Una prestigiosa raccolta asimoviana, curata dall'autore e da lui annotata con quei tocchi inimitabili di vanagloria e autoironia, di intelligenza critica e divagazione autobiografica che fanno dei suoi "commentari" una sorta di piacevolissimo racconto in più. Nella loro calcolata diversità di argomento e di tono le trentanove storie di questa antologia rispecchiano l'intero arco della produzione di Asimov e forniscono una illustrazione perfetta della sua tipica, inesauribile varietà inventiva.
Tutti i miei robot (The Complete Robot) è un'antologia di racconti di fantascienza di Isaac Asimov, del 1982. Contiene 31 storie scritte fra il 1940 e il 1977, che hanno per protagonisti i robot. La maggior parte di questi racconti erano precedentemente contenuti in Io, robot (I, robot, 1950), ne Il secondo libro dei robot (The Rest of the Robots, 1964) e nella Antologia del bicentenario (The Bicentennial Man and Other Stories 1976), più in quattro altre antologie. I racconti contenuti in questo libro servono come rampa di lancio per lo sviluppo della storia dell'"universo della Fondazione".
Tutti I Racconti - Volume Primo
Ho scritto racconti brevi per cinquantun anni e non ho ancora smesso. In aggiunta alle centinaia di racconti che sono stati pubblicati, ce n'è almeno un'altra dozzina che aspetta di essere stampata oltre a due racconti scritti ma non ancora sottoposti agli editori. Quindi, non sono assolutamente andato ancora in pensione.
Non c'è tuttavia la possibilità di pubblicare racconti per un così grande periodo di tempo senza che uno si renda conto che il tempo che gli è rimasto è ormai limitato. Per citare le parole della canzone: "Per sempre è sempre più breve".
C'è una situazione di stallo da oltre cinquant'anni. Ci sono due parti che si contrappongono e nessuna delle due ha i mezzi tecnici e scientifici per sopravanzare l'altra. Entrambe le parti cercano la vittoria finale sulla controparte. Benes è uno scienziato dell'altra parte che passa a questa parte. È tanto bravo e tanto in gamba che, da solo, è riuscito a tener testa, con le sue scoperte, a una vera e propria batteria di scienziati e fisici di questa parte. Benes, ha deciso di cambiar bandiera e questo provoca due stati d'animo sugli uomini di questa parte. Il primo è quello che, forse, la vittoria finale è vicina. Il secondo è che, forse, l'equilibrio è stato rotto e Benes (ritenuto da tutti un moderato) cerca, con il suo passaggio a questa parte, di riportare l'equilibrio perduto.
Visioni di robot (Robot Visions) è un'antologia di racconti di fantascienza dello scrittore Isaac Asimov che ha per protagonisti i robot positronici. Pubblicata nel 1990, contiene storie già presenti in altre sue antologie (come Io, Robot e Antologia del bicentenario). Inoltre, è inclusa anche la storia Visioni di robot, che dà il nome alla raccolta.
Una bimba solitaria si innamora dell'amante della madre e, nelle torride sieste della pensione in cui vive, inventa misteriose cerimonie che conducono entrambi sull'orlo di un profondo abisso. Da un sotterraneo abbandonato viene liberata una vecchia rimasta prigioniera per mezzo secolo, vittima di un caudillo geloso. Quando si ritrova all'aperto, nuda, i lunghi capelli bianchi che sfiorano terra, gli occhi ciechi per il buio di decenni, non ricorda neppure il proprio nome. Nel fragore di una battaglia, tra le fiamme e gli spari, un uomo violenta una ragazza e ne uccide il padre. Vivrà perseguito dal rimorso fino a tornare sul luogo del delitto, dove la donna lo aspetta per vendicarsi. Sono alcuni straordinari personaggi di questi racconti, narrati da Eva Luna, accanto ai quali incontriamo Rolf Carlé, il fotografo segnato dagli orrori della guerra, Riad Halibì, l'arabo dal cuore compassionevole, la Maestra Ines, il Benefattore e altri che i lettori di Eva Lunagià conoscono. Un sottile filo narrativo unisce queste storie d'amore e di violenza, dal tono sempre contenuto, quasi dimesso, in contrasto con la ricchezza delle immagini, l'esuberanza degli scenari e la stravaganza delle passioni che determinano i destini di una stralunata umanità.
Dopo tanta vita e tanti abbandoni, tanti libri scritti e tanta nostalgia, in questo libro Isabel Allende racconta il suo Cile, immaginato e sognato nella distanza. Il racconto disegna, sul filo di una memoria che aggira i fatti troppo intimi, un paesaggio interiore dove aleggiano gli spiriti dei defunti e dove i ricordi si sovrappongono senza un ordine cronologico. L'autrice fa rivivere le dimore ora scomparse, i paesaggi cancellati dall'edificazione urbana e le persone che hanno segnato la sua vita fino a quando è fuggita alla repressione della dittatura e si è stabilita prima in Venezuela e poi negli Stati Uniti.
