Ringraziamenti

Dedico questo libro a tre carissimi amici e colleghi, ciascuno dei quali ha avuto un ruolo essenziale nella sua genesi e nella sua evoluzione. Senza le nostre conversazioni sulla musica e su molto altro ancora, sviluppatesi nell'arco di anni, questo libro non sarebbe stato possibile.

Orrin Devinsky, della New York University Medicai School (e fondatore del suo Comprehensive Epilepsy Center), mio collega medico e neurologo, mi ha mostrato per anni una generosità incondizionata, presentandomi ai suoi pazienti e condividendo con me le sue profonde conoscenze e le sue intuizioni di clinico.

Ralph M. Siegei, professore di neuroscienze alla Rutgers University, ha collaborato a stretto contatto con me in vari casi – alcuni dei quali avevano a che fare con il suo particolare campo di ricerca sulla visione, altri no -, costringendomi sempre a considerarne i fondamenti fisiologici.

Connie Tomaino – giunta al Beth Abraham Hospital quando io stavo lavorando con i pazienti che poi descrissi in Risvegli, e divenuta in seguito presidentessa dell'American Association of Music Therapists e poi fondatrice dell'Institute for Music and Neurologie Function al Beth Abraham – per più di venticinque anni è stata mia collaboratrice e consulente in tutte le questioni musicali.

Molti altri scienziati, medici, terapeuti, pazienti, amici, colleghi e corrispondenti hanno condiviso generosamente con me le loro esperienze, le loro idee, le loro competenze e, in alcuni casi, i loro pazienti. Fra di essi, devo ringraziare in modo particolare Patrick Baron, Ursula Bellugi, Diana Deutsch, Steve Frucht, Daniel Levitin, Bruce Miller, Aniruddh Patel, Virginia Penhune, Isabelle Peretz e Robert Zatorre. Essi mi hanno messo a parte delle loro profonde conoscenze e della loro esperienza sulla musica e il cervello, hanno letto e riletto le bozze di questo libro, hanno suggerito fonti e offerto critiche, correzioni e aggiunte preziose.

Ho avuto il piacere di conoscere Anthony Storr e di corrispondere con lui per molti anni Abbiamo spesso parlato di musica e quando lui pubblicò il suo Music and the Mind, nel 1992, lo giudicai il miglior testo che mi fosse mai capitato di leggere sull'argomento. Ne sono ancora convinto, e scrivendo questo mio libro ho attinto dal suo in modo alquanto impudente. Prenderò ancora qualcosa a prestito da Storr, citando ciò che lui stesso scrisse nei suoi Ringraziamenti: «I vecchi dimenticano, e può darsi che vi siano altre persone che ho omesso di ringraziare. A tutti costoro posso soltanto offrire le mie scuse».

