compagna, ma tutte avevano invariabilmente finito per essere inghiottite da quel piccolo mostro oppure erano state ritrovate a pancia in su, mentre Marlon continuava con il suo eterno movimento circolare, giorno dopo giorno.

Grace aveva vinto quel pesce a una fiera, tanti anni prima, insieme alla sua prima moglie Sandy, che in seguito era scomparsa e dopo dieci anni di assenza era stata dichiarata legalmente morta, consentendo a lui e Cleo di sposarsi. Aveva portato il pesce a casa in un sacchetto di plastica, e secondo le ricerche di Sandy, l’aspettativa di vita dei pesci rossi vinti alle fiere era inferiore a un anno.

Undici anni dopo, invece, Marlon andava ancora forte. In un guinness dei primati che Grace aveva consultato di recente, il pesce rosso più longevo aveva raggiunto i quarantatré anni. C’era ancora parecchia strada da fare, ma di certo Marlon non dava segno di voler tirare le cuoia a breve. E, segretamente, Grace ne era felice. In una strana maniera, di cui non avrebbe mai parlato con Cleo, quel pesce rosso era un legame con il suo passato vissuto insieme a Sandy, e lui sapeva che, quando presto o tardi sarebbe morto, avrebbe provato una grande tristezza. Ogni mattina, quando scendeva al piano di sotto, la prima cosa che faceva era controllare la boccia, sperando di non trovare Marlon che galleggiava in superficie privo di vita.

«Già che stiamo traslocando, tesoro, credo che dovrebbe farlo anche Marlon. Ho letto su internet che i pesci rossi hanno bisogno di una boccia più grande di quanto la gente non pensi.»

«Oh, e grande quanto? Tipo una piscina olimpionica?» disse Cleo.

Lui sorrise. «No, ma grande abbastanza da allungare le gambe, o meglio, le pinne.»

«Basta che non sia più grande della nostra casa nuova... altrimenti diventerei più che gelosa. E in quel caso... sushi, vero, tesoro?»

Grace la guardò con un’espressione buffa. «Non ci pensare nemmeno!»

«Se ami me, devi amare il mio pesce, giusto?»

Lui l’abbracciò. «Quanto ti adoro.»

Cleo lo guardò negli occhi. «E io adoro te. Ti amo più di quanto non avrei mai potuto immaginare, sovrintendente Grace.» Lo baciò.

Poi il cellulare del lavoro di Grace squillò.

Era Andy Anakin, Golf 99, identificativo dell’ispettore di divisione in servizio alla centrale di polizia di John Street, a Brighton, che aveva la reputazione alquanto sgradevole di essere la seconda più indaffarata d’Inghilterra. A differenza di quasi tutti i suoi colleghi, capaci di restare calmi in ogni situazione, quel particolare ispettore si era guadagnato il soprannome di Panicking. E in quel preciso momento sembrava proprio in preda al panico.

«Signore», disse, apparentemente senza fiato. «L’ispettore responsabile sta affrontando un’altra situazione urgente e mi ha chiesto di chiamarla per aggiornarla su un possibile rapimento o sequestro. Una giovane donna è scomparsa dopo aver urlato al telefono al suo fidanzato che c’era un intruso in un parcheggio sotterraneo di Kemp Town.»

«Che informazioni avete a riguardo?» chiese Roy, subito preoccupato.

«Quasi niente, signore, questo è il problema. Finora abbiamo molto poco. Alcune unità sono impegnate in una ricerca porta a porta nella zona, e il fidanzato sconvolto è convinto che la sua compagna sia stata rapita. Stiamo facendo il possibile, ma non va granché bene, signore. Per nulla. Ops-1 ha allertato i responsabili strategico e tattico del comando di gestione catastrofi.»

Grace si sentì mancare. Non faceva ben sperare. «Che cosa sapete della coppia?»

«Lei è Logan Somerville, ventiquattro anni, abilitata di recente come chiropratica. Lavora in uno studio di Portland Road, a Hove. Lui si chiama Jamie Ball, responsabile marketing della divisione cibo per animali del gruppo Condor Food. Lavora nella loro sede di Croydon. Stiamo facendo ulteriori controlli sull’uomo.»

Con l’ottanta per cento delle vittime di violenza ferite o uccise da parenti o da qualcuno di molto prossimo, Grace era ben consapevole che le persone care erano sempre meritevoli di un’indagine approfondita. Era stato chiamato non solo perché era l’investigatore capo ed era reperibile, ma anche perché era addestrato a fare da negoziatore nei casi di sequestro di persona. Se però fosse diventata un’indagine attiva, non avrebbe ricoperto lui entrambi i ruoli.

