23. SINFONIA n.3
Dopo il nostro ultimo incontro, Federico mi invia un file contenente la partitura della sua ultima Sinfonia, accompagnata da un breve messaggio.
Ancora una Sinfonia – nonostante gli insuccessi delle due precedenti? (a tutti gli effetti opere minori, pubblicate in un periodo in cui Federico aveva bisogno di denaro).
Apro l’allegato in preda a sentimenti contrastanti: da un lato mi sento in colpa per lo stato mentale del mio amico (di cui mi sono convinto di essere responsabile), dall’altro la scena di mia moglie che gli sorride dopo avermi baciato è ancora vivida dopo dieci anni, e mi ha impedito di accostarmi alla musica di Federico senza pregiudizi.
Infine il senso di colpa prevale, apro il file e, mentre tento di decifrare la partitura, attivo la riproduzione automatica, ottenendo un assordante e infinito accordo dell’orchestra.
Sono assalito dal terrore: non riesco in nessun modo a dare un senso a quel caos sonoro — eppure mi sembra di riconoscere brandelli di melodie famigliari. Ho una visione di me stesso all'Inferno, farmi largo tra le anime dannate e improvvisamente riconoscere tra le ombre le persone che ho conosciuto e amato in vita.
Devo interrompere l'esecuzione automatica per evitare di avere una crisi di panico (dopo un piccolo episodio di claustrofobia durante un collegamento a MoreLand, tengo sempre aperta una finestra che monitora le mie funzioni vitali); non sono sicuro del motivo di tanta agitazione, se sia l'inquietante apocalisse sonora o il testo del messaggio che riporta inevitabilmente il mio amico nella mia vita.
Riesco solo a chiedermi perché Federico ha inviato la sua partitura proprio a me.