Cadete su
di noi!
e ai colli:
Copriteci!
31Perché se trattano
così il legno verde, che avverrà del legno secco?".
32Venivano condotti insieme con lui
anche due malfattori per essere giustiziati.
33Quando giunsero al
luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a
destra e l'altro a sinistra. 34Gesù
diceva: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che
fanno".
Dopo essersi poi divise le sue vesti, le
tirarono a sorte.
35Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: "Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto". 36Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano: 37"Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso". 38C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.
39Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!". 40Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? 41Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male". 42E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno". 43Gli rispose: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso".
44Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. 45Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. 46Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo spirò.
47Visto ciò che era accaduto, il centurione glorificava Dio: "Veramente quest'uomo era giusto". 48Anche tutte le folle che erano accorse a questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornavano percuotendosi il petto. 49Tutti i suoi conoscenti assistevano da lontano e così le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, osservando questi avvenimenti.
50C'era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. 51Non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri. Egli era di Arimatèa, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. 52Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. 53Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto. 54Era il giorno della parascève e già splendevano le luci del sabato. 55Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, 56poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo secondo il comandamento.
24
1Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. 2Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; 3ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. 4Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. 5Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? 6Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, 7dicendo che bisognava che il Figlio dell'uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno". 8Ed esse si ricordarono delle sue parole.
9E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. 10Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. 11Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse.
12Pietro tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo le bende. E tornò a casa pieno di stupore per l'accaduto.
13Ed ecco in quello
stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio
distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Èmmaus,
14e conversavano di tutto quello che
era accaduto. 15Mentre discorrevano e
discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con
loro. 16Ma i loro occhi erano incapaci
di riconoscerlo. 17Ed egli disse loro:
"Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il
cammino?". Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: "Tu solo
sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è
accaduto in questi giorni?". 19Domandò:
"Che cosa?". Gli risposero: "Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno,
che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a
tutto il popolo; 20come i sommi
sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare
a morte e poi l'hanno crocifisso. 21Noi
speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son
passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno
sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro 23e non avendo trovato il suo corpo, son venute a
dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano
che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri
sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne,
ma lui non l'hanno visto".
25Ed egli disse loro: "Sciocchi e tardi
di cuore nel credere alla parola dei profeti! 26Non bisognava che il Cristo sopportasse queste
sofferenze per entrare nella sua gloria?". 27E cominciando da Mosè e da tutti i profeti
spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
28Quando furon vicini al villaggio dove
erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano.
29Ma essi insistettero: "Resta con noi
perché si fa sera e il giorno già volge al declino". Egli entrò per
rimanere con loro. 30Quando fu a tavola
con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede
loro. 31Allora si aprirono loro gli
occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. 32Ed essi si dissero l'un l'altro: "Non ci ardeva
forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il
cammino, quando ci spiegava le Scritture?". 33E partirono senz'indugio e fecero ritorno a
Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che
erano con loro, 34i quali dicevano:
"Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". 35Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo
la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il
pane.
36Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". 37Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. 38Ma egli disse: "Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho". 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?". 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
44Poi disse: "Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi". 45Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: 46"Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno 47e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni. 49E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto".
50Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. 51Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. 52Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; 53e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
Vangelo secondo Giovanni
1
1In principio era il
Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
2Egli era in principio presso
Dio:
3tutto è stato fatto per mezzo di
lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste.
4In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
5la luce splende nelle
tenebre,
ma le tenebre non l'hanno accolta.
6Venne un uomo mandato da Dio
e il suo nome era Giovanni.
7Egli venne come testimone
per rendere testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
8Egli non era la luce,
ma doveva render testimonianza alla luce.
9Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
10Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
11Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l'hanno accolto.
12A quanti però l'hanno
accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
13i quali non da sangue,
né da volere di carne,
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
14E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
15Giovanni gli rende
testimonianza
e grida: "Ecco l'uomo di cui io dissi:
Colui che viene dopo di me
mi è passato avanti,
perché era prima di me".
16Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto
e grazia su grazia.
17Perché la legge fu data per mezzo di
Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
18Dio nessuno l'ha mai visto:
proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre,
lui lo ha rivelato.
19E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: "Chi sei tu?". 20Egli confessò e non negò, e confessò: "Io non sono il Cristo". 21Allora gli chiesero: "Che cosa dunque? Sei Elia?". Rispose: "Non lo sono". "Sei tu il profeta?". Rispose: "No". 22Gli dissero dunque: "Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?". 23Rispose:
"Io sono voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
come disse il profeta Isaia".
24Essi erano stati mandati da parte dei
farisei. 25Lo interrogarono e gli
dissero: "Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia,
né il profeta?". 26Giovanni rispose
loro: "Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non
conoscete, 27uno che viene dopo di me,
al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo".
28Questo avvenne in Betània, al di là
del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
29Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù
venire verso di lui disse: "Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che
toglie il peccato del mondo! 30Ecco
colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato
avanti, perché era prima di me. 31Io
non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli
fosse fatto conoscere a Israele". 32Giovanni rese testimonianza dicendo: "Ho visto
lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui.
33Io non lo conoscevo, ma chi mi ha
inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L'uomo sul quale
vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in
Spirito Santo. 34E io ho visto e ho
reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio".
