Suggerimenti bibliografici

Fonti eddiche

Testi originali:

Edda. Die Lieder des Codex Regius nebst verwandten Denkmälern, Band I Text, herausgegeben von Gustav Neckel, 5. verbersserte Auflage von Hans Kuhn, Carl Winter Universitätsverlag, Heidelberg, 1983.

Traduzioni:

Scardigli, Giuseppe e Meli, Marcello, Il canzoniere eddico, Garzanti, Milano, 1982.

Citati con i nomi dei componimenti presi in considerazione (in ordine alfabetico):

Gđr. II

Guđrúnarqviđa ǫnnor

Secondo carme di Gudhrun

Gđr. III

Guđrúnarqviđa in þriđia

Terzo carme di Gudhrun

Grm.

Grímnismál

Canzone di Grimnir

Háv.

Hávamál

Canzone dell’Eccelso

Sd.

Sigrdrífomál

Canzone di Sigrdrifa

Sg.

Sigurđarqviđa in scamma

Carme breve di Sigurdhr

Skm.

For Scírnis

Canzone di Skirnir

Vsp.

Vǫlospá

Profezia della Veggente

Fonti runiche

La forma traslitterata e nelle lingue antiche è quella proposta dal Samnordisk Runtextdatabas, http://www.nordiska.uu.se/forskn/samnord.htm, costantemente aggiornato a cura dell’Università di Uppsala con lo scopo di raccogliere in versione digitale tutte le iscrizioni runiche scandinave, mentre la traduzione, dove non diversamente specificato, è da intendersi a cura dell’autrice. Si omette nella bibliografia la citazione di tutti i corpora cartacei, ma si evidenziano tra questi di Tineke Looijenga Texts & Contexts of the Oldest Runic Inscriptions, Brill, Leiden-Boston, 2003 per la revisione proposta del corpus in fuþark antico e la particolare attenzione dedicata al contesto nel procedere formulando ipotesi in merito all’interpretazione delle iscrizioni, e quello di Lisbeth M. Imer Peasants and Prayers. The Inscritpions of Norse Greenland, Publications from the National Museum, vol. 25, University Press of Southern Denmakr, Odense, 2017, che ha il merito di aver raccolto per la prima volta in un unico testo tutte le iscrizioni di Groenlandia.

Abbreviazioni

ags.

anglosassone

ata.

alto tedesco antico

gc.

germanico comune

got.

gotico

ie.

indoeuropeo

ingl.

inglese

isl.

islandese

norr.

norreno

sved.

svedese

sved. run.

svedese runico

ted.

tedesco

Suggerimenti bibliografici

Proporre una selezione di opere in ambito runologico che abbiano reale valore scientifico, tocchino gli aspetti più rilevanti della materia, ma al contempo non siano eccessivamente settoriali, siano allineate ai progressi raggiunti da questa disciplina e possibilmente scritte in italiano, non è decisamente un compito semplice. Per ragioni facilmente intuibili e sostanzialmente connesse con i luoghi in cui le rune si diffusero e vennero utilizzate, la maggior parte dei titoli è nelle lingue scandinave, in inglese o in tedesco. Il problema si pone già nel momento in cui si voglia consigliare un manuale di runologia che consenta anche alla persona meno esperta di avvicinarsi alla disciplina, dal momento che oggi non ne esiste ancora nessuno in italiano. Uno dei più celebri è l’opera di Klaus Düwel Runenkunde, edita da J.B. Metzler nella 5a edizione aggiornata con la collaborazione di Robert Nedoma, 2019. Certamente meno approfondito, ma mai banale e dall’approccio piuttosto immediato anche per il lettore inesperto, è di Michael P. Barnes, Runes. A Handbook, Woodbridge 2012.

La runologia affonda le proprie radici negli studi antiquari del XVI secolo ma solo molto tempo dopo, in parallelo con la nascita e lo sviluppo della linguistica storica e di nuove tecniche di indagine archeologica, essa ha avuto modo di raggiungere i risultati odierni. Per quanto interessanti e affascinanti, si è scelto di escludere da questa bibliografia ragionata i manoscritti dei primi pionieri e le numerosissime opere a stampa precedenti il 1900, optando per una breve selezione dei titoli più significativi comparsi dalla seconda metà del XX secolo, ognuno dei quali, comunque, consente con i propri suggerimenti bibliografici di ampliare il raggio di indagine anche alle pubblicazioni precedenti.

