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Lei ha i suoi difetti? Vorrei che anche tu li avessi.

Essi sono come il mosto gustoso del miglior vino

O, per così dire, come il fuoco rigeneratore

Che ha trasformato il caos compatto e oscuro

In un sentiero cristallino per il sole.

Se la giovinezza è la stagione della speranza, spesso lo è soltanto nel senso che i più grandi ripongono in noi molte speranze; perché nessuna età è incline come la giovinezza a credere che le sue emozioni, le separazioni e le decisioni siano le ultime del loro genere. Ogni crisi sembra quella decisiva semplicemente perché è nuova. Si dice che i più antichi abitanti del Perù non cessino di essere angosciati dai terremoti, ma probabilmente essi guardano al di là di ogni scossa e pensano che l’avvenire ne riserva ancora molte.

A Dorothea, che era ancora in quel periodo della giovinezza in cui gli occhi con le loro ciglia lunghe e folte guardano, dopo una pioggia di lacrime, puri e freschi come una passiflora appena sbocciata, la sua separazione di quella mattina da Will Ladislaw apparve come la fine delle loro relazioni personali. Lui si allontanava nella distanza di anni sconosciuti, e se mai fosse tornato sarebbe stato un altro uomo. Il suo attuale stato d’animo – la sua fiera risoluzione di smentire in anticipo qualsiasi sospetto che lo qualificasse come un avventuriero bisognoso alla ricerca di una donna ricca – sfuggiva del tutto all’immaginazione di Dorothea; lei aveva interpretato il suo comportamento abbastanza superficialmente supponendo che il codicillo di Mr Casaubon gli sembrasse, come sembrava a lei stessa, un’interdizione grossolana e crudele di qualsiasi profonda amicizia tra di loro. Il rapimento giovanile che provavano nel parlarsi e nel dirsi ciò che non avrebbe interessato nessun altro, era per sempre svanito ed era diventato un tesoro del passato. Proprio per questo lei vi si soffermava senza alcuna remora interiore. Anche quella felicità senza pari era morta, e nella sua camera ardente, oscura e silenziosa, lei poteva dare sfogo a quell’intenso dolore di cui lei stessa si stupiva. Per la prima volta staccò la miniatura dal muro e la tenne davanti a sé, provando un gran piacere nel confondere la donna ch’era stata giudicata troppo severamente con il nipote che il suo cuore e il suo giudizio difendevano. Chi ha gioito della tenerezza di una donna può forse rimproverare a Dorothea di avere preso il piccolo ritratto ovale nella palma della mano e avervi fatto un letto per esso, di avervi appoggiato la guancia quasi per consolare quella creatura che aveva subito un’ingiusta condanna? Lei non sapeva, allora, che era l’Amore che le era apparso fugacemente come in un sogno prima del risveglio, con i colori del mattino sulle sue ali – che era l’Amore a cui lei diceva addio singhiozzando mentre la sua immagine si dissolveva ineluttabilmente nella luce innocente del giorno. Sentiva soltanto che c’era qualcosa di irrevocabilmente sbagliato e perduto nel suo destino, e i suoi pensieri sul futuro presero più facilmente la forma di risoluzione. Gli animi ardenti, pronti a costruire la loro vita futura, tendono a impegnarsi nella realizzazione delle proprie visioni.

Un giorno in cui Dorothea si recò a Freshitt per mantenere la sua promessa di passarvi la notte e di assistere al bagno del bambino, Mrs Cadwallader giunse lì per la cena, poiché il rettore era andato a pesca. Era una serata calda, e persino nel delizioso salotto, dove attraverso la finestra aperta si vedeva il bel vecchio tappeto erboso stendersi fino a uno stagno ricoperto di ninfee e alle siepi ben curate, faceva tanto caldo che Celia, nel suo abito di mussola bianca e i capelli pettinati con riccioli leggeri, rifletté con dolore a ciò che Dodo doveva provare nel suo abito nero e con la cuffia stretta. Tuttavia non parlò prima che fossero terminati alcuni episodi riguardanti il bambino, e la sua mente si fosse tranquillizzata. Si era seduta da qualche istante e aveva preso un ventaglio, quando infine disse con la sua voce calma e gutturale:

«Cara Dodo, levati quella cuffia. Sono sicura che il tuo vestito ti fa stare male.»

