17
I giornalisti erano corsi via per trasmettere i loro servizi. La polizia, terminato il suo lavoro, se n’era andata. Io ero solo sotto il porticato e stavo guardando la luna spuntare dalla cima delle betulle e inargentare il lago.
Un’ora prima Monty aveva preparato dei solidi drink, di cui tutti avevamo maledettamente bisogno. Ora l’effetto del whisky stava passando e io mi sentivo di nuovo terribilmente giù. Rientrai in casa.
Erano tutti raccolti nel soggiorno e stavano bevendo. Anche zia Susan, sdraiata sul divano con un cuscino sotto la testa, stava sorseggiando uno dei pochi cocktail che avesse mai toccato in tutta la sua vita. Hertha era in piedi tra Monty e Eliot. Kit era seduto in una poltrona con Blythe accocco-lata come una gattina sulle sue ginocchia.
Eppure la stanza sembrava vuota. Al principio del week-end c’erano quattro ospiti in più.
«Era tempo che tu rientrassi, Rick» mi disse Monty. «C’è un mucchio di cose ancora in aria; specialmente quella storia del rullo del dittafono. Sono pronto a scommettere che non è mai stato trovato. I poliziotti hanno messo a soqquadro quella stanza e un materasso sarebbe stato il primo posto dove si sarebbero messi a frugare.»
Attraversai la stanza e mi versai da bere dallo shaker dei cocktail. «Avresti vinto la scommessa» cominciai. «Non abbiamo affatto trovato un rullo. Dubito che Roscoe abbia creduto che fossimo riusciti a metterci sopra le mani, ma la cosa non aveva importanza per lui. Egli ha capito che la rete si era chiusa intorno a lui, non appena gli ho detto che sapevamo dell’esistenza di uno di quei rulli. Bastava infatti sapere che c’era un rullo per risolvere il mistero, puntando ogni accusa su di lui. Ho fatto affidamento, poi, sul panico da cui sarebbe stato preso.»
«Quel panico, però, sparava» osservò Kit, con una smorfia.
«Mi meraviglio di voi, Kit» gli diede sulla voce zia Susan. «Richard ha fatto quello che pensava giusto. Non immaginava che quel terribile uomo avesse una pistola.»
«Quello che ci interessa sapere» intervenne Monty «è il modo in cui tu sei venuto a scoprire che era lui l’assassino.»
Inspirai profondamente. «Olive me lo ha detto, quando le ho lasciato de-scrivere il rullo del dittafono. Al tempo in cui facevo il cronista di nera, ho fatto molta esperienza con le prove affidate ai rulli del dittafono. Allora mi sono chiesto: perché Kahle aveva un rullo di quel genere in camera sua, in questa casa? La risposta era ovvia. Perché era stato appena inciso. Roscoe e Nadine avevano cercato di ricattarlo. Per quel che ne sapevo, Kahle non era certo il tipo da assoggettarsi a un ricatto. Immaginate, invece, che egli fosse diventato, per mezzo del rullo di cui era in possesso, una minaccia permanente per i ricattatori.»
“Queste considerazioni portavano a Roscoe. Ora anche altre cose si chia-rivano. Noi si è pensato che Nadine fosse stata uccisa dopo cena, perché egli l’aveva vista mentre noi mangiavamo e Olive l’aveva sentita singhiozzare in camera sua. In realtà avevamo solo la parola di Roscoe a provare che egli l’avesse vista viva, ed era quasi impossibile che ella fosse uscita dalla casa dopo cena. Voi capite, ora, vero? Nadine è stata uccisa prima delle sette. Ma lasciatemi dire quello che pensiamo sia successo dal principio della storia.”
Mi riempii il bicchiere e bevvi un sorso.
