24. ESTETICA E SENTIMENTO (II)

 

 

Lascio passare intere settimane senza pensare alla Sinfonia n.3. Non è che ci voglia chissà quale impegno: negli ultimi anni il pensiero di Federico è stato marginale, inghiottito dal turbine di nuove esperienze, fallimenti, impegni famigliari in cui la mia vita è stata risucchiata dopo i vent'anni.

I dieci anni che sono seguiti a Barcellona sono gli anni di Clara, dell'amore, della scoperta del suo corpo. E poi gli anni di Claudio e Agata, l'esperienza di una nuova forma di amore, di un'intensità mai conosciuta prima: l'amore per qualcosa che non esisteva e che noi abbiamo creato, un nuovo individuo autonomo che cresce accanto a noi.

Per questo non sono preparato al ritorno di Federico nella mia vita.

Tipico, penso, non esiste che lui, lui e il suo assurdo castello su MoreLand. Ma poi accetto l'invito, perché Clara è convinta che sia il momento e un po' me ne convince.

– Sono passati dieci anni – le basta dirmi.

Dieci anni: non sono neanche più la persona con cui ha litigato; e forse non lo è più neanche lui, mi dico.

(Solo Clara lo è, la mia Clara che può imporre la sua idea con quattro parole, che sa sempre cosa vuole e che nonostante i successi teatrali e le due gravidanze resta sempre la bellissima adolescente piena di vita di cui mi sono innamorato).

Improvvisamente mi vergogno del mio rancore. Devo rivedere Federico e mettere fine a questa ridicola storia.