«Signore, penso che dovremmo isolare la contea», disse Anakin. «Mettere posti di blocco su tutte le strade principali, signore, e diramare un bollettino di ricerca. Ho richiesto lo stato di preallarme per NPAS 15.»

NPAS 15 era l’identificativo dell’elicottero in condivisione tra le forze di polizia del Sussex e del Surrey, ora di stanza a Redhill.

«Aspetta», disse Grace.

«Si mette male, Roy. Ti dico che si mette male.»

«Andy, datti una calmata. Sta’ zitto un momento!» ribatté Grace. «Che controlli avete fatto per verificare la scomparsa?»

«Locali?»

«Ci sarà un sistema di sorveglianza a circuito chiuso nel parcheggio, no?»

«Sì, ma non funziona.»

«Fantastico.» Fece una smorfia. «Hai inviato degli agenti a ispezionare la scena e la zona circostante? A chiedere se qualcuno ha visto o sentito qualcosa?»

«Ne ho due sul posto.»

«Non bastano. Inviane subito altri. Hai parlato con il fidanzato?»

«Gli agenti ci stanno parlando in questo momento. Io sono sulla scena. Ho chiesto l’intervento del dipartimento d’investigazione criminale di zona e ho pensato che tu dovessi esserne informato, Roy. Mi è stato riferito che la donna ha urlato e ha parlato di un uomo appostato nelle vicinanze e che non è stato rintracciato.»

Grace aggrottò la fronte. Non si metteva bene, ma in ogni caso Anakin sembrava saltare a conclusioni affrettate. «Che cosa sappiamo della donna scomparsa, Andy? Ha qualche caratteristica che potrebbe renderla un possibile obiettivo di un sequestro? È un’ereditiera o ha genitori ricchi?»

«Vedrò d’indagare.»

«Bene. Aggiornami tra mezz’ora, se non prima.»

«Sì, signore.»

Grace fissò la boccia di Marlon, riflettendo. I cellulari perdevano il segnale di continuo e a volte facevano rumori strani. Lo stridio di pneumatici d’auto, il gracchiare di un cancello o anche solo un’interferenza sulla linea potevano essere stati interpretati come un grido. Tuttavia, vent’anni da poliziotto gli avevano dato un bel po’ di quell’istinto definibile come «fiuto da sbirro». E in quella situazione c’era qualcosa che puzzava. La triste realtà era che, nei casi di rapimento, spesso la vittima veniva uccisa molto rapidamente e le possibilità di ritrovarla viva diminuivano con il passare delle ore.

Grace rifletté su quanto gli era stato riferito. L’uomo che aveva denunciato il fatto, Jamie Ball, lavorava a Croydon ed era sulla via di casa. Sarebbe stato abbastanza semplice da verificare. Una combinazione delle telecamere del sistema di riconoscimento automatico della targa, piazzate in posizione strategica lungo la M23, e una triangolazione del suo telefono cellulare avrebbero stabilito la sua posizione approssimativa all’ora in cui sosteneva di aver ricevuto la telefonata della fidanzata. Sarebbe stato ugualmente facile verificare che lei avesse fatto la telefonata e dove si trovava in quel momento. Con un po’ di fortuna, però, non si sarebbe dovuti arrivare a tanto: magari sarebbe rientrata con la spesa dopo essere stata al Sainsbury’s Local lì vicino. Ci sperava.

Noah scoppiò a piangere. Cleo scattò in piedi, ligia al dovere, e salì le scale. La vita era complicata. D’un tratto invidiò Marlon per la sua esistenza semplice. C’era qualcosa di cui quel pesce si preoccupasse? Era in ansia che il cibo gli venisse messo nella boccia, oppure lo dava per scontato?

Marlon non sarebbe mai stato rapinato, truffato dei risparmi di una vita o maltrattato.

Ed era improbabile che venisse ammazzato o ferito in un attacco terroristico.

I pensieri di Grace tornarono alla sera prima, quando era andato a Worthing con Norman Potting per parlare con la madre di Bella Moy. Aveva voluto vederla prima del funerale della figlia, per discutere con lei i dettagli della funzione e se desiderava che lui dicesse qualcosa in particolare. Bella, fidanzata con Norman e membro del nucleo della sua squadra, era tragicamente morta in un incendio.

Il suo telefono squillò ancora.

Il segno della morte
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