35Il giorno dopo
Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36e, fissando lo sguardo su Gesù che passava,
disse: "Ecco l'agnello di Dio!". 37E i
due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38Gesù allora si voltò e, vedendo che lo
seguivano, disse: "Che cercate?". Gli risposero: "Rabbì (che
significa maestro), dove abiti?". 39Disse loro: "Venite e vedrete". Andarono dunque
e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui;
erano circa le quattro del pomeriggio.
40Uno dei due che avevano udito le
parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di
Simon Pietro. 41Egli incontrò per primo
suo fratello Simone, e gli disse: "Abbiamo trovato il Messia (che
significa il Cristo)" 42e lo condusse
da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: "Tu sei
Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire
Pietro)".
43Il giorno dopo Gesù aveva stabilito
di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: "Seguimi".
44Filippo era di Betsàida, la città di
Andrea e di Pietro. 45Filippo incontrò
Natanaèle e gli disse: "Abbiamo trovato colui del quale hanno
scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di
Nàzaret". 46Natanaèle esclamò: "Da
Nàzaret può mai venire qualcosa di buono?". Filippo gli rispose:
"Vieni e vedi". 47Gesù intanto, visto
Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: "Ecco davvero un
Israelita in cui non c'è falsità". 48Natanaèle gli domandò: "Come mi conosci?". Gli
rispose Gesù: "Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto
quando eri sotto il fico". 49Gli
replicò Natanaèle: "Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re
d'Israele!". 50Gli rispose Gesù:
"Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai
cose maggiori di queste!". 51Poi gli
disse: "In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli
angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo".
2
1Tre giorni dopo, ci
fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù.
2Fu invitato alle nozze anche Gesù con
i suoi discepoli. 3Nel frattempo,
venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno
più vino". 4E Gesù rispose: "Che ho da
fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora". 5La madre dice ai servi: "Fate quello che vi
dirà".
6Vi erano là sei giare di pietra per la
purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili.
7E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua
le giare"; e le riempirono fino all'orlo. 8Disse loro di nuovo: "Ora attingete e portatene
al maestro di tavola". Ed essi gliene portarono. 9E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il
maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i
servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo 10e gli disse: "Tutti servono da principio il vino
buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece
hai conservato fino ad ora il vino buono". 11Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana
di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero
in lui.
12Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao
insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono
colà solo pochi giorni.
13Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. 15Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: "Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato". 17I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. 18Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: "Quale segno ci mostri per fare queste cose?". 19Rispose loro Gesù: "Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere". 20Gli dissero allora i Giudei: "Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?". 21Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
23Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti, vedendo i segni che faceva, credettero nel suo nome. 24Gesù però non si confidava con loro, perché conosceva tutti 25e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c'è in ogni uomo.
3
1C'era tra i farisei
un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei. 2Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: "Rabbì,
sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare
i segni che tu fai, se Dio non è con lui". 3Gli rispose Gesù: "In verità, in verità ti dico,
se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio".
4Gli disse Nicodèmo: "Come può un uomo
nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel
grembo di sua madre e rinascere?". 5Gli
rispose Gesù: "In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da
acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è
nato dallo Spirito è Spirito. 7Non ti
meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto. 8Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma
non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo
Spirito". 9Replicò Nicodèmo: "Come può
accadere questo?". 10Gli rispose Gesù:
"Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? 11In verità, in verità ti dico, noi parliamo di
quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi
non accogliete la nostra testimonianza. 12Se vi ho parlato di cose della terra e non
credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo?
13Eppure nessuno è mai salito al cielo,
fuorché il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo. 14E come Mosè innalzò il serpente nel deserto,
così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la vita
eterna".
16Dio infatti ha tanto amato il mondo
da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non
muoia, ma abbia la vita eterna. 17Dio
non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma
perché il mondo si salvi per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non
crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome
dell'unigenito Figlio di Dio. 19E il
giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno
preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano
malvagie. 20Chiunque infatti fa il
male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate
le sue opere. 21Ma chi opera la verità
viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono
state fatte in Dio.
22Dopo queste cose,
Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea; e là si
trattenne con loro, e battezzava. 23Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a
Salìm, perché c'era là molta acqua; e la gente andava a farsi
battezzare. 24Giovanni, infatti, non
era stato ancora imprigionato.
25Nacque allora una discussione tra i
discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo la purificazione.
26Andarono perciò da Giovanni e gli
dissero: "Rabbì, colui che era con te dall'altra parte del
Giordano, e al quale hai reso testimonianza, ecco sta battezzando e
tutti accorrono a lui". 27Giovanni
rispose: "Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stato dato
dal cielo. 28Voi stessi mi siete
testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato
mandato innanzi a lui. 29Chi possiede
la sposa è lo sposo; ma l'amico dello sposo, che è presente e
l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia
gioia è compiuta. 30Egli deve crescere
e io invece diminuire.
31Chi viene dall'alto è al di sopra di
tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla
della terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti.
32Egli attesta ciò che ha visto e
udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza; 33chi però ne accetta la testimonianza, certifica
che Dio è veritiero. 34Infatti colui
che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito
senza misura. 35Il Padre ama il Figlio
e gli ha dato in mano ogni cosa. 36Chi
crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non
vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui".