«Quando Roscoe e Nadine sono arrivati a Birch Manor, mercoledì pomeriggio, sono andati dritti filati al loro affare, prima che Kahle li buttasse fuori. “State per sposare una vedova ricca e dell’alta società”, gli hanno detto. “Noi possiamo rovinarvi. Pagate.” Io penso che il primo pensiero di Kahle sia stato quello di mandarli al diavolo. Il loro errore è stato quello di pensare che Kahle potesse venire ricattato. Per ricattare qualcuno, bisogna essere in grado di fargli del male, denunciandolo. Zia Susan poteva non essere a conoscenza diretta della relazione particolare di Kahle con Nadine, ma mi ha detto lei stessa che il passato di Grover non era tutto gigli. Quello che le importava era quello che egli faceva ora. Non è così, zia Susan?»
«Non sono una scolaretta sentimentale» rispose asciutta. «Grover, poi, aveva quarantanove anni e non era mai stato sposato.»
Annuii. «Kahle, quindi, non aveva niente da temere da loro. Avrebbe potuto dirgli di parlare e di andare all’inferno. Ma il suo carattere non gli permetteva di fare una cosa tanto semplice. Era Grover Kahle, un pezzo grosso, un uomo che era in relazione con dei veri gangster. Che una coppia di furfantelli da quattro soldi tentassero di ricattarlo era pura impudenza.»
“In quello stesso pomeriggio, o forse giovedì mattina, è andato a cercare un dittafono. Forse ne aveva uno Willie Arnold a Elmton, È un vecchio gioco da ragazzi quello di incidere la conversazione con un pubblico ufficiale, quando si sta corrompendolo: in questo modo gli si chiude ogni possibilità di fare il doppio gioco più tardi. Ad ogni modo, Kahle ha trovato un apparecchio e ha combinato la messa in scena. Dopo colazione, giovedì, siamo andati quasi tutti in città per i fuochi artificiali. Kahle ha invitato Roscoe e Nadine in camera sua, per discutere più a fondo la cosa, e ogni parola che quelli hanno detto è stata registrata, senza che essi ne sapessero niente.
“Sono venuti a saperlo prima di sera. Credo che Kahle glielo abbia detto quando li ha messi fuori dalla sua stanza. Forse ha voluto dimostrargli quanto fosse più intelligente di loro. Forse ha voluto liberarsi di loro una volta per tutte, mostrandogli che cosa poteva fare. Di Roscoe non aveva nessuna paura; nemmeno fisicamente. Aveva in tasca una pistola, sappiamo, e per lui Roscoe era un pesciolino.
“Sapete anche voi che quel pomeriggio, più tardi, Hertha e io siamo saliti nella camera di Kahle per… per parlare con lui. Allora abbiamo sentito Roscoe e Nadine che discutevano animatamente in camera loro, e abbiamo pensato che si trattasse di un bisticcio familiare. La realtà è che Nadine doveva essere terribilmente impaurita e voleva andar via. Roscoe, invece, sapeva che era troppo tardi. Kahle aveva la prova del ricatto tentato contro di lui, in quel rullo del dittafono, e sapeva pure che se quello avesse voluto servirsene, erano guai seri per lui, Roscoe, che era già stato condannato per un tentativo di ricatto. La seconda condanna sarebbe stata anche più pesante. È probabile che Roscoe abbia tentato di entrare nella camera di Kahle e che abbia trovato la porta chiusa; c’era troppa gente intorno, però, e questo gli rendeva impossibile tentare di forzare la serratura.”
«Kahle deve essersi sbarazzato dei dittafono» sottolineò Kit. «Quella notte non c’era in camera sua.»
«Potrebbe averlo restituito ad Arnold o a chi glielo aveva affittato» proseguii. «Ma si era tenuto il rullo. Oppure può essere che abbia depositato il rullo dove Roscoe non avrebbe potuto trovarlo e se ne sia tenuto uno non impressionato nel cassetto. Deve aver pensato che Roscoe avrebbe cercato di procurarselo e, per quel che ne sappiamo, deve essersi divertito all’idea di lasciare che l’atterrito Lucas mettesse le mani su uno privo di valore, non inciso.»
Mi interruppi e pensai che se Hertha e io avessimo frugato tutti i cassetti dell’armadio di Kahle prima di essere interrotti dal suo ingresso nella stanza, saremmo riusciti a trovare il rullo. Ma a noi non avrebbe detto nulla.
