Eden aspettò di sentire quello che gli avrebbe risposto lei. Era lucido. Con Mary accanto, si sentiva pronto. Si chiese quando avrebbe staccato la mano dal suo fianco. Era lì che gli avrebbero conficcato l’ago. Non aveva alcun desiderio di separarsi da lei. Gli aveva dato tutto, se stessa e una figlia che lui non poteva avere. Era una brava moglie, pensò, aveva sempre voluto solo e soltanto lui.
Poi sentì il messaggio battuto contro il fianco: 3, 3 / 4, 3 – NO.
Guardò l’ombra scura della moglie, incredulo che non volesse soddisfare la sua ultima richiesta. Ripeté il messaggio con più forza: END.
NO, ripeté lei.
Lui si dimenò nel letto. Sentì che lei tentava di tenerlo fermo e si dimenò ancora, ripetendo il suo messaggio. Perché non trovi la forza di lasciarmi andare? pensò. Mi hai già abbandonato una volta, fallo di nuovo, fallo ora che lo voglio. La sua mente si avvitava su se stessa, rifugiandosi in angoli oscuri. Cercò di trasmettere il messaggio anche se le sue intenzioni non erano più così lucide, e il codice si ridusse a un digrignamento incomprensibile della mascella. Andò su tutte le furie e la mente vacillò. Le parti di lui che prima erano a fuoco cominciavano a fondersi e a formare un magma. La mente cedeva, ma vedeva più chiaramente. Il corpo continuava a dimenarsi, sempre più forte, trovando riserve di energia che ignorava di avere. La porta della camera si aprì e tutto si riempì di luce. Adesso che era di nuovo in grado di distinguere le persone, intravide Gabe correre verso il suo letto. Era più vecchio di come lo aveva immaginato. Intravide anche Mary, si accorse che lo teneva fermo. Anche lei sembrava più vecchia e la sua faccia esprimeva soltanto forza e ostinazione. Per una frazione di secondo fu contento di vedere intorno a sé queste due persone disperate.
Poi guardò da un’altra parte, verso la luce che entrando dalla porta annullava l’intera stanza e rendeva bianca ogni cosa. E prima che la luce cancellasse tutto quello che aveva conosciuto o visto nella sua vita, dal corridoio qualcosa si insinuò nella stanza. Era lo scarafaggio. Era sempre rimasto lì ad aspettarlo.
Gli sembrò quasi di essersi sdoppiato mentre il suo mondo diventava bianco. Avrebbe giurato di essere morto, però riusciva ancora a sentire il battito ostinato del suo cuore.