4
1Quando il Signore
venne a sapere che i farisei avevan sentito dire: Gesù fa più
discepoli e battezza più di Giovanni 2-
sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava, ma i suoi
discepoli -, 3lasciò la Giudea e si
diresse di nuovo verso la Galilea. 4Doveva perciò attraversare la Samarìa.
5Giunse pertanto ad una città della
Samarìa chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a
Giuseppe suo figlio: 6qui c'era il
pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso
il pozzo. Era verso mezzogiorno. 7Arrivò intanto una donna di Samarìa ad attingere
acqua. Le disse Gesù: "Dammi da bere". 8I suoi discepoli infatti erano andati in città a
far provvista di cibi. 9Ma la
Samaritana gli disse: "Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere
a me, che sono una donna samaritana?". I Giudei infatti non
mantengono buone relazioni con i Samaritani. 10Gesù le rispose: "Se tu conoscessi il dono di
Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stesso gliene
avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva". 11Gli disse la donna: "Signore, tu non hai un
mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque
quest'acqua viva? 12Sei tu forse più
grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne
bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?". 13Rispose Gesù: "Chiunque beve di quest'acqua avrà
di nuovo sete; 14ma chi beve dell'acqua
che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli
darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita
eterna". 15"Signore, gli disse la
donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non
continui a venire qui ad attingere acqua". 16Le disse: "Va' a chiamare tuo marito e poi
ritorna qui". 17Rispose la donna: "Non
ho marito". Le disse Gesù: "Hai detto bene "non ho marito";
18infatti hai avuto cinque mariti e
quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero".
19Gli replicò la donna: "Signore, vedo
che tu sei un profeta. 20I nostri padri
hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme
il luogo in cui bisogna adorare". 21Gesù le dice: "Credimi, donna, è giunto il
momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il
Padre. 22Voi adorate quel che non
conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza
viene dai Giudei. 23Ma è giunto il
momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre
in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori.
24Dio è spirito, e quelli che lo
adorano devono adorarlo in spirito e verità". 25Gli rispose la donna: "So che deve venire il
Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni
cosa". 26Le disse Gesù: "Sono io, che
ti parlo".
27In quel momento giunsero i suoi
discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una
donna. Nessuno tuttavia gli disse: "Che desideri?", o: "Perché
parli con lei?". 28La donna intanto
lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: 29"Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto
quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?". 30Uscirono allora dalla città e andavano da
lui.
31Intanto i discepoli lo pregavano:
"Rabbì, mangia". 32Ma egli rispose: "Ho
da mangiare un cibo che voi non conoscete". 33E i discepoli si domandavano l'un l'altro:
"Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?". 34Gesù disse loro: "Mio cibo è fare la volontà di
colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi
viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e
guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36E chi miete riceve salario e raccoglie frutto
per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete.
37Qui infatti si realizza il detto: uno
semina e uno miete. 38Io vi ho mandati
a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e
voi siete subentrati nel loro lavoro".
39Molti Samaritani di quella città
credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: "Mi ha
detto tutto quello che ho fatto". 40E
quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con
loro ed egli vi rimase due giorni. 41Molti di più credettero per la sua parola
42e dicevano alla donna: "Non è più per
la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito
e sappiamo che questi è veramente il salvatore del
mondo".
43Trascorsi due giorni, partì di là per andare in Galilea. 44Ma Gesù stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella sua patria. 45Quando però giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero con gioia, poiché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme durante la festa; anch'essi infatti erano andati alla festa.
46Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. 47Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e lo pregò di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire. 48Gesù gli disse: "Se non vedete segni e prodigi, voi non credete". 49Ma il funzionario del re insistette: "Signore, scendi prima che il mio bambino muoia". 50Gesù gli risponde: "Va', tuo figlio vive". Quell'uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù e si mise in cammino. 51Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i servi a dirgli: "Tuo figlio vive!". 52S'informò poi a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: "Ieri, un'ora dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato". 53Il padre riconobbe che proprio in quell'ora Gesù gli aveva detto: "Tuo figlio vive" e credette lui con tutta la sua famiglia. 54Questo fu il secondo miracolo che Gesù fece tornando dalla Giudea in Galilea.
