CAPITOLO XXIII

 

Lyara si alzò a fatica.

Guardò l’orologio accanto al letto; segnava le tre e trentacinque.

Gli incubi l’avevano costretta a svegliarsi nonostante stesse male e sentisse il bisogno di riposare.

Avvertiva un freddo che arrivava in profondità fino alle ossa.

Si sentiva bruciare di febbre.

I movimenti erano rallentati per la debolezza.

Si alzò alla ricerca di una seconda coperta perché il freddo era insostenibile.

Prima di raggiungere l’armadio sbandò un paio di volte andando a sbattere contro la cassettiera.

Erano settimane che non stava più bene; aveva spesso capogiri, sbandamenti e queste febbri improvvise e sempre più frequenti.

Cominciava ad avere il sospetto di aver commesso qualche errore con Pierce, forse avevano sbagliato qualche calcolo e i sintomi erano l’annuncio dell’attesa di un bambino.

Avrebbe dovuto parlarne con lui il prima possibile.

Trovò la coperta e si distese nuovamente a letto cercando un po’ di tepore.

Trascorsero pochi minuti prima che i brividi cominciarono a diminuire e la temperatura a normalizzarsi.

La febbre era calata e la stanchezza tornò, inghiottendo dolcemente i pensieri di Lyara e facendola scivolare in un sonno greve e senza sogni.

 

«Buon giorno Sarah!» esordì Lyara entrando in ufficio.

La ragazza era già seduta alla sua postazione da quasi un’ora.

«Ci sono un po’ di messaggi» la accolse alzandosi dalla sedia e, andandole incontro.

Le porse alcuni foglietti colorati.

Lyara li scorse velocemente mentre si recava nel suo ufficio, erano quasi tutti messaggi di persone che avrebbero richiamato in giornata.

«Cosa voleva Manuel Jermain?» chiese Lyara da un ufficio all’altro sedendosi alla scrivania.

In pochi istanti Sarah fece capolino alla porta: «Dice che i programmi sono cambiati, il lavoro resta confermato ma dovrà essere spostato di qualche tempo, vuoi che te lo richiamo?».

Lyara annuì senza parlare, passò in rassegna gli altri messaggi e convenne che erano tutti contatti che potevano aspettare.

In attesa che Sarah le passasse la chiamata di Jermain aprì il quotidiano che aveva l’abitudine di acquistare la mattina prima di raggiungere l’ufficio.

Sulla prima pagina de Il giorno del pianeta troneggiava un articolo dedicato alla conclusione della prima parte del progetto ghiacciai titolato: Conclusa la prima parte del progetto – I presidenti della Trinità si dichiarano soddisfatti – A breve si tireranno le somme sui risultati, sei colonne scritte più un paio di fotografie che raffiguravano i presidenti sorridenti, sotto l’articolo principale un altro titolo colpiva con violenza: I proseliti del movimento ecologista Treb hanno manifestato pacificamente per tre giorni davanti al palazzo del presidente Moaran – non ci sono stati scontri e la manifestazione non ha intralciato il proseguimento del progetto, al centro dell’articolo una fotografia di un gruppo di persone uomini e donne seduti pacificamente davanti al cancello del palazzo presidenziale.

Lyara riconobbe Lyza in mezzo alla folla di persone ripresa dal fotografo.

A volte si domandava dove Lyza trovasse tanta passione per tutte quelle attività in cui si impegnava.

I suoi pensieri furono interrotti dal trillo del videotelefono interno.