8
TRASCORSO poco meno di un anno da quando la mia famiglia era tornata a casa, m’intrufolai in una piccola cerimonia a Fort Worth, nella sala da ballo di un albergo. Gli invitati non erano molti e non ne conoscevo la maggior parte, ma radunati in un angolo in fondo alla sala c’erano alcuni ex membri del Wandering Dark, insieme a Sally White e a suo marito. L’energia che sprigionavano era così palpabile nel suo calore e nella sua allegria che sentii quasi di farne parte.
Lo sposo e il giudice di pace presero posto vicino all’altare, e un momento dopo il quartetto d’archi all’entrata della sala iniziò a suonare, le porte si aprirono e fecero la loro comparsa le damigelle.
Sydney e Caroline s’incamminarono fra la gente, solenni ma adorabili come gli elfi di Tolkien in marcia verso i Porti Grigi. Sydney indossava un abito a maniche lunghe, sul volto aveva un’espressione impenetrabile, e quando, fermandosi nel punto a lei destinato, si voltò verso gli invitati, sembrò non accorgersi di nulla. Caroline invece… Quando si girò, i nostri guardi s’incrociarono. Lei mi vedeva. Non avrebbe dovuto esserne in grado, eppure mi vedeva.
Il quartetto cambiò melodia, e spuntò Eunice a braccetto con mamma. Lungo il corridoio dovettero camminare lentamente: mia madre aveva sessantasei anni e zoppicava ancora un po’ dopo il periodo trascorso nella Città. Avevo la sensazione che avrebbe zoppicato leggermente per il resto della vita. Prossima alla fine del corridoio, si fermò per sorridere a Sally, che non sapeva come regolarsi con quella nuova e gioviale versione di Margaret Turner, ma le sorrise e le fece segno di proseguire. Avanti con lo spettacolo. Durante quell’interruzione ebbi tempo in abbondanza per guardare bene Eunice, incantevole in un abito senza spalline verde acqua, con i capelli rossi raccolti in un’alta crocchia in cima alla testa. Erano anni che non la vedevo così in forma, la sua aura soffusa rendeva invisibili le cicatrici su braccia e viso. Se avessi saputo come fare, mi sarebbe piaciuto fermare il tempo in quel momento, farlo durare in eterno. Tra tutti i momenti in cui uno poteva ritrovarsi bloccato per sempre, ne avevo visti di ben peggiori.
Brin iniziò a tirare su con il naso quando la processione di Eunice fu più o meno a metà strada. Dennis, al suo fianco in qualità di testimone, le offrì un pacchetto di fazzoletti, che lei accettò volentieri. Dopodiché, più in fretta di quanto avessi ipotizzato, Eunice fu davanti all’altare, sorridendo radiosa alla sua futura sposa.