5
1Vi fu poi una festa
dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 2V'è a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore,
una piscina, chiamata in ebraico Betzaetà, con cinque portici,
3sotto i quali giaceva un gran numero
di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. 4Un angelo infatti in certi momenti discendeva
nella piscina e agitava l'acqua; il primo ad entrarvi dopo
l'agitazione dell'acqua guariva da qualsiasi malattia fosse
affetto. 5Si trovava là un uomo che da
trentotto anni era malato. 6Gesù
vedendolo disteso e, sapendo che da molto tempo stava così, gli
disse: "Vuoi guarire?". 7Gli rispose il
malato: "Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina
quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, qualche
altro scende prima di me". 8Gesù gli
disse: "Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina". 9E sull'istante quell'uomo guarì e, preso il suo
lettuccio, cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. 10Dissero dunque i Giudei all'uomo guarito: "È
sabato e non ti è lecito prender su il tuo lettuccio". 11Ma egli rispose loro: "Colui che mi ha guarito
mi ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina". 12Gli chiesero allora: "Chi è stato a dirti:
Prendi il tuo lettuccio e cammina?". 13Ma colui che era stato guarito non sapeva chi
fosse; Gesù infatti si era allontanato, essendoci folla in quel
luogo. 14Poco dopo Gesù lo trovò nel
tempio e gli disse: "Ecco che sei guarito; non peccare più, perché
non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio". 15Quell'uomo se ne andò e disse ai Giudei che era
stato Gesù a guarirlo. 16Per questo i
Giudei cominciarono a perseguitare Gesù, perché faceva tali cose di
sabato. 17Ma Gesù rispose loro: "Il
Padre mio opera sempre e anch'io opero". 18Proprio per questo i Giudei cercavano ancor più
di ucciderlo: perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava
Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
19Gesù riprese a
parlare e disse: "In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non
può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli
fa, anche il Figlio lo fa. 20Il Padre
infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli
manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete
meravigliati. 21Come il Padre risuscita
i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole;
22il Padre infatti non giudica nessuno
ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, 23perché tutti onorino il Figlio come onorano il
Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha
mandato. 24In verità, in verità vi
dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato,
ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla
morte alla vita. 25In verità, in verità
vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno
la voce del Figlio di Dio, e quelli che l'avranno ascoltata,
vivranno. 26Come infatti il Padre ha la
vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in
se stesso; 27e gli ha dato il potere di
giudicare, perché è Figlio dell'uomo. 28Non vi meravigliate di questo, poiché verrà
l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce
e ne usciranno: 29quanti fecero il bene
per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una
risurrezione di condanna. 30Io non
posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e
il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la
volontà di colui che mi ha mandato.
31Se fossi io a render testimonianza a
me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera; 32ma c'è un altro che mi rende testimonianza, e so
che la testimonianza che egli mi rende è verace. 33Voi avete inviato messaggeri da Giovanni ed egli
ha reso testimonianza alla verità. 34Io
non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché
possiate salvarvi. 35Egli era una
lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per un
momento rallegrarvi alla sua luce.
36Io però ho una testimonianza
superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da
compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di
me che il Padre mi ha mandato. 37E
anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Ma
voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto,
38e non avete la sua parola che dimora
in voi, perché non credete a colui che egli ha mandato. 39Voi scrutate le Scritture credendo di avere in
esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono
testimonianza. 40Ma voi non volete
venire a me per avere la vita.
41Io non ricevo gloria dagli uomini.
42Ma io vi conosco e so che non avete
in voi l'amore di Dio. 43Io sono venuto
nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse
nel proprio nome, lo ricevereste. 44E
come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e
non cercate la gloria che viene da Dio solo? 45Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al
Padre; c'è già chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la
vostra speranza. 46Se credeste infatti
a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto.
47Ma se non credete ai suoi scritti,
come potrete credere alle mie parole?".
6
1Dopo questi fatti,
Gesù andò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade,
2e una grande folla lo seguiva, vedendo
i segni che faceva sugli infermi. 3Gesù
salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli.
4Era vicina la Pasqua, la festa dei
Giudei. 5Alzati quindi gli occhi, Gesù
vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: "Dove
possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?".
6Diceva così per metterlo alla prova;
egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. 7Gli rispose Filippo: "Duecento denari di pane non
sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo".
8Gli disse allora uno dei discepoli,
Andrea, fratello di Simon Pietro: 9"C'è
qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è
questo per tanta gente?". 10Rispose
Gesù: "Fateli sedere". C'era molta erba in quel luogo. Si sedettero
dunque ed erano circa cinquemila uomini. 11Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso
grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece
dei pesci, finché ne vollero. 12E
quando furono saziati, disse ai discepoli: "Raccogliete i pezzi
avanzati, perché nulla vada perduto". 13Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i
pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano
mangiato.
14Allora la gente, visto il segno che
egli aveva compiuto, cominciò a dire: "Questi è davvero il profeta
che deve venire nel mondo!". 15Ma Gesù,
sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò
di nuovo sulla montagna, tutto solo.
16Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare 17e, saliti in una barca, si avviarono verso l'altra riva in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio, e Gesù non era ancora venuto da loro. 18Il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. 19Dopo aver remato circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. 20Ma egli disse loro: "Sono io, non temete". 21Allora vollero prenderlo sulla barca e rapidamente la barca toccò la riva alla quale erano diretti.
22Il giorno dopo, la
folla, rimasta dall'altra parte del mare, notò che c'era una barca
sola e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma
soltanto i suoi discepoli erano partiti. 23Altre barche erano giunte nel frattempo da
Tiberìade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che
il Signore aveva reso grazie. 24Quando
dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi
discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao
alla ricerca di Gesù. 25Trovatolo di là
dal mare, gli dissero: "Rabbì, quando sei venuto qua?".
26Gesù rispose: "In verità, in verità
vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché
avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. 27Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello
che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà.
Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo".
28Gli dissero allora: "Che cosa
dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?". 29Gesù rispose: "Questa è l'opera di Dio: credere
in colui che egli ha mandato".
