CAPITOLO XXXIV

 

Myla aveva trascorso la nottata accanto a Lyara senza chiudere occhio.

Lyara era riuscita a riposare qualche ora crollando per la tensione e la stanchezza.

La mattina aveva lasciato l’appartamento dell’amica ed era tornata a casa per cambiarsi.

Aveva il primo turno al panificio.

La giornata trascorse lenta e sospesa come in una dimensione distaccata dalla realtà.

Non riusciva ancora a capacitarsi della notizia ma cercava di trovare una soluzione per poter essere d’aiuto a Lyara.

Alternava momenti di rifiuto della notizia a momenti di lucidità che la costringevano a pensare quale poteva essere il modo migliore per affrontare i mesi che sarebbero seguiti.

Tornò a casa appesantita da una stanchezza non solo fisica, con il solo desiderio di mangiare qualcosa e poter finalmente riposare.

Si muoveva con una lentezza esasperante anche solo per compiere azioni abituali.

Si distese sul letto pensando di chiamare l’amica per vedere se aveva bisogno di qualcosa.

Senza rendersene conto scivolò nel sonno.

Il trillo del videotelefono la svegliò di colpo.

Trillò a lungo prima che riuscisse a realizzare che stavano chiamando.

Attivò il collegamento e si trovò di fronte il volto distrutto di Pierce Turner.

«Ciao» si limitò a dire la donna.

«Ho bisogno di parlarti! – disse lui preoccupato – ci vediamo da Lyara tra mezz’ora!».

«Io ho passato la notte in bianco, se con Lyara ci stai tu questa sera preferirei riposare!».

«Ti prego, è veramente importante!».

Myla annuì chiudendo la comunicazione senza un saluto.

L’appartamento di Lyara era immerso nel silenzio.

La donna, però, si era cambiata e sembrava avesse anche mangiato.

Turner aveva un aspetto ancora peggiore di come lo aveva visto Myla al videotelefono.

«Hai ancora quella marsilina di cui mi hai parlato?» chiese lui poco dopo l’arrivo della donna.

Myla annuì.

«Non sarà necessario analizzarla – continuò lui – la maggior parte dei componenti te li posso dire io stesso, però è meglio che tu sappia alcune cose prima di procedere oltre in questa storia. La cosa è molto più grande di quanto immagini, forse è meglio che tu conosca cosa è realmente successo partendo dall’inizio».