«Mi sono così abituata a questa cuffia – è diventata una specie di guscio» disse Dorothea sorridendo. «Mi sento quasi svestita e troppo in mostra quando me la tolgo.»

«Devo vederti senza; ci fa sentire caldo a tutti» disse Celia, abbandonando il ventaglio e dirigendosi verso Dorothea. Era una bella scenetta, questa donnina in mussola bianca che slacciava la cuffia da vedova alla sua più imponente sorella e la gettava su una sedia. Proprio nel momento in cui le crocchie e le trecce castano scuro furono liberate, Sir James entrò nella stanza. Guardò quella testa finalmente libera ed emise un “Ah!” di soddisfazione.

«Sono stata io a farlo, James» disse Celia. «Non è necessario che Dodo trasformi il suo lutto in una simile schiavitù; non ha più bisogno di portare quella cuffia quando si trova con i suoi parenti.»

«Mia cara Celia,» disse Lady Chettam «una vedova deve portare il lutto almeno per un anno.»

«Non se si risposa prima della fine di un anno» disse Mrs Cadwallader che si divertiva a sbigottire la sua buona amica, la vedova. Sir James parve contrariato e si sporse in avanti per giocare col cane maltese di Celia.

«Questo è molto insolito, spero» disse Lady Chettam con un tono inteso a mettere in guardia contro simili avvenimenti. «Nessuna delle nostre amiche si è mai compromessa in quel modo, tranne Mrs Beevor, e fu un grande dolore per Lord Grinsell quando lo fece. Il suo primo marito era una persona sgradevole, il che rendeva la cosa ancora più sorprendente. E fu severamente punita per questo. Si diceva che il capitano Beevor la trascinasse per i capelli e le puntasse contro delle pistole cariche.»

«Ah, se aveva scelto l’uomo sbagliato!» disse Mrs Cadwallader che era decisamente di umore battagliero. «Il matrimonio è sempre brutto in quel caso, sia esso il primo o il secondo. La priorità è una qualità modesta per un marito, se non ne possiede nessun’altra. Preferirei avere un buon secondo marito piuttosto che un primo mediocre.»

«Mia cara, state perdendo il controllo della vostra abile lingua» disse Lady Chettam. «Sono sicura che sareste l’ultima donna a risposarsi prima del tempo, se la morte vi strappasse il nostro caro rettore.»

«Oh, non faccio promesse; potrebbe diventare una risoluzione necessaria. Mi sembra che sia legittimo risposarsi; altrimenti tanto varrebbe che fossimo induisti anziché cristiani. Naturalmente, se una donna accetta l’uomo sbagliato deve subirne le conseguenze, e se sbaglia una seconda volta si merita la sua sorte. Ma se può sposare un uomo di nobili natali, bello e coraggioso... prima lo fa e meglio è.»

«Penso che l’argomento della nostra conversazione sia davvero inopportuno» disse Sir James con uno sguardo di disgusto. «Proporrei di cambiarlo.»

«Non per causa mia, Sir James» disse Dorothea, decisa a non perdere l’occasione di porre fine a certe allusioni indirette a partiti eccellenti. «Se parlate nel mio interesse, vi assicuro che nulla mi è più estraneo e indifferente di un secondo matrimonio. La cosa non mi tocca più che se parlaste di donne che vanno a caccia di volpi: che sia ammirevole oppure no, da parte loro, io non seguirò il loro esempio. Vi prego di lasciare che Mrs Cadwallader si diverta con questo argomento come con qualunque altro.»

