Epilogo
Era il più bel vestito da sposa del mondo, almeno per Kate.
Leggero, quasi impalpabile, non nascondeva le sue curve e aveva una scollatura ben delineata. Era un abito Kolovsky, ma non quell’abito, perché lei aveva preferito così.
«Non sembro una principessa?» domandò Georgie per l’ennesima volta, pavoneggiandosi nel vestitino di seta tutto pieghettato, magnifico nella sua semplicità, con un gran fiocco in vita, di un rosa più carico di quello della madre.
«Sì, tesoro...» le rispose Kate, mentre i sarti della Kolovsky si adoperavano intorno a lei. La aspettava una cerimonia impegnativa, con centinaia di occhi puntati sugli sposi... Meglio distrarsi chiacchierando con la sua bambina. «La coroncina di fiori va tenuta più dritta, Georgie. Su, un bel sorriso, pensa alle tue compagne di scuola, quando vedranno le fotografie!»
«Anche quella che mi pizzica sempre!» Georgie aveva un’espressione fiera e felice, un lampo infantile nello sguardo, e la maturità di chi sa che la vita non riserva solo belle sorprese.
Il vestito da damigella della bambina, per quanto semplice, era fedele alla tradizione Kolovsky. Nell’orlo erano cuciti dei gioielli, che Aleksi aveva donato alla sua nuova figlia per l’occasione. Gioielli destinati a rimanere nascosti, fino a quando ce ne fosse stato bisogno in futuro.
In quel modo lui le faceva sentire protette, e Kate gliene era grata.
Era un matrimonio da fiaba, anche se non di sfarzo eccessivo.
La stampa ebbe modo di interrogarsi sull’identità di Zakahr Belenki, il misterioso testimone dello sposo e sulla notizia del ricovero di Nina per un crollo nervoso in una clinica privata, che forse le avrebbe impedito di partecipare al matrimonio del figlio.
Invece Nina fece la sua comparsa. Una donna fragile, che si sforzava di sorridere, tremante e, nel contempo, determinata, truccata alla perfezione, sostenuta da Lavinia.
Kate era orgogliosa della donna che in passato aveva tanto contrastato, come dei fratelli e della sorella di Aleksi.
Di Levander, che era volato da Londra con tutta la sua famiglia... Mentre avanzava lungo la navata, vide Dimitri voltarsi e sorriderle. Ricambiò il sorriso.
Di Josef, il gemello di Aleksi, sostegno e conforto in ogni circostanza.
Di Annika, che aveva preso in consegna Georgie come una vera zia, e l’aveva seguita in tutti i preparativi, coprendola di attenzioni e di tenerezze.
Quando arrivò all’altare, Kate non alzò lo sguardo sul futuro marito, perché temeva di scoppiare in lacrime. Il pianto la vinse ugualmente, nel momento in cui vide Zakahr voltarsi verso il suo nuovo fratello e sfiorargli il gomito con un sorriso. Zakahr era un uomo generoso, pronto a dimenticare, capace di perdonare il torto subito. Pian piano, con naturalezza, si sarebbe inserito nella famiglia Kolovsky, che era stata così ingiusta nei suoi confronti.
Poi Kate guardò Aleksi, l’uomo al quale stava per promettere eterno amore, e tutto il resto scomparve.
Lui baciò la sua bella sposa, poi si chinò a baciare una compunta Georgie, prima di tornare al fianco di Kate.
Alla sua krasavitsa.