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Marty è entusiasta. «Certo che può passare il weekend con noi, sarebbe perfetto. Ginger voleva farmi conoscere suo nonno e Kylie può venire con noi.»
Rachel ha un tuffo al cuore. «Wow, sei già a questo punto? Alle presentazioni in famiglia?» chiede in un tono che vorrebbe essere leggero e scherzoso, anche se dentro di sé non ha alcuna voglia di scherzare. Marty non avrebbe mai sposato una come Tammy. Ma un’agente dell’FBI ancora abbastanza giovane da dargli i figli maschi che ha sempre voluto?
«Ma no. Mica vado a chiedere la sua mano. È solo il nonno. Nulla di serio, giusto un saluto. E poi ci sarà anche il suo gemello. Sarà bello se c’è anche Kylie. O anche tu e Pete, se per questo. Hanno una vecchia casa diroccata sul fiume, a quanto pare, con altalene e un sacco di spazio per giocare, se il tempo regge.»
«Sembra carino, ma questo weekend voglio riposarmi.»
«Perché non fai qualcosa di piacevole come andare a una spa? Offro io.»
«Magari. Sai, per essere un ex marito, non sei malaccio.»
«So che pensi esattamente il contrario.»
Rachel lo saluta e va da Kylie a comunicarle il programma.
«Ma, mamma, ti sei dimenticata? Questo weekend Stuart doveva dormire da noi. I suoi vanno in Arizona alla laurea della sua sorellastra.»
«Oh, cavolo.»
Rachel richiama Marty. «Sarà per la prossima. Sono una stupida, mi spiace. Questo weekend Stuart dorme da noi.»
«Stuart? Il nerd lentigginoso? Può venire anche lui. Per Ginger non sarà un problema.»
«Dovresti chiederlo a sua madre, e dubito che ti dica di sì. Non si fida completamente di me, non vedo perché dovrebbe fidarsi di te.»
«Al contrario. Capirà che sono io quello affidabile. Mandami il numero che la chiamo.»
Rachel lo fa, e ovviamente il fascino di Marty funziona anche con la madre di Stuart. Rachel ha il weekend tutto per sé.
Qualunque altra persona sotto chemio ne approfitterebbe per rilassarsi e riprendersi.
Rachel invece andrà a stanare il mostro.
Va al piano di sotto ad avvertire Pete.
«Perché non dovrebbe funzionare? Se anche li troviamo col software di Erik, loro mica ci potranno rintracciare», gli dice in cerca di rassicurazioni.
«Cerca solo di non farli incazzare troppo. L’importante è che non si accorgano che li stiamo cercando. Dubito che li troveremo, ma nel caso lasceremo che siano le autorità a vedersela con loro. Una telefonata anonima all’FBI dovrebbe bastare.»
«Allora non rischiamo niente?» insiste Rachel, pensando più a Kylie che a se stessa.
Pete annuisce.
«Okay», conclude Rachel, toccando per scaramanzia il cappuccio metallico della penna.