CAPITOLO XXIX

 

«Sinceramente, mi sembra un’ipotesi un po’ fantascientifica» disse Pierce al termine del concitato racconto di Myla.

Il volto della donna attraverso il monitor del videotelefono si irrigidì.

«L’idea che la marsilina possa essere nociva mi sembra quantomeno improbabile!» continuò lui.

«Non è così assurdo se ci pensi bene – continuò Myla – la marsilina è ovunque, non solo nei cibi che ingeriamo quotidianamente, ma nei detersivi, sia quelli per le pulizie degli ambienti e degli oggetti che in quelli per l’igiene della persona, veniamo in contatto con questa sostanza continuamente, le nostre abitudini quotidiane ci obbligano all’utilizzo della marsilina, anche involontariamente. La maggior parte delle persone non fanno nemmeno più caso ai componenti di ciò che mangiano o utilizzano, non sanno nemmeno che vengono in contatto con la marsilina».

«La marsilina è ormai in commercio e in distribuzione da oltre trent’anni. Prima che diventasse un componente accreditato è stato sottoposto a numerosi controlli, durati anche anni, controlli sicuri».

«Io ti sto solo chiedendo di fare un’analisi, tu sei un chimico, chi meglio di te può screditare quest’ipotesi e togliermi il dubbio!».

«Ti sei eccessivamente condizionata da eventi che sono semplici coincidenze».

 «La pianta è morta dopo aver subito una pioggia di marsilina, secondo le statistiche sono in aumento le morti per SNDS soprattutto per i soggetti che lavorano nel settore sanitario e alimentare, gente che ha un contatto con la marsilina maggiore di chiunque altro».

«Sono solo coincidenze, i dati che mi stai sottoponendo sono insufficienti per far pensare che ci sia un collegamento tra la marsilina e l’SNDS. Le statistiche sui giornali lasciano il tempo che trovano e la pianta probabilmente è morta per qualche batterio, tu non hai idea di come siano fragili le piante sintetiche, prodotte in laboratorio».

«Probabilmente è un dubbio spropositato, probabilmente sono tutte coincidenze, ma se non fosse così un numero impensabile di persone sta correndo un rischio che potrebbe essere controllato. A me basta solo che analizzi la marsilina che ho preso al panificio, è marsilina pura, non è nemmeno necessario dividere i componenti ed estrarla».

«Non posso farlo! – il volto di Pierce si era fatto cupo – non lo posso fare, mi dispiace!».

«Non puoi? oppure non vuoi?».

«Non posso!».

Myla fissò l’uomo senza parlare.

Lui abbassò leggermente il capo e smise di guardarla negli occhi.

«La marsilina non è un componente pericoloso, sono state coincidenze» disse infine dopo un lungo silenzio.

«E se non lo fossero? e se fosse qualcos’altro e fosse possibile fermarlo?».

«Sono solo fantasie. Dimentica tutta questa storia. Ora ti devo salutare, ho del lavoro da sbrigare!».

Turner chiuse la comunicazione prima che la donna potesse ribattere.

Myla rimase immobile davanti al monitor spento.

Guardò istintivamente il bicchierino pieno di marsilina sul tavolo accanto a lei.

Le parole di Pierce non l’avevano per nulla tranquillizzata, al contrario i dubbi si erano fatti più pressanti.

E se non fosse stata tutta fantasia?