30Allora gli dissero: "Quale segno
dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera
compi? 31I nostri padri hanno mangiato
la manna nel deserto, come sta scritto: Diede
loro da mangiare un pane dal cielo". 32Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi
dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà
il pane dal cielo, quello vero; 33il
pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo".
34Allora gli dissero: "Signore, dacci
sempre questo pane". 35Gesù rispose:
"Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi
crede in me non avrà più sete. 36Vi ho
detto però che voi mi avete visto e non credete. 37Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui
che viene a me, non lo respingerò, 38perché sono disceso dal cielo non per fare la
mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39E questa è la volontà di colui che mi ha
mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo
risusciti nell'ultimo giorno. 40Questa
infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e
crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell'ultimo
giorno".
41Intanto i Giudei mormoravano di lui
perché aveva detto: "Io sono il pane disceso dal cielo".
42E dicevano: "Costui non è forse Gesù,
il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come
può dunque dire: Sono disceso dal cielo?".
43Gesù rispose: "Non mormorate tra di
voi. 44Nessuno può venire a me, se non
lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò
nell'ultimo giorno. 45Sta scritto nei
profeti: E tutti saranno ammaestrati da
Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a
me. 46Non che alcuno abbia visto il
Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.
47In verità, in verità vi dico: chi
crede ha la vita eterna.
48Io sono il pane della vita.
49I vostri padri hanno mangiato la
manna nel deserto e sono morti; 50questo è il pane che discende dal cielo, perché
chi ne mangia non muoia. 51Io sono il
pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in
eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del
mondo".
52Allora i Giudei si misero a discutere
tra di loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?".
53Gesù disse: "In verità, in verità vi
dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il
suo sangue, non avrete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha
la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue
vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne
e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e
io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per
me. 58Questo è il pane disceso dal
cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono.
Chi mangia questo pane vivrà in eterno".
59Queste cose disse Gesù, insegnando
nella sinagoga a Cafàrnao. 60Molti dei
suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: "Questo linguaggio è
duro; chi può intenderlo?". 61Gesù,
conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo
mormoravano, disse loro: "Questo vi scandalizza? 62E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là
dov'era prima? 63È lo Spirito che dà la
vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono
spirito e vita. 64Ma vi sono alcuni tra
voi che non credono". Gesù infatti sapeva fin da principio chi
erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe
tradito. 65E continuò: "Per questo vi
ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal
Padre mio".
66Da allora molti dei suoi discepoli si
tirarono indietro e non andavano più con lui.
67Disse allora Gesù ai Dodici: "Forse anche voi volete andarvene?". 68Gli rispose Simon Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; 69noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio". 70Rispose Gesù: "Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!". Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici.
7
1Dopo questi fatti
Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per
la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
2Si avvicinava intanto la festa dei
Giudei, detta delle Capanne; 3i suoi
fratelli gli dissero: "Parti di qui e va' nella Giudea perché anche
i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai. 4Nessuno infatti agisce di nascosto, se vuole
venire riconosciuto pubblicamente. Se fai tali cose, manifèstati al
mondo!". 5Neppure i suoi fratelli
infatti credevano in lui. 6Gesù allora
disse loro: "Il mio tempo non è ancora venuto, il vostro invece è
sempre pronto. 7Il mondo non può odiare
voi, ma odia me, perché di lui io attesto che le sue opere sono
cattive. 8Andate voi a questa festa; io
non ci vado, perché il mio tempo non è ancora compiuto".
9Dette loro queste cose, restò nella
Galilea.
10Ma andati i suoi fratelli alla festa,
allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto.
11I Giudei intanto lo cercavano durante
la festa e dicevano: "Dov'è quel tale?". 12E si faceva sommessamente un gran parlare di lui
tra la folla; gli uni infatti dicevano: "È buono!". Altri invece:
"No, inganna la gente!". 13Nessuno però
ne parlava in pubblico, per paura dei Giudei.
14Quando ormai si era a metà della
festa, Gesù salì al tempio e vi insegnava. 15I Giudei ne erano stupiti e dicevano: "Come mai
costui conosce le Scritture, senza avere studiato?". 16Gesù rispose: "La mia dottrina non è mia, ma di
colui che mi ha mandato. 17Chi vuol
fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, o
se io parlo da me stesso. 18Chi parla
da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di
colui che l'ha mandato è veritiero, e in lui non c'è ingiustizia.
19Non è stato forse Mosè a darvi la
Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di
uccidermi?". 20Rispose la folla: "Tu
hai un demonio! Chi cerca di ucciderti?". 21Rispose Gesù: "Un'opera sola ho compiuto, e
tutti ne siete stupiti. 22Mosè vi ha
dato la circoncisione - non che essa venga da Mosè, ma dai
patriarchi - e voi circoncidete un uomo anche di sabato.
23Ora se un uomo riceve la
circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la Legge di
Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché ho guarito interamente un
uomo di sabato? 24Non giudicate secondo
le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio!".
