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Il giorno seguente, nel Quartier Generale, Pete era indaffarato a riunire articoli e fotografie ritagliati dai giornali e Bob a incollarli su un album. Il signor Andrews non aveva potuto fare molto per limitare la pubblicità che derivava a Rocky Beach dalle notizie su casa Green e sul fantasma verde.
Probabilmente la storia del fantasma non avrebbe tenuto desto per lungo tempo l’interesse del pubblico. Ma quando fu seguita dalla notizia della scoperta di una stanza segreta e dello scheletro della moglie di Mathias con un filo di perle famose, alcuni titoli di giornali sembravano straripare dalle pagine.
I cronisti si accanivano a scavare nel passato e a ricostruire con dovizia di particolari la biografia di Mathias Green. Dai loro articoli si apprendeva che era stato un temerario capitano, che commerciava con la Cina, che aveva navigato a dispetto di qualsiasi uragano sfidando la furia degli elementi e sprezzando il pericolo. Si precisava che era stato amico intimo e consigliere di molti nobili Manciù e che da essi aveva ricevuto in dono preziosi gioielli. Ma le Perle Fantasma non gli erano state donate; le aveva rubate, lasciando perciò la Cina in gran fretta con la moglie, per non farvi più ritorno.
– Pensate! Tutto questo si è concluso proprio qui a Rocky Beach! – esclamò – Bob. – Sapete che cosa hanno accertato il babbo e il capitano Reynolds?
Ma fu interrotto dal cigolio prodotto dallo spostamento della grata di ferro posta sull'ingresso del Tunnel Due. Jupe, che aveva strisciato lungo la lamiera ondulata del tubo, batté alla botola il colpo convenuto perché gli aprissero. Apparve madido di sudore. – Ragazzi – disse – che caldo! Devo aver pensato troppo.
– Faresti meglio a restare più calmo – gli disse Pete. – Non esagerare. Da come sei sudato devi aver spremuto troppo le tue povere meningi. Non vorremmo che si sciupassero, così da ridurti a un tipo comune come noi. Bob ridacchiò. In realtà Pete era molto orgoglioso delle capacità intellettive dell’amico, ma ogni tanto non poteva astenersi dal frenarne l’entusiasmo. Il che non nuoceva giacché Jupe, per sua natura, non era un ragazzo particolarmente modesto. Jupe ricambiò Pete con un’occhiata di traverso.
– Ho dedotto – cominciò, abbandonandosi sulla sedia girevole che con la scrivania bruciacchiata costituiva tutto l’arredamento del Quartier Generale – e ho ricostruito quanto è accaduto in casa Green molti anni fa.
– Non farlo, Jupiter – interloquì Bob. – Il babbo mi ha esposto le conclusioni cui sono giunti lui e il comandante Reynolds.
– Ho deciso – continuò Jupe, quasi non avesse udito le parole di Bob – che per prima cosa…
– Il babbo e il comandante Reynolds pensano che la signora Green sia morta di malattia – interruppe Bob, imperterrito: dato che raramente gli avveniva di essere al corrente di informazioni confidenziali come questa, non intendeva rinunciare al racconto. – Suo marito, il vecchio capitano, la mise in quella magnifica bara, ma non potendo sopportare di essere materialmente separato da lei la nascose in quella stanzetta all’estremità del corridoio. Murò la finestra, poi la porta e tappezzò la parete in modo che nessun estraneo potesse sospettare l’esistenza di una stanza segreta. In tal modo essa rimase con lui, si potrebbe dire. Quanto sia durata questa situazione non è dato saperlo, ma poi una notte Mathias Green inciampò scendendo la scala. Quando i servi videro che era morto, furono colti dal panico e durante la notte fuggirono. Si rifugiarono a San Francisco nel quartiere cinese e fecero perdere le proprie tracce, o ritornarono in Cina. Può darsi che qualcuno di essi si fosse stabilito nel nostro paese illegalmente. Comunque sia, a quel tempo i cinesi erano molto riservati, e quando era possibile non davano alcuna informazione ai bianchi. La fuga fu quindi una reazione perfettamente naturale.
