Manoscritto trovato nella Camera d’Onore
dell’Ultimo Comandante di Marca
Mezzanotte.
Tra poche ore, non appena il sole si alzerà sopra la lugubre città di Marca, uscirò da questa nera sala e tutto questo cesserà. Infine.
Conosco il cerimoniale. Lo attendo da tutta la vita.
Prima che la luce del sole colpisca il Ceppo delle Esecuzioni procederò tra ali di folla e saluterò per la prima e ultima volta la mia gente. Coloro che hanno preteso il mio sangue e che, dimentichi di questo, mi sputeranno addosso come all’ultimo dei Landiani.
Mi passeranno attorno al collo la fusciacca rossa, mi faranno inginocchiare e il Boia solleverà la sua ascia e la brandirà secondo la tradizione, mostrandola al Sole che sorge e alle Tenebre che fuggono; poi mi terranno immobile sul ceppo, ma non ve ne sarà bisogno. Non mi muoverò, non chiuderò gli occhi.
Non temo la morte. Non temo nemmeno i volti di coloro che assisteranno all’esecuzione. Sono lieto di sfuggire alla Condanna e ai miei avi che su di sé l’hanno portata, vita dopo vita, sangue dopo sangue, solo per scagliarla su di me. E finalmente, con la mia morte, tutti sapranno la verità. Che mi disprezzino pure. Non ho ragione di temere nemmeno l’odio dei miei discendenti, perché con me scomparirà finalmente la Condanna. Lascio Marca senza eredi, nessuna persecuzione di sangue stillerà più su capi innocenti.
Con me la casata dei Pugno avrà finalmente vittoria e libertà.
Se chiudo gli occhi mi sembra già di vederla, contro il cielo perlaceo, la linea massiccia delle torri di Marca che svanisce. E non tremo, perché non ho ragione di temere la fine della prigionia e il silenzio del nulla.
Tremino però i Markenn!
Tremino, perché su di loro ricadrà il mio sangue.
Dagon raenth Pugno,
ultimo sul Seggio di Guerra