lnés de Suàrez nasce all'inizio del Cinquecento in Spagna, figlia di un modesto artigiano di Plasencia. Dotata di un forte temperamento che male si addice alla condizione femminile sottomessa all'autorità del clero e del maschio, lnés sposa contro la volontà della famiglia Juan de Malaga, che presto la abbandona per cercare fortuna in America. La giovane non si dà per vinta e, con i soldi guadagnati ricamando e cucinando, si imbarca anche lei per il Nuovo Mondo. lnés affronta le durissime condizioni di viaggio e si difende dai marinai libidinosi. Giunta in Perù, cerca invano il marito; senza più risorse, riprende a lavorare come sarta fin quando incontra Pedro Valvidia, un seducente hidalgo, fuggito dalle frustrazioni di un matrimonio deludente e venuto a combattere per la Corona spagnola. La passione infiamma lnés e Pedro che si mettono alla guida di pochi volontari attraverso un deserto infernale, combattono indigeni incattiviti e giungono infine nella valle paradisiaca dove fondano la città di Santiago. Le tribù autoctone difendono però il loro territorio e si accaniscono contro gli spagnoli, i cui feriti sono curati da Inés e da un'indigena a lei fedele: si rinforza così la fama di strega che la donna si era fatta scovando fonti d'acqua con una bacchetta (arte ereditata dalla madre). Non senza il malcontento di alcuni coloni, cresce la sua autorità a fianco di Pedro, divenuto governatore...
Le eroine di Isabel Allende recano tutte il medesimo tratto dominante: la passione. Sono le passioni a scolpirne il destino. E Zarité Sedella, detta Tété, ultima incarnazione della donna come la vuole Isabel, non fa eccezione. 1770, Santo Domingo, ora Haiti. Tété ha nove anni quando il giovane francese Toulouse Valmorain la compra perché si occupi delle faccende di casa. Intorno, i campi di canna da zucchero, la calura sfibrante dell'isola, il lavoro degli schiavi. Tété impara presto com'è fatto quel mondo: la violenza dei padroni, l'ansia di libertà, i vincoli preziosi della solidarietà. Quando Valmorain si sposta nelle piantagioni della Louisiana, anche Tété deve seguirlo, ma ormai è cominciata la battaglia per la dignità, per il futuro, per l'affrancamento degli schiavi. È una battaglia lenta che si mescola al destarsi di amori e passioni, all'annodarsi di relazioni e alleanze, al muoversi febbrile dei personaggi più diversi - soldati e schiavi guerrieri, sacerdoti vudù e frati cattolici, matrone e cocottes, pirati e nobili decaduti, medici e oziosi bellimbusti. Contro il fondale animatissimo della storia, Zarité Sedella, soprannominata Tété, spicca bella e coraggiosa, battagliera e consapevole, un'eroina modernissima che arriva da lontano a rammentarci la fede nella libertà e la dignità delle passioni.
Alex ha quindici anni. La malattia della madre lo costringe a lasciare una tranquilla cittadina californiana per seguire l'eccentrica nonna Kate, reporter di professione, in una spedizione nel centro dell'Amazzonia. Bisogna cercare una Bestia mostruosa e gigantesca che paralizza con il suo odore chi la incontra. Alex si trova così ad affrontare eventi e situazioni eccezionali, dalle banali punture d'insetti all'incontro con animali feroci, come l'affascinante giaguaro. Nel gruppo della spedizione c'è anche Nadia, figlia tredicenne della guida: è nata nella foresta e si muove in perfetta armonia con la natura selvaggia. Questo è il primo romanzo di una trilogia pensata per gli adolescenti, ma adatta anche al pubblico adulto della scrittrice.
Cile, 1832: Eliza viene abbandonata ancora neonata sulla soglia di casa dei fratelli inglesi Jeremy, John e Rose Sommers, che si sono trasferiti a Valparaiso. L'eccentrica Rose insiste perché la piccola cilena venga adottata ed entri a far parte della famiglia. Eliza vive tra due mondi: le viene impartita un'educazione rigidamente anglosassone, nella speranza di un futuro sereno coronato da un buon matrimonio, e al contempo le vengono fatte conoscere dalla cuoca di casa, Mama Freisa, la vitalità, la magia e la carnalità del suo popolo. Si innamora di un giovane idealista che lavora per Jeremy, il quale parte alla ricerca di giacimenti d'oro in California. Eliza si mette sulle sue tracce e lo segue tra mille avventure e pericoli.
SUMMARY: Jane Austen (Steventon, 16 dicembre 1775 – Winchester, 18 luglio 1817) è stata una scrittrice britannica, figura di spicco della narrativa preromantica e una delle autrici più famose e conosciute d'Inghilterra.
Clay torna da scuola e fuori dalla porta trova ad aspettarlo una pessima sorpresa: sette audiocassette numerate con dello smalto blu. Ascoltandole, scopre che a registrarle è stata Hannah, la ragazza di cui si è preso una cotta. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Quelle cassette sono il suo modo per avere l'ultima parola sulle vicende che, secondo lei, l'hanno portata alla morte: facendole scorrere, Clay scopre che il destinatario del pacchetto deve ascoltarle e poi passarle al successivo di una lista. Nelle cassette, 13 storie: ognuna legata a una persona che ha dato ad Hannah una ragione per togliersi la vita. Seppur sconvolto, non può resistere alla tentazione di esplorare a fondo la storia che lo riguarda e, guidato dalla voce di lei, visiterà i luoghi che lei vuole mostrargli, finché non gli rimarrà altro da ascoltare...