Dopo una brevissima pausa, unicamente per riprender fiato, Bob continuò: – Unica parente del signor Green era la cognata, che ereditò tutto; impiegò il denaro nell’acquisto di un grande vigneto a Verdant Valley nei pressi di San Francisco e non venne mai qui. Né lo fece sua figlia Lydia, divenuta proprietaria di casa Green alla morte di sua madre. Per qualche loro ragione le due donne non hanno mai toccato la casa in tutto questo tempo, ma quest’anno la signora Green ha acconsentito a venderla all’impresa.
– E quando cominciarono a demolirla lo spirito del vecchio Mathias ne fu irritato – osservò Pete. – Ecco perché gridava e fu visto penetrare nella stanza segreta. Stava facendo un’ultima visita alla moglie. Dopo di che se ne andò, a quanto pare.
Jupiter rimase un po’ seccato, in quanto quelle erano le sue stesse conclusioni. Tuttavia cercò di assumere un’aria di superiorità.
– Sembri proprio convinto che si tratti di un fantasma – ribatté – e che sia il fantasma di Mathias Green!
– Noi lo abbiamo visto e tu no – replicò Pete – e se quello non era un fantasma, non so proprio cosa poteva essere!
– Se non era un fantasma, che cos’era, allora? – chiese Bob. – Se tu riuscissi a suggerire una spiegazione plausibile, il capo della polizia ti darebbe una ricompensa. Jupiter sbatté le palpebre. – Cosa intendi dire?
– Su, spiegati – intervenne Pete che appariva molto interessato. – Che stai dicendo di Reynolds?
– Ebbene, ieri abbiamo udito tutti quando diceva di aver visto il fantasma – spiegò Bob. – E il babbo mi ha detto che il capo è quasi sconvolto, perché ufficialmente non può ammetterne l’esistenza. Perciò non può ordinare ai suoi uomini di catturarlo, ma d’altra parte non riesce ancora a dimenticare ciò che ha visto e non può escludere che si tratti di uno spirito. Certamente si mostrerebbe molto grato a chiunque fosse in grado di provare che si trattava di un vero spettro, oppure potesse esattamente dire che cos’era ciò che tutti noi abbiamo visto.
Jupiter sembrava compiaciuto. – Credo che dovremmo assumerci la responsabilità di questo caso, se non altro per fare un favore al capo della polizia Reynolds. Inoltre ho la sensazione che questo mistero nasconda molto più di quanto si possa immaginare.
– Un momento! – ribatté Pete. – Intanto Reynolds non ci ha fatto alcuna richiesta di interessarci a questo affare per conto suo. E quanto al fantasma verde sarei del parere di farci su una bella croce!
Bob sembrava invece condividere l’entusiasmo di Jupiter.
– Il nostro motto – rammentò gravemente a Pete – è: “indagini di qualsiasi tipo”. E poi, per mia curiosità personale, mi piacerebbe proprio sapere se realmente abbiamo visto un fantasma oppure no. Ma come potremo tentare di catturarne uno?
– Riesaminiamo il caso dal principio – disse Jupe. – Prima di tutto, sai se ieri lo spettro si è fatto vedere ancora?
– Secondo i giornali, pare di no – rispose Bob – e papà ha saputo dal comandante che non sono giunti nuovi rapporti.
– Tuo padre ha interpellato gli uomini che l’altra notte videro le apparizioni? – chiese Jupiter.
– Sia lui che Reynolds li hanno cercati, ma ne hanno rintracciati soltanto quattro: quello più tarchiato, quello dal cagnolino e due vicini. Hanno detto tutti le stesse cose, vale a dire esattamente quel che ho scritto nei miei appunti.
– Non si sa nulla degli altri due o tre?
