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Sabato 13 dicembre
Logan era su una spiaggia bianca, la tavola blu dell’oceano che si allungava all’orizzonte. Indossava un vestito bianco di seta, attillato, e Jamie le era accanto in completo bianco, di fronte al cappellano.
Tutti quelli a cui voleva bene e a cui teneva le erano attorno, sotto il sole caldo e splendente di Phuket.
Jamie la baciò su una guancia. «Abbiamo avuto le nostre divergenze, ma ora le abbiamo superate, non è vero, angelo mio?»
Lei ricambiò il bacio, sussurrando: «È così, mio caro. Sei tu quello che voglio, quello che ho sempre voluto. Ti amo tantissimo. Mi rendi così felice, sempre, per sempre».
Il cielo si rannuvolò. Il padre di Logan alzò lo sguardo. «Sta per piovere», disse.
La luce si affievolì. «No!» gridò Logan. «Vi prego non lasciatela spegnere! Fermati, ti prego!» E l’oscurità l’avvolse.
Si svegliò. Buio totale. Era fradicia di sudore e ricordava. Ricordava. Iniziò a tremare.
I suoni che aveva sentito poco prima. Urla. Urla spaventose. Al pensiero, si agitò per la paura. «Aiuto!» gridò. «Qualcuno mi aiuti!»
Di nuovo avvertì il doloroso bruciore alla coscia destra. Tentò di muovere le braccia, poi sentì le gambe dolorosamente rattrappite e l’alluce che le martellava.
Non pregava da quando era adolescente, forse anche da prima, ma in quel momento iniziò a pregare, chiudendo gli occhi nonostante il buio. «Signore, ti prego, aiutami, ti imploro, aiutami.»
Poi si mise a riflettere. Cosa stava succedendo? L’uomo nel parcheggio. Chi diavolo era e perché le stava facendo tutto quello? Ricordò di aver letto della sindrome di Stoccolma. Vittime che instauravano un rapporto con i loro rapitori. Doveva placare la rabbia e stabilire un legame. In qualche modo. «Ehi!» disse a voce alta. «Ehi!» ripeté. Fece un respiro profondo e poi, con tutte le sue forze, gridò di nuovo. «Ehi, ciao!»
A pochissimi metri di distanza, nel buio, fuori dal campo visivo di Logan, che in ogni caso non poteva vedere nulla, lui posò lo sguardo sul proprio progetto e sorrise. Oh, sì, proprio così mi piaci. Grida ancora. Grida quanto vuoi.
Come per accontentarlo, lei lo fece.
Lui sorrise ancora. Nessuno ti sentirà. Assolutamente nessuno. Non sanno nemmeno dell’esistenza di questo posto!