Inevitabilmente ometterò molti altri che dovrebbero essere menzionati; vorrei tuttavia esprimere la mia particolare riconoscenza a D. L., Frank V., G. G., Gordon B., Jacob L., John C., John S., Jon S., Joseph D., June B., Louis F. e sua moglie, Michael B. e i suoi genitori, i pazienti e lo staff della Williams Syndrome Clinic del Children's Hospital di Montefiore, Rachael Y., Salimah M., Samuel S., Sheryl C., Silvia N., Solomon R., Steven, Meghan, Christian e Anne, Sue B., Sydney A., Jean Aberlin, Victor Aziz, Andrea Bandel, Simon Baron-Cohen, Sue Barry, Caroline Bearsted, Howard Brandston, Jerome Bruner, David Caldwell, Todd Capp, John Carlson, Sheryl Carter, Melarne Challenger, Elizabeth Chase, Mike Chorost, Tony Cicoria, Jennifer e John Clay, Jonathan Cole, Heidi Comfort, Richard Cytowic, Mark Damashek, Merlin Donald, Gerald Edelman, Patrick Ehlen, Tom Eisner, Glen Estrin, Leon Fleisher, Cornelia e Lucas Foss, Lawrence Freedman, Alien Furbeck, Richard Garrison, Mary Ellen Geist, Rosemary e Woody Geist, Matt Giordano, Harvey e Louise Glatt, John Goberman, Elkhonon Goldberg, Jane Goodall, Tempie Grandin, T. D. Griffiths, Mark Hallett, Arlan Harris, John Harrison, Mickey Hart, Roald Hoffmann, Mark Homonoff, Ann e Joe Horovitz, Krista Hyde, John Iversen, Jorgen Jorgensen, Eric Kandel, Malonnie Kinnison, Jan Koltun, Eric Korn, Carol Krumhansl, Jaron Lanier, Margaret Lawrence, Christine Leahy, Gloria Lenhoff, Howard Lenhoff, Wendy Lesser, Rodolfo Llinás, Dwight e Ursula Mamlok, Robert Marion, Eric Markowitz, Gerry Marks, Michael Merzenich, Jonathan Miller, Marvin Minsky, Bill Morgan, Nicholas Naylor-Leland, Adam Ockelford, David Oppenheim, Tom Oppenheim, Erna Otten, Alvaro Pascual-Leone, Charlotte Pharr, Tobias Picker, Emilio Presedo, Maria Ralescu, V. S. Ramachandran, Leo Rangell, Isabelle Rapin, Harold Robinson, Paul Rodriguez, Bob Ruben, Yolanda Rueda, Jonathan Sacks, Gottfried Schlaug, Gretta Sculthorp, Peter Selgin, Léonard Shengold, David Shire, Bob Silvers, Allan Snyder, Elizabeth Socolow, Steven Sparr, Larry Squire, Alexander Stein, Daniel Stern, Doug Stern, Dan Sullivan, Michael Sundue, Michael Thaut, Michael Torke, Darold Treffert, Nick van Bloss, Erica vanderLinde Feidner, Indre Viskontas, Nick Warner, Jason Warren, Bob e Claudia Wasserman, Deborah e Clive Wearing, Ed Weinberger, Larry Weiskrantz, Ren Weschler, E. O. Wilson, Frank Wilson, Stephen Wiltshire, Rosalie Winard, Michael Wolff, Caroline Yahne, Nick Younes e Carol Zitzer-Comfort.

Non sarebbe stato possibile portare a termine questo libro senza il sostegno finanziario di molte università e organizzazioni che mi hanno ospitato negli anni passati; sono soprattutto riconoscente alla Alfred P. Sloan Foundation e a Doron Weber, per avermi concesso una generosa borsa a sostegno di questo progetto.

Per l'aiuto e i consigli che mi hanno offerto a livello redazionale ed editoriale, desidero ringraziare Dan Frank, Fran Bigman, Lydia Buechler, Bonnie Thompson, e molti altri alla Alfred A. Knopf, come pure Sarah Chalfant, Edward Orloff, Andrew Wylie, e tutto lo staff della Wylie Agency. Soprattutto, devo esprimere la mia gratitudine a Kate Edgar, che ha collaborato con me dedicando migliaia di ore alle ricerche, alla scrittura e all'editing di questo libro, e a molto altro ancora.

Vorrei infine ringraziare i miei corrispondenti, migliaia di persone che mi scrivono da tutto il mondo, mettendomi a parte della loro vita e soprattutto delle loro esperienze neurologiche. Nel piccolo studio dove visito, non avrei potuto sperare di vedere neanche una parte di tutto quello che ho ascoltato e appreso dai miei corrispondenti. Spesso essi mi scrivono per avere informazioni, ma più spesso ancora desiderano soltanto essere ascoltati da un orecchio disposto a comprenderli, oppure condividere con me qualche idea interessante sul cervello e la mente. Questi corrispondenti formano, in effetti, una meravigliosa, stimolante estensione del mio studio, e mi hanno raccontato cose nelle quali altrimenti non mi sarei mai imbattuto. Grazie al loro contributo, Musicofilia è un libro molto più ricco.