9. IMMAGINARE MONDI

 

 

Immaginiamo mondi: anche prima di MoreLand abbiamo l'abitudine di fantasticare su luoghi in cui vivere.

I nostri preferiti sono la Parigi di Picasso e Stravinskij, la Barcellona modernista, la Roma barocca; Ma la passione di Federico per la letteratura fantastica ci porta anche in altre dimensioni e su pianeti lontani: Barrayar, Solaris, Riverworld. O ancora ci imbarchiamo in viaggi eterni su un'astronave generazionale, i cui unici passeggeri oltre a noi sono spiriti eletti.

Lungo il Fiume della vita incontriamo i grandi del passato: Clara dibatte di canto con Maria Callas, Federico di composizione con Stravinskij, io cerco di carpire i segreti di Maurizio Pollini al pianoforte. Ma con noi ci sono anche Thomas Mann e Stanley Kubrick, Picasso e Guido Cavalcanti.

La tecnologia sviluppa progressivamente le nostre possibilità, ma fin da prima di MoreLand ci divertiamo a sostenere conversazioni immaginarie in cui interpretiamo di volta in volta il ruolo dei nostri maestri:

– La musica, per la sua stessa essenza, non può esprimere alcunché: un sentimento, un'attitudine, uno sto psicologico, un fenomeno naturale.

– Ma allora come spiega il fatto che io ascoltando l'aria di Tom Rakewell mi emoziono, quando sento il clarinetto fisso sotto le modulazioni della voce?

– Sciocchezze! L'emozione di cui parla non è la mia, è un significato che lei mette nell'opera al di là delle mie intenzioni.

– Ma è quel significato che conta! – si infervora il mio amico – senza non ci sarebbe motivo di riascoltare in eterno la sua opera!

Stravinskij è furioso: – Questa non è casa sua, giovanotto. Vada a importunare Puccini, se è in cerca di emozioni.

– Io credo che le emozioni siano tutte nella musica – sentenzia il mio amico, – ma sono emozioni che non possono essere pronunciate.