«Ad ogni modo, Roscoe sperava che Kahle avrebbe tenuto quel dannato cilindro in camera sua» ripresi. «Forse è anche riuscito a dare un’occhiata là dentro, prima di cena, e quando ha visto che il dittafono non c’era più, è arrivato alla conclusione che Kahle avesse nascosto il rullo. Allora ha pensato che esisteva un solo modo per uscirne: eliminare Kahle. Ha parlato a Nadine e l’ha convinta a farsi accompagnare da Kahle sulla riva del lago.
Sembra probabile che egli abbia acconsentito per darle qualche consiglio, a ricordo dei vecchi tempi. Potete immaginare di che si trattasse. “Tu sei una brava ragazza, abbiamo avuto giorni belli assieme, perché ti butti via con un piccolo mascalzoncello, buono a nulla come Roscoe?” Oppure, è anche da credere che Nadine non ci sia entrata per nulla e che Roscoe sia riuscito in un modo o nell’altro a indurre Kahle a concedergli un altro colloquio.
Sta di fatto, comunque, che Kahle si è scusato con zia Susan, dicendo che doveva ritirarsi in camera sua a lavorare, poi si è diretto sulla riva del lago incontro alla morte.»
“Monty, tutto preso di zelo patriottico, non poteva badare a chi si trovava intorno al campo di tennis. D’altra parte, anche se si fosse dato la pena di guardarsi attorno, tutto quello che avrebbe visto sarebbero state delle ombre indistinte. Roscoe e Nadine hanno ammesso di essersi assentati per breve tempo. Certo è stato per più di quanto hanno detto, o è anche possibile che Nadine sia tornata subito dopo la conversazione con Kahle e abbia lasciato Roscoe a fare il suo sporco lavoro. Lucas è stato abbastanza intelligente da non usare la sua pistola. Durante la giornata doveva aver trovato l’arma che io avevo incautamente lasciato nella rimessa. Il suo piano era dei più semplici. Uccidere Kahle e rimettere la pistola al suo posto. Il litigio che Hertha e io avevamo avuto con Kahle era capitato a fagiolo. I sospetti sarebbero immediatamente caduti su di noi. Ha caricato la pistola, ha fatto quello che doveva, e infine l’ha ricollocata dove l’aveva trovata.
“Mentre si stava allontanando dalla rimessa, ha sentito Blythe e me che ci stavamo avvicinando. Quando ci ha visti sedere sui gradini della rimessa, ha avuto la nozione della possibilità di migliorare il suo piano. Il pericolo che si sospettasse di lui era sempre presente, soprattutto se si scopriva qualche cosa del suo passato, o se saltava fuori quel rullo del dittafono. Ed ecco la sua idea! Facciamo in modo che sia lo stesso Rick a prendersi la responsabilità del fattaccio. Insomma, facendomi credere prima, e ammettere con la polizia poi, che ero stato io a uccidere Kahle per legittima difesa, avrebbe fatto si che la cosa si mettesse rapidamente a posto e nessuno avrebbe pensato a lui. Sapete anche voi come sono andate le cose.”
Terminai il bicchiere di liquore e lo deposi.
«Kahle era morto e Roscoe era del tutto libero da ogni sospettò. Rimaneva quel rullo ed egli si sarebbe sentito più tranquillo se fosse stato di-strutto. Supponiamo che si trovasse ancora nella stanza! In quel momento c’era solo l’uomo che aveva ucciso. Non c’era niente di male ad andare a dar un’occhiata. Quando ha pensato che la casa era tranquilla, è entrato nella stanza di Kahle e ha trovato un rullo, che poteva essere quello giusto o uno non inciso. Olive lo ha sentito muoversi là dentro e ha gridato.»
