11.
Quando, la mattina dopo, Fenoglio arrivò in caserma, l’infermiera era già lí. L’avevano lasciata ad aspettare in una stanzetta per gli interrogatori.
– Tipo nervoso, – disse Pellecchia. – All’inizio si è rifiutata di seguire i militari in divisa che le avevo mandato. Ha alzato la voce, ha mollato pure qualche spintone. Se fosse stata un uomo avrebbe preso un sacco di botte. Voleva l’avvocato. Ci hanno messo una mezz’ora a convincerla. Hanno dovuto minacciarla di arresto per resistenza. Adesso è di là, incazzata a ciuccio.
– La mattinata comincia bene.
– Già. Andiamo?
– Andiamo.
Entrarono nella stanza, dove c’erano solo una vecchia scrivania e delle vecchie sedie. Niente finestre, niente luce naturale. La Scaringella si era voltata di scatto sentendo la porta che si apriva. Da vicino sembrava ancora piú massiccia; la faccia era larga e schiacciata – come una focaccia, avrebbe detto Serena – il naso piccolo, gli occhi brutali e carichi di ostilità.
– Buongiorno, signora, sono il maresciallo Fenoglio, – disse tendendole la mano, che quella prese dopo un attimo di esitazione, cercando di non perdere il suo contegno risentito. – Ci dispiace di averla fatta venire qua subito dopo il turno, ma purtroppo si tratta di un affare urgente e non era possibile rinviare. Sa perché l’abbiamo convocata in caserma, vero?
– Non so niente. So solo che ho fatto la notte, sono stanca morta e voi mi state tenendo qua. Voglio l’avvocato.
– Perché vuole un avvocato, signora? Non la stiamo accusando di niente.
– Mi avete arrestato.
– No, signora. Lei non è stata arrestata e non è accusata di nulla. Forse c’è stato un malinteso. Dobbiamo farle qualche domanda, come semplice testimone.
– Testimone di che? Non sono testimone di niente.
– Conosce la signora Grimaldi?
– La conosco, mica è un reato.
– Conosce il marito?
– No.
– Conosce il figlio, Damiano?
– Sono conoscente della signora Grimaldi e allora è normale che conosco il bambino.
– Sa che è scomparso, vero?
– Che ne so. Mica me le vengono a dire a me, queste cose.
– Quali cose?
– Queste che state dicendo voi, bambini scomparsi e cose. Lo sapete voi se ci sta un bambino scomparso.
Ogni volta pensi che ci hai fatto l’abitudine, ogni volta pensi che nulla riuscirà piú a scuoterti o a stupirti, e ogni volta incontri qualcuno che è capace di farti venire i nervi piú di prima, si disse Fenoglio. La donna aveva una fisionomia urtante e un modo di fare insopportabile.
– Ti chiami Maria Pia? – chiese Pellecchia.
– Signora Scaringella Maria Pia, – disse quella.
– Ascoltami, signora Scaringella Maria Pia del cazzo. Ascoltami bene: non fare giochetti con noi. Non ci prendere per il culo perché quando qualcuno cerca di prenderci per il culo noi ci incazziamo molto. Adesso ti farò qualche domanda e tu mi risponderai dicendo la verità. Se non lo fai ti giuro che andiamo a casa tua a fare una bella perquisizione, spacchiamo tutto e poi ti arrestiamo per favoreggiamento. Cosí potrai parlare con un avvocato, prima di andare dentro. Mi hai capito?
Quella non rispose. Il suo viso aveva cambiato espressione, ogni traccia di sicurezza era scomparsa.
– Mi hai capito? – ripeté Pellecchia, quasi gridando e dando una manata violenta sullo schienale della donna. L’infermiera sussultò e fece lentamente di sí con la testa.
– Signora, non ci costringa a trattarla male, – disse Fenoglio. – Sappiamo che il figlio di Grimaldi è stato sequestrato, sappiamo che è stato pagato un riscatto. La famiglia non collabora con noi. Sappiamo che lei sa tutto. È inutile negare, ci fa solo perdere tempo. Lei ci deve aiutare. Le informazioni in suo possesso potrebbero essere determinanti per individuare i responsabili e, forse, per salvare il bambino.
– Io non ho fatto niente di male, – disse la Scaringella, guardandosi attorno come per cercare una via di fuga.
– Lo sappiamo. Ha solo aiutato un’amica. È una cosa apprezzabile. La cosa migliore sarebbe stata se quei disgraziati avessero restituito il bambino dopo che lei gli ha portato i soldi. Ma non lo hanno fatto e noi abbiamo bisogno di aiuto per trovare loro e il piccolo.
– Io non posso…
– Non verrà a saperlo nessuno.
La donna sospirò. Aprí la borsa e recuperò un fazzolettino di carta con cui si asciugò il sudore che le imperlava la fronte.
– Posso farle portare un bicchiere d’acqua, un caffè, o qualcos’altro?
– Un bicchiere d’acqua.
– Certo –. Fenoglio andò alla porta e la aprí proprio mentre qualcuno stava bussando. Era Montemurro.
– Che c’è?
– Può venire fuori un minuto?
Il giovane carabiniere aveva un tono concitato. Fenoglio uscí e si richiuse la porta alle spalle.
– Cosa è successo?
– È arrivata una telefonata al 112. Dice che il bambino è in un pozzo, nella campagna di Casamassima. Ha spiegato anche come arrivarci.