«Ehi, Rube?»

Stiamo mangiando la zuppa di piselli in veranda, al buio.

«Che c’è?»

«Ancora poche settimane e vincerai il titolo dei pesi leggeri, vero?»

«Credo di sì, ma l’anno prossimo non lo rifarò. Presto lo dirò a Perry.» Ride. «Per un po’ è stato divertente, no? Perry, i match, e tutto il resto.»

Per qualche motivo rido con lui. «Sì, suppongo di sì.»

Rube guarda la sua zuppa, disgustato. «Stasera è davvero orrenda.» La rimescola con il cucchiaio e lo lascia ricadere nella scodella.

Passa un’auto.

Miffy abbaia.

«Arriviamo!» gli urla Rube, che poi si alza. «Dammi la scodella.»

La porta dentro insieme alla sua, e quando torna andiamo a prendere quel dannato volpino.

Ma sul cancello lo fermo.

«Che cosa farai, quando avrai chiuso con la boxe?»

Non ha nemmeno bisogno di pensarci. «Darò la caccia alla mia vita e la acchiapperò.»

Poi ci tiriamo su il cappuccio e andiamo.

E adesso c’è la strada.

C’è il mondo.

Ci siamo noi.