– Non sono riusciti a trovarli; papà dice che probabilmente non amano la pubblicità o non vogliono esser presi in giro dagli amici dicendo di aver visto un fantasma. Per conto mio sono certo che erano tre e non due.
– Come mai questi signori volevano andare a visitare la casa Green? – chiese Jupiter.
– Hanno detto che un paio di uomini che passeggiavano nel quartiere avevano proposto di andare a vedere la casa al chiaro di luna prima che fosse demolita. Sembrò a tutti una buona idea, e così ci andarono. Mentre giungevano sul sentiero udirono echeggiare l’urlo… il resto della storia lo conoscete.
– È stata sospesa la demolizione della casa? – chiese Jupiter.
– Momentaneamente – rispose Bob. – Il capo ha fatto perlustrare tutto lo stabile per vedere se ci fossero altre stanze segrete, ma non ne hanno trovate. È ancora piantonata per tenere lontani i curiosi. Papà ha inteso dire da alcuni che ormai, causa la cattiva pubblicità avuta, non potrà più essere attuato il progetto di costruire nuovi fabbricati su quell’area.
Jupiter si immerse nei propri pensieri. – Ebbene – disse dopo qualche minuto – potremo benissimo lavorare sul nastro che ha inciso Bob. È tutto quel che abbiamo per quanto riguarda gli indizi.
Bob fece riascoltare la registrazione: ancora una volta risuonò lo strano grido, poi seguirono i discorsi degli uomini che quella sera si erano uniti a loro. Jupiter ascoltava attento, aggrottando le sopracciglia. – Qualcosa in questo nastro non mi convince – disse – ma non riesco ancora a definire esattamente di cosa si tratti. Tra l’altro ho udito il breve abbaiare di un cane; di che razza era?
– Che importanza ha la razza del cane? – sbottò Pete.
– Qualsiasi cosa può avere importanza – replicò severamente Jupe.
– Era un piccolo fox-terrier a pelo ruvido – precisò Bob.
– Ti suggerisce forse qualche idea? – Jupiter fu costretto a rispondere negativamente.
Continuarono a riascoltare più volte il nastro. C’era qualcosa che dava a Jupe una curiosa sensazione, ma non riusciva a capire perché. Alla fine riposero il registratore e cominciarono ad esaminare i ritagli di giornale, uno per uno.
– Ho l’impressione che il fantasma verde abbia lasciato la città – osservò Pete con soddisfazione. – Visto che gli demolivano la casa se n’è andato.
Jupe stava cercando la risposta più opportuna a tali parole quando d’improvviso squillò il telefono. Alzò subito il ricevitore. – Pronto? – Gli altri potevano ascoltare la conversazione mediante un altoparlante applicato all’apparecchio.
– Chiamata interurbana per Bob Andrews – annunciò la centralinista, e i ragazzi si guardarono perplessi. Era la prima volta che ricevevano una chiamata interurbana. – È per te, Bob… – disse Jupiter porgendogli il ricevitore.
– Pronto… qui Bob Andrews, – La voce del ragazzo era leggermente stridula per l’eccitazione.
– Pronto, Bob? – chiese un’altra voce di donna, che doveva essere anziana anche se il tono era piuttosto alto. – Sono Lydia Green e parlo da Verdant Valley.
– Dica pure, signora Green.
– Desidero chiederti un favore – continuò la signora. – Tu e il tuo amico Pete Crenshaw potreste venire a Verdant Valley?
– Venire a Verdant Valley? – chiese Bob stupefatto.
– Desidero proprio parlare con voi due, che avete visto mio zio… ehm… il suo fantasma due notti fa, e vorrei conoscere tutti i particolari da testimoni oculari: qual era il suo aspetto, che cosa fece… tutto, insomma! Vedete… – per un attimo la voce tremò – il fatto è che il fantasma è apparso qui a Verdant Valley. La notte scorsa l’ho visto nella mia camera!