“Spaventato, Roscoe ha lasciato cadere a terra il rullo. Non c’era tempo per raccogliere i cocci, e per quella notte non ha avuto alcuna possibilità di rientrare nella stanza. Vi lascio immaginare quanta sia stato grato a Olive, quando ha sentito che lei aveva scopato via i pezzi e li aveva gettati. Poi io sono stato rilasciato dal carcere e lui si è trovato immischiato in una indagine per omicidio. Per tutto il tempo che la polizia ha perquisito la stanza deve aver vissuto momenti di inferno; se a Olive fosse sfuggito anche solo un frammento del rullo, questo bastava a dar l’avvio a una catena di dedu-zioni che potevano concludersi nell’affibbiare a lui l’assassinio. Anche se la polizia non avesse trovato nulla, bisognava accertarsene, così la sera seguente è tornato nella stanza. Il guaio è stato che io ero andato a dormire là, ed egli è riuscito a malapena a scappare.
“Nel frattempo gli si è presentato un altro pericolo: quello dei nervi di Nadine. Lei non era stata affatto entusiasta dell’idea del ricatto. Non era cattiva, né disonesta; era soltanto disperata a causa della sua situazione e-conomica e abbastanza innamorata di Roscoe per lasciare che la immi-schiasse in questo affare. Neppure Roscoe reggeva bene alla prova, nono-stante si desse un contegno con gli altri. Stando solo con lei e dormendole accanto, ha capito poi come agisse sulla donna il terrore. Per difendersi ha deciso di liberarsi di lei. In fondo non significava molto per lui. Se ne era servito per il suo piacere e più tardi come mezzo per compiere un ricatto e mettere le mani su un po’ di quattrini. Il suo primo tentativo di ucciderla gli è andato male ieri mattina, quando Kit e Blythe gli hanno soffiato la canoa.”
Blythe si lasciò sfuggire un debole gemito e si rannicchiò più vicino a Kit.
«Siete certo che non sia stato un incidente?» chiese Kit.
«È chiaro da quello che ne è seguito. A colazione vi ricordate che egli ha insistito perché Nadine andasse con lui sul lago? Gli è andata male; la donna era troppo sconvolta per andare a divertirsi. Però, quando ella è scesa sul molo, ha pensato di poterla indurre a cambiare idea. Lo stesso apparente incidente si sarebbe verificato se Roscoe e Nadine si fossero trovati sulla canoa (aveva pensato lui, di prima mattina, a fare un buco nel fondo turandolo in modo che nessuno se ne accorgesse); solo Nadine sarebbe an-negata mentre Roscoe avrebbe fatto finta di cercare di salvarla. Il fatto che voi due avete preso la canoa, ha ritardato di qualche ora la morte di lei.»
“Nel pomeriggio le cose si sono fatte calde per Roscoe. Quando la polizia ha scoperto la sua passata relazione con Kahle, i nervi di Nadine sono andati letteralmente a pezzi. Tutti voi ricordate come si è comportata in seguito. Roscoe aveva avuto più volte motivo di temere della sua resistenza, prima. Non so se lei abbia mai pensato alla possibilità di salvarsi la pelle, accusando Roscoe; certo egli deve aver considerato questa possibilità. Bisognava fare in fretta. E questa volta a colpo sicuro.
“Non dopo cena, ma prima di cena! Non gli è stato difficile trovare un motivo convincente per indurla ad uscire di camera e accompagnarla nella rimessa. Poi è tornato a casa ed è rimasto in attesa di andare a tavola, Noi avevamo solo la sua parola che Nadine era in camera sua quando lui è salito con il vassoio che aveva preso dalle mani di Olive. Gli è stato facile combinare tutto mentre Olive attendeva fuori dell’uscio. I singhiozzi non possono essere identificati con la stessa facilità delle voci. Non sono che rumori indistinti. Roscoe ha parlato e si è risposto con dei singhiozzi che hanno ingannato Olive, e attraverso lei tutti noi. Certo non ha avuto il tempo di mangiare e bere un poco di quello che aveva portato, così deve averlo gettato nel bagno. Poi, quando si è scoperto che Nadine era scomparsa, ha recitato la commedia come meglio poteva.”
Feci una pausa e conclusi: «E ora, dovrete scusarmi. Per la prima volta da che sono arrivato, spero di farmi una nottata intera di sonno.»