La sera in cui Mary era tornata a casa dall’ospedale, Eden aveva già preparato la cena e la casa era invasa dal profumo del cibo. Mary si affacciò dal piccolo pianerottolo in cima alle scale e guardò giù la cucina e il soggiorno comunicanti; la tavola era stata apparecchiata. Lui aveva preparato il salmone au beurre blanc, un piatto che di solito gli veniva bene. Questa volta sembrava bruciato. La aspettava seduto a capotavola. Si stava comportando in tutto e per tutto come la classica moglie arrabbiata con il marito donnaiolo e ritardatario.
La cena era una trappola e Mary se ne rese conto immediatamente. Se lui aveva cucinato, allora lei avrebbe dovuto mangiare, e mentre mangiava avrebbe dovuto rispondere alle sue domande su quello che aveva scoperto.
Si sedettero.
Lui le servì il pesce.
Ognuno aspettò che l’altro facesse la prima mossa.
Lei staccò dal salmone le parti bruciacchiate. Piano piano nel piatto si accumulò una montagnola di pelle carbonizzata. Per il resto il pesce era buono. Con uno sguardo carico d’odio Eden trangugiò i bocconi bruciati senza togliere la pelle.
Alla fine chiese: «Di quanto sei?»
Lei glielo disse, e poi portò il piatto nel lavello.
Non parlò, ma gli ci volle poco per rendersi conto che doveva essere successo quando lui era al corso di pronto soccorso. «C’è il dolce, in frigo» disse. La settimana prima aveva fatto il gelato alla fragola. Mary lo servì in due ciotole di vetro. Mangiarono lentamente, i cucchiai che tintinnavano contro le ciotole.
«Io volevo farlo con te» disse lei; lo sguardo era fisso sul gelato e le parole pronunciate con voce soffocata. Ne ingoiò un cucchiaino che le diede sollievo alla gola, come quando si è ammalati. Adesso piangeva. «C’è un posto in Piney Green Road» disse.
«Queste cose non si fanno, quando sei sposata» ribatté lui.
Si alzò da tavola e portò le ciotole nel lavello. Le lavò mentre lei si asciugava gli occhi con un tovagliolo.
«Non lo voglio, se non è tuo» disse Mary.
Lo guardò e senza voltarsi lui disse con calma: «Non potrei mai perdonarti una cosa simile». Mary si era aspettata di sentirgli dire che doveva sbarazzarsene, invece lui le stava dicendo che non avrebbe abbandonato il suo bambino. E guardandolo Mary capì che il bambino era figlio di Eden più che di chiunque altro, ancora più che suo. Ed era lui che ne avrebbe sofferto.