«Mia cara Mrs Casaubon,» disse Lady Chettam nel suo modo di fare più altero «non pensate, spero, che abbia voluto fare la sia pur minima allusione a voi quando ho menzionato Mrs Beevor. È stato soltanto un esempio che mi è venuto in mente. Lei era la figliastra di Lord Grinsell: lui aveva sposato Mrs Teveroy in seconde nozze. Non poteva esserci alcuna allusione a voi.»

«Oh, no» disse Celia. «Nessuno aveva questa intenzione; la conversazione è stata originata dalla cuffia di Dodo. Mrs Cadwallader non ha detto che la pura verità. Una donna non può risposarsi indossando ancora una cuffia da vedova, James.»

«Zitta, mia cara!» disse Mrs Cadwallader. «Non voglio più offendere nessuno. Non farò neppure riferimento a Didone o a Zenobia. Soltanto, di che cosa dobbiamo parlare? Io, per parte mia, sono contraria a discutere della Natura Umana, perché questa è la natura delle mogli dei rettori.»

Più tardi, quella sera, dopo che Mrs Cadwallader se ne fu andata, Celia disse in privato a Dorothea: «Davvero, Dodo, liberandoti di quella cuffia sei tornata a essere quella di una volta per diversi aspetti. Hai parlato con fermezza come era tua abitudine, quando si diceva qualcosa che ti contrariava. Ma non ho ben capito se ritenevi che avesse torto James oppure Mrs Cadwallader».

«Né l’uno né l’altra» disse Dorothea. «James ha parlato per delicatezza nei miei confronti, ma si sbagliava ritenendo che dessi importanza a ciò che diceva Mrs Cadwallader. Vi darei importanza soltanto se ci fosse una legge che mi costringesse ad accettare il modello di nobili natali e di bellezza che lei o chiunque altro mi raccomandasse.»

«Ma sai, Dodo, se mai ti risposassi, sarebbe preferibile scegliere un uomo dotato di nobili natali e di bellezza» disse Celia, pensando che Mr Casaubon non era stato riccamente dotato di queste qualità, e che sarebbe stato bene mettere in guardia Dorothea in tempo.

«Non preoccuparti, Kitty; ho delle idee del tutto differenti riguardo alla mia vita. Non mi risposerò mai» disse Dorothea, prendendo il mento di sua sorella e guardandola con indulgente tenerezza. Celia stava allattando il bambino, e Dorothea era venuta a darle la buonanotte.

«Davvero... sicuro?» disse Celia. «Proprio nessuno – anche se fosse davvero meraviglioso?»

Dorothea scosse lentamente il capo. «Proprio nessuno. Ho dei progetti bellissimi. Mi piacerebbe prendere una grande estensione di terra, e bonificarla per farne una piccola colonia, dove tutti dovrebbero lavorare e tutto il lavoro dovrebbe essere fatto bene. Conoscerei tutti i suoi abitanti e ne diventerei amica. Ho intenzione di consultarmi a lungo con Mr Garth: lui potrà dirmi quasi tutto ciò che desidero sapere.»

«Allora, se hai un progetto, sarai felice, Dodo» rispose Celia. «Forse al piccolo Arthur piaceranno i progetti, quando sarà grande, e allora potrà aiutarti.»

Quella notte stessa Sir James fu informato che Dorothea era risoluta a non sposare nessuno, e che aveva intenzione di occuparsi di “progetti di ogni sorta”, proprio come desiderava fare un tempo. Sir James non rispose. Secondo la sua intima opinione, c’era qualcosa di ripugnante nel secondo matrimonio di una donna, e nessun partito gli avrebbe impedito di ravvisare in esso una sorta di profanazione per Dorothea. Si rendeva conto che il mondo avrebbe considerato assurdo un simile modo di pensare, soprattutto riguardo a una donna di ventun anni; la consuetudine del “mondo” è quella di considerare scontato e probabilmente imminente il secondo matrimonio di una giovane vedova, e di sorridere in modo significativo quando la vedova si comporta di conseguenza. Ma se Dorothea avesse scelto di sposare la sua solitudine, egli pensava che questa decisione sarebbe stata veramente degna di lei.

Middlemarch
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