25Intanto alcuni di Gerusalemme dicevano: "Non è costui quello che cercano di uccidere? 26Ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono niente. Che forse i capi abbiano riconosciuto davvero che egli è il Cristo? 27Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia". 28Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: "Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure io non sono venuto da me e chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. 29Io però lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato". 30Allora cercarono di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettergli le mani addosso, perché non era ancora giunta la sua ora.
31Molti della folla
invece credettero in lui, e dicevano: "Il Cristo, quando verrà,
potrà fare segni più grandi di quelli che ha fatto
costui?".
32I farisei intanto udirono che la
gente sussurrava queste cose di lui e perciò i sommi sacerdoti e i
farisei mandarono delle guardie per arrestarlo. 33Gesù disse: "Per poco tempo ancora rimango con
voi, poi vado da colui che mi ha mandato. 34Voi mi cercherete, e non mi troverete; e dove
sono io, voi non potrete venire". 35Dissero dunque tra loro i Giudei: "Dove mai sta
per andare costui, che noi non potremo trovarlo? Andrà forse da
quelli che sono dispersi fra i Greci e ammaestrerà i Greci?
36Che discorso è questo che ha fatto:
Mi cercherete e non mi troverete e dove sono io voi non potrete
venire?".
37Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: "Chi ha sete venga a me e beva 38chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno". 39Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c'era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato.
40All'udire queste
parole, alcuni fra la gente dicevano: "Questi è davvero il
profeta!". 41Altri dicevano: "Questi è
il Cristo!". Altri invece dicevano: "Il Cristo viene forse dalla
Galilea? 42Non dice forse la Scrittura
che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide
e da Betlemme, il villaggio di Davide?".
43E nacque dissenso tra la gente
riguardo a lui.
44Alcuni di loro volevano arrestarlo,
ma nessuno gli mise le mani addosso. 45Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti
e dai farisei e questi dissero loro: "Perché non lo avete
condotto?". 46Risposero le guardie:
"Mai un uomo ha parlato come parla quest'uomo!". 47Ma i farisei replicarono loro: "Forse vi siete
lasciati ingannare anche voi? 48Forse
gli ha creduto qualcuno fra i capi, o fra i farisei? 49Ma questa gente, che non conosce la Legge, è
maledetta!". 50Disse allora Nicodèmo,
uno di loro, che era venuto precedentemente da Gesù: 51"La nostra Legge giudica forse un uomo prima di
averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?". 52Gli risposero: "Sei forse anche tu della
Galilea? Studia e vedrai che non sorge profeta dalla
Galilea".
53E tornarono ciascuno a casa sua.
8
1Gesù si avviò
allora verso il monte degli Ulivi. 2Ma
all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da
lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. 3Allora gli scribi e i farisei gli conducono una
donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, 4gli dicono: "Maestro, questa donna è stata
sorpresa in flagrante adulterio. 5Ora
Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa.
Tu che ne dici?". 6Questo dicevano per
metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù,
chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. 7E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il
capo e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la
pietra contro di lei". 8E chinatosi di
nuovo, scriveva per terra. 9Ma quelli,
udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani
fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. 10Alzatosi allora Gesù le disse: "Donna, dove
sono? Nessuno ti ha condannata?". 11Ed
essa rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neanch'io ti
condanno; va' e d'ora in poi non peccare più".
12Di nuovo Gesù parlò loro: "Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita".
13Gli dissero allora
i farisei: "Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza
non è vera". 14Gesù rispose: "Anche se
io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera,
perché so da dove vengo e dove vado. Voi invece non sapete da dove
vengo o dove vado. 15Voi giudicate
secondo la carne; io non giudico nessuno. 16E anche se giudico, il mio giudizio è vero,
perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato.
17Nella vostra Legge sta scritto che la
testimonianza di due persone è vera: 18orbene, sono io che do testimonianza di me
stesso, ma anche il Padre, che mi ha mandato, mi dà testimonianza".
19Gli dissero allora: "Dov'è tuo
padre?". Rispose Gesù: "Voi non conoscete né me né il Padre; se
conosceste me, conoscereste anche il Padre mio". 20Queste parole Gesù le pronunziò nel luogo del
tesoro mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché
non era ancora giunta la sua ora.
21Di nuovo Gesù disse loro: "Io vado e
voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io,
voi non potete venire". 22Dicevano
allora i Giudei: "Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove
vado io, voi non potete venire?". 23E
diceva loro: "Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di
questo mondo, io non sono di questo mondo. 24Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se
infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati".
25Gli dissero allora: "Tu chi sei?".
Gesù disse loro: "Proprio ciò che vi dico. 26Avrei molte cose da dire e da giudicare sul
vostro conto; ma colui che mi ha mandato è veritiero, ed io dico al
mondo le cose che ho udito da lui". 27Non capirono che egli parlava loro del Padre.
28Disse allora Gesù: "Quando avrete
innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono e non
faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così
io parlo. 29Colui che mi ha mandato è
con me e non mi ha lasciato solo perché io faccio sempre le cose
che gli sono gradite". 30A queste sue
parole, molti credettero in lui.
31Gesù allora disse
a quei Giudei che avevano creduto in lui: "Se rimanete fedeli alla
mia parola, sarete davvero miei discepoli; 32conoscerete la verità e la verità vi farà
liberi". 33Gli risposero: "Noi siamo
discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno.
