Prefazione all’edizione riveduta del 1992
Nessuna delle principali caratteristiche dell’emicrania, e cioè i fenomeni attraverso cui essa si manifesta, l’esperienza che ne ha il paziente, le modalità di insorgenza, le cause immediate che possono scatenarla e le strategie generali per convivere con essa o per combatterla, ebbene, nessuno di tali aspetti è cambiato, in duemila anni. Pertanto, una descrizione vivida e particolareggiata di questi argomenti è sempre opportuna e non può diventare obsoleta.
Molti pazienti emicranici – soprattutto soggetti giovani che hanno un’aura emicranica o subiscono un attacco di emicrania classica per la prima volta – non hanno idea di cosa stia loro accadendo e possono essere terrorizzati dal pensiero di avere un ictus, un tumore al cervello, o patologie simili; oppure possono temere di impazzire, o di avere qualche strana forma di isteria. Per questi pazienti è un grandissimo sollievo apprendere che ciò di cui soffrono non è né grave né innaturale, ma piuttosto una condizione con molta probabilità neutra, ricorrente e tuttavia in sé benigna, che è ben compresa e che essi condividono con tantissime altre persone. «Quando questa malattia ti era ancora sconosciuta» scriveva Montaigne «la paura ti sgomentava». Un paziente che abbia letto Emicrania certo non guarirà per questo, ma per lo meno conoscerà ciò di cui soffre, saprà che cosa significa e non ne sarà più atterrito.
Emicrania, naturalmente, non è solo una descrizione, ma anche una meditazione sulla natura della salute e della malattia, e su come, ogni tanto, gli esseri umani possano aver bisogno, per breve tempo, di essere malati; una meditazione sull’unità di mente e corpo, e sull’emicrania come manifestazione esemplare della nostra trasparenza psicofisica; infine, una meditazione sull’emicrania intesa come reazione biologica, analoga a quanto accade in molti animali. Ritengo che anche queste interpretazioni più ampie dell’emicrania, vista come parte o frammento della condizione umana, mantengano la loro importanza, in quanto costituiscono la sua immutabile tassonomia.
Negli anni sono apparse diverse edizioni di Emicrania; tutte, secondo me, impoverite dalle riduzioni, dall’omissione di alcuni particolari oppure di parte della discussione presente nell’edizione originale, con il risultato di indebolirla nel tentativo di rendere il libro più «divulgativo» o «pratico». Sono giunto alla conclusione che queste riduzioni siano un errore, perché il libro ha molto più vigore nella sua forma originale, pur restando accessibile al lettore comune.
D’altra parte, negli ultimi vent’anni ci sono stati chiari e importanti progressi che ci hanno portato a una nuova comprensione dei meccanismi dell’emicrania e allo sviluppo di nuovi farmaci e di altre tecniche che possono essere d’aiuto nella cura. Oggi un paziente che soffra di emicranie forti e frequenti ha più possibilità di affrontarle con successo di quante ne avesse nel 1970. Perciò ho fatto diverse aggiunte al libro, tra cui un nuovo capitolo (il XVII), nel quale espongo le emozionanti scoperte, fisiologiche e farmacologiche, degli ultimi due decenni, e le nuove possibilità di trattamento dell’emicrania che tali scoperte consentono. A tre capitoli ho fatto seguire dei post scripta in cui considero l’emicrania in relazione alle teorie del caos e della coscienza. Ho aggiunto anche diversi studi di casi, un’appendice storica e molte note lungo tutto il libro. In questo modo la presente edizione diviene la più completa e la più attuale.
Nella prima stesura di Emicrania (1967-68) vi era una Parte quinta che riesaminava le più complesse forme geometriche dell’aura e tentava di darne una spiegazione approfondita. Ma mi sembrò, allora, che il tentativo non fosse riuscito e anzi che qualsiasi tentativo siffatto fosse prematuro, per quell’epoca; decisi perciò di omettere quella parte dal libro. Adesso sono particolarmente soddisfatto di esser potuto ritornare al progetto originario e di poter suggerire, con la collaborazione del mio collega Ralph Siegel, una teoria generale di questi fenomeni, una spiegazione che non sarebbe stata possibile venticinque anni fa. Così in questa edizione del 1992 vi è, alla fine, una Parte quinta.
New York, febbraio 1992
O.W.S.