Di grande utilità sono gli atti di convegni, le collane di monografie e le riviste di settore, pubblicazioni solitamente strettamente connesse ai principali centri universitari di studi di runologia e scandinavistica. Tra gli atti sicuramente un ruolo di rilievo va a quelli dell’International Symposium on Runes and Runic Inscriptions che dal 1980, con la sola eccezione dell’edizione del 2014, si tiene con cadenza quinquennale e la cui prossima edizione è prevista per il mese di settembre 2020. Una collana di monografie piuttosto famosa in cui sono trattati i più svariati temi e che tra l’altro contiene, suddivisa in più volumi, l’edizione del corpus delle iscrizioni scandinave delle Isole Britanniche è Runrön, a cura dell’Università di Uppsala. Vogliamo citare qui esplicitamente il volume numero 10, Schwedische Runendichtung der Wikingerzeit di Frank Hübler del 1996, in cui per la prima volta si è dato ordine sistematico alla vasta materia della poesia runica di Epoca Vichinga e cui anche chi scrive in questo momento deve molto. Sono numerose le riviste di linguistica, filologia, archeologia, storia e storia delle religioni che contengono articoli dedicati alle rune e dal 2010 esiste “Futhark. International Journal of Runic Studies”, nato dalla collaborazione tra gli archivi runici dell’Università di Oslo e il dipartimento di lingue scandinave dell’Università di Uppsala, in cui il tratto interdisciplinare della runologia è volutamente evidenziato accogliendo di buon grado contributi allo studio dell’evoluzione, della diffusione o dell’interpretazione delle iscrizioni proposti da esperti in altre discipline.

Alle iscrizioni runiche come fonti dirette per la ricostruzione della storia sono state dedicate alcune interessanti monografie a partire dagli anni ’80, tra le quali di Judith Jesch Women in the Viking Age, The Boydell Press, Suffolk, 1991, e il successivo Ships and Men in the Late Viking Age. The Vocabulary of Runic Inscriptions and Skaldic Verse, The Boydell Press, Woodbridge, 2001; ricordiamo di Birgit Sawyer The Viking-Age Rune-Stones. Customs and Commemoration in Early Medieval Scandinavia, Oxford University Press, Oxford 2000, che ha contribuito a evidenziare il ruolo delle iscrizioni in Epoca Vichinga nell’ambito delle questioni ereditarie. Un eccellente esempio di approccio dal taglio monografico è dato da Carla Cucina in Il tema del viaggio nelle iscrizioni runiche, Gianni Iuculano Editore, Pavia, 1989, poi ripreso in Vestr ok austr. Iscrizioni e saghe sui viaggi dei Vichinghi, Il Calamo, Roma, 2001. The Origin of Rus. Old Scandinavian Sources other than Sagas, Harvard Ukrainian Research Institute, Monograph Series, Cambridge (MA), 1981, di Omelja Pritsak è una molto ben documentata visione di ampio respiro sul tema dell’espansione vichinga verso est e al suo interno si trova una sezione dedicata alla spedizione di Ingvar e alle iscrizioni runiche che ne recano testimonianza.

Per quanto la runologia sia indissolubilmente connessa allo studio e alla conoscenza delle antiche lingue germaniche, si omette qui di indicare la bibliografia inerente le grammatiche storiche e i dizionari specialistici, partendo dal presupposto che questi siano già strumenti di lavoro quotidiano per il lettore esperto, mentre risulterebbero forse eccessivamente pedanti nell’elencazione per il lettore agli inizi. Consigliare dei titoli nell’ambito dei miti nordici e della storia dei Paesi scandinavi potrebbe condurre a un’interminabile successione di pubblicazioni, che non sarebbe comunque immune dal rischio di dimenticanze, quindi si suggerisce la consultazione di due grandi classici di Gianna Chiesa Isnardi: I miti nordici, Longanesi, Milano, 19911 per tutto ciò che riguarda il sostrato mitico del mondo nordico e ancora la lettura di Storia e cultura della Scandinavia. Uomini e mondi del Nord, Bompiani, Milano, 2015, in cui in un’unica opera è minuziosamente riportata la storia della Scandinavia dalla preistoria ai tempi nostri. Entrambi sono ricchi di precisi rimandi alle fonti e ricchi suggerimenti bibliografici.