Come puoi tu dire: Diventerete liberi?". 34Gesù rispose: "In verità, in verità vi dico:
chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. 35Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa,
ma il figlio vi resta sempre; 36se
dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. 37So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto
cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi.
38Io dico quello che ho visto presso il
Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre
vostro!". 39Gli risposero: "Il nostro
padre è Abramo". Rispose Gesù: "Se siete figli di Abramo, fate le
opere di Abramo! 40Ora invece cercate
di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo,
Abramo non l'ha fatto. 41Voi fate le
opere del padre vostro". Gli risposero: "Noi non siamo nati da
prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!". 42Disse loro Gesù: "Se Dio fosse vostro Padre,
certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono
venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. 43Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché
non potete dare ascolto alle mie parole, 44voi che avete per padre il diavolo, e volete
compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da
principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità
in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e
padre della menzogna. 45A me, invece,
voi non credete, perché dico la verità. 46Chi di voi può convincermi di peccato? Se dico
la verità, perché non mi credete? 47Chi
è da Dio ascolta le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate,
perché non siete da Dio".
48Gli risposero i Giudei: "Non diciamo
con ragione noi che sei un Samaritano e hai un demonio?".
49Rispose Gesù: "Io non ho un demonio,
ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate. 50Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca e
giudica. 51In verità, in verità vi
dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte".
52Gli dissero i Giudei: "Ora sappiamo
che hai un demonio. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu
dici: "Chi osserva la mia parola non conoscerà mai la morte".
53Sei tu più grande del nostro padre
Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di
essere?". 54Rispose Gesù: "Se io
glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi
glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: "È nostro Dio!",
55e non lo conoscete. Io invece lo
conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un
mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola. 56Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di
vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò". 57Gli dissero allora i Giudei: "Non hai ancora
cinquant'anni e hai visto Abramo?". 58Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi
dico: prima che Abramo fosse, Io Sono". 59Allora raccolsero pietre per scagliarle contro
di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.
9
1Passando vide un
uomo cieco dalla nascita 2e i suoi
discepoli lo interrogarono: "Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi
genitori, perché egli nascesse cieco?". 3Rispose Gesù: "né lui ha peccato né i suoi
genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di
Dio. 4Dobbiamo compiere le opere di
colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando
nessuno può più operare. 5Finché sono
nel mondo, sono la luce del mondo". 6Detto questo sputò per terra, fece del fango con
la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7e gli disse: "Va' a lavarti nella piscina di
Sìloe (che significa Inviato)". Quegli andò, si lavò e tornò che ci
vedeva. 8Allora i vicini e quelli che
lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: "Non è
egli quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?". 9Alcuni dicevano: "È lui"; altri dicevano: "No, ma
gli assomiglia". Ed egli diceva: "Sono io!". 10Allora gli chiesero: "Come dunque ti furono
aperti gli occhi?". 11Egli rispose:
"Quell'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato
gli occhi e mi ha detto: Va' a Sìloe e lavati! Io sono andato e,
dopo essermi lavato, ho acquistato la vista". 12Gli dissero: "Dov'è questo tale?". Rispose: "Non
lo so".
13Intanto condussero dai farisei quello
che era stato cieco: 14era infatti
sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva
aperto gli occhi. 15Anche i farisei
dunque gli chiesero di nuovo come avesse acquistato la vista. Ed
egli disse loro: "Mi ha posto del fango sopra gli occhi, mi sono
lavato e ci vedo". 16Allora alcuni dei
farisei dicevano: "Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva
il sabato". Altri dicevano: "Come può un peccatore compiere tali
prodigi?". E c'era dissenso tra di loro. 17Allora dissero di nuovo al cieco: "Tu che dici
di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?". Egli rispose: "È
un profeta!". 18Ma i Giudei non vollero
credere di lui che era stato cieco e aveva acquistato la vista,
finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la
vista. 19E li interrogarono: "È questo
il vostro figlio, che voi dite esser nato cieco? Come mai ora ci
vede?". 20I genitori risposero:
"Sappiamo che questo è il nostro figlio e che è nato cieco;
21come poi ora ci veda, non lo
sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi; chiedetelo a
lui, ha l'età, parlerà lui di se stesso". 22Questo dissero i suoi genitori, perché avevano
paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se
uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla
sinagoga. 23Per questo i suoi genitori
dissero: "Ha l'età, chiedetelo a lui!".
24Allora chiamarono di nuovo l'uomo che
era stato cieco e gli dissero: "Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che
quest'uomo è un peccatore". 25Quegli
rispose: "Se sia un peccatore, non lo so; una cosa so: prima ero
cieco e ora ci vedo". 26Allora gli
dissero di nuovo: "Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli
occhi?". 27Rispose loro: "Ve l'ho già
detto e non mi avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo?
Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?". 28Allora lo insultarono e gli dissero: "Tu sei suo
discepolo, noi siamo discepoli di Mosè! 29Noi sappiamo infatti che a Mosè ha parlato Dio;
ma costui non sappiamo di dove sia". 30Rispose loro quell'uomo: "Proprio questo è
strano, che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli
occhi. 31Ora, noi sappiamo che Dio non
ascolta i peccatori, ma se uno è timorato di Dio e fa la sua
volontà, egli lo ascolta. 32Da che
mondo è mondo, non s'è mai sentito dire che uno abbia aperto gli
occhi a un cieco nato. 33Se costui non
fosse da Dio, non avrebbe potuto far nulla". 34Gli replicarono: "Sei nato tutto nei peccati e
vuoi insegnare a noi?". E lo cacciarono fuori.
35Gesù seppe che l'avevano cacciato
fuori, e incontratolo gli disse: "Tu credi nel Figlio dell'uomo?".
36Egli rispose: "E chi è, Signore,
perché io creda in lui?". 37Gli disse
Gesù: "Tu l'hai visto: colui che parla con te è proprio lui".
38Ed egli disse: "Io credo, Signore!".
E gli si prostrò innanzi. 39Gesù allora
disse: "Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro
che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi".
40Alcuni dei farisei che erano con lui
udirono queste parole e gli dissero: "Siamo forse ciechi anche
noi?". 41Gesù rispose loro: "Se foste
ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il
vostro peccato rimane".
10
1"In verità, in
verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la
porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.
2Chi invece entra per la porta, è il
pastore delle pecore. 3Il guardiano gli
apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore
una per una e le conduce fuori. 4E
quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a
loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.
5Un estraneo invece non lo seguiranno,
ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli
estranei". 6Questa similitudine disse
loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva
loro.
7Allora Gesù disse loro di nuovo: "In
verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.
8Tutti coloro che sono venuti prima di
me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.
9Io sono la porta: se uno entra
attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
10Il ladro non viene se non per rubare,
uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e
l'abbiano in abbondanza. 11Io sono il
buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore.
12Il mercenario invece, che non è
pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo,
abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde;
13egli è un mercenario e non gli
importa delle pecore. 14Io sono il buon
pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,
15come il Padre conosce me e io conosco
il Padre; e offro la vita per le pecore. 16E ho altre pecore che non sono di quest'ovile;
anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e
diventeranno un solo gregge e un solo pastore. 17Per questo il Padre mi ama: perché io offro la
mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 18Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso,
poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di
nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio".
19Sorse di nuovo dissenso tra i Giudei
per queste parole. 20Molti di essi
dicevano: "Ha un demonio ed è fuori di sé; perché lo state ad
ascoltare?". 21Altri invece dicevano:
"Queste parole non sono di un indemoniato; può forse un demonio
aprire gli occhi dei ciechi?".
22Ricorreva in quei
giorni a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d'inverno.
23Gesù passeggiava nel tempio, sotto il
portico di Salomone. 24Allora i Giudei
gli si fecero attorno e gli dicevano: "Fino a quando terrai l'animo
nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente".
25Gesù rispose loro: "Ve l'ho detto e
non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste
mi danno testimonianza; 26ma voi non
credete, perché non siete mie pecore. 27Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le
conosco ed esse mi seguono. 28Io do
loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà
dalla mia mano. 29Il Padre mio che me
le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano
del Padre mio. 30Io e il Padre siamo
una cosa sola".
31I Giudei portarono di nuovo delle
pietre per lapidarlo. 32Gesù rispose
loro: "Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio;
per quale di esse mi volete lapidare?". 33Gli risposero i Giudei: "Non ti lapidiamo per
un'opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti
fai Dio". 34Rispose loro Gesù: "Non è
forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto:
voi siete dèi? 35Ora, se essa ha
chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la
Scrittura non può essere annullata), 36a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel
mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio?
37Se non compio le opere del Padre mio,
non credetemi; 38ma se le compio, anche
se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché
sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre".
39Cercavano allora di prenderlo di
nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
40Ritornò quindi al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui si fermò. 41Molti andarono da lui e dicevano: "Giovanni non ha fatto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero". 42E in quel luogo molti credettero in lui.
11
1Era allora malato
un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua
sorella. 2Maria era quella che aveva
cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi
con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3Le sorelle mandarono dunque a dirgli: "Signore,
ecco, il tuo amico è malato".
4All'udire questo, Gesù disse: "Questa
malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per
essa il Figlio di Dio venga glorificato". 5Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a
Lazzaro. 6Quand'ebbe dunque sentito che
era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava.
7Poi, disse ai discepoli: "Andiamo di
nuovo in Giudea!". 8I discepoli gli
dissero: "Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci
vai di nuovo?". 9Gesù rispose: "Non
sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non
inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10ma se invece uno cammina di notte, inciampa,
perché gli manca la luce". 11Così parlò
e poi soggiunse loro: "Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma
io vado a svegliarlo". 12Gli dissero
allora i discepoli: "Signore, se s'è addormentato, guarirà".
13Gesù parlava della morte di lui, essi
invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. 14Allora Gesù disse loro apertamente: "Lazzaro è
morto 15e io sono contento per voi di
non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!".
16Allora Tommaso, chiamato Dìdimo,
disse ai condiscepoli: "Andiamo anche noi a morire con
lui!".
17Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che
era già da quattro giorni nel sepolcro. 18Betània distava da Gerusalemme meno di due
miglia 19e molti Giudei erano venuti