Ringraziamenti
Quando impieghi dieci anni a scrivere un libro, hai molte persone da ringraziare. La mia immensa gratitudine va alle seguenti.
Mio marito, Jed Rothstein, per avermi detto quando una scena non funzionava anche se ciò rendeva la cena meno piacevole; la mia agente, Michelle Tessler, per aver creduto in questo libro quando ancora non era che una manciata di scene; la mia migliore amica e complice, Alison Hart, i cui innumerevoli commenti nel corso degli anni l’hanno reso sempre più convincente e preciso.
Mia madre, per avermi instillato l’amore precoce per i libri, la politica e la cucina; mio fratello, per avermi instillato l’amore precoce per l’heavy metal. Inoltre vi ringrazio entrambi in anticipo se non prenderete a pugni chiunque commetterà il deprecabile errore di pensare che uno di voi due sia Kamala o Akhil. (E vi chiedo scusa per questo.)
La mia famiglia in giro per il mondo, i Jacob di Seattle, i Rothstein, i Cheriyan, gli Abraham, e l’affascinante Eliamma Thomas. La mia “famiglia in questo paese, comunque” – i Koshy/Avasthi/Kulasinghe/Weissman/Mangalik/Kurian – e in particolare Anita Koshy, che ha fornito la preziosissima consulenza medica, e Koshy Uncle, che ha dato la caccia ai punti poco chiari con la pertinacia di un bloodhound.
Sean Mills, che mi ha dato uno spazio in cui scrivere e una serie di favolose conversazioni quando più ne avevo bisogno; Jacob Chacko, che ha letto questo libro e poi ha risposto a più domande di qualsiasi altra persona senza vincere alcun premio in denaro.
I miei fantastici lettori nei vari stadi di questo libro: Amanda McBaine, Chelsea Bacon, Joanna Yas, Alice Bradley, Karla Murthy, Sara Voorhees, Emily Voorhees, Monica Bielanko, Deborah Copaken Kogan, Noa Meyer, Garrett Carey e Abigail Walch. I miei mentori Dani Shapiro, Abigail Thomas, Honor Moore, Sylvia Watanabe, Diane Vruels e Robert Polito. David Dunbar e le sue lezioni al City Term.
La mia editor, Kendra Harpster, per l’occhio acuto e l’entusiasmo; Susan Kamil, Karen Fink, Kaela Myers e la squadra di Random House per i loro sforzi incredibili; Diya Kar Hazra e Helen Garnons-Williams di Bloomsbury per le loro attenzioni e i suggerimenti.
John D’Agata per il suo saggio Collage History of Art by Henry Darger.
Tutti coloro che da Building on Bond mi hanno nutrito e rifornito di caffeina mentre scrivevo, in particolare Norman Lynn Vineyard.
Andy McDowell, Dave Thrasher, tutte le belle persone al Pete’s Candy Store, e ogni singolo lettore che ha onorato il nostro palco.
Mio figlio, perché va al massimo.
Mio padre, Philip Jacob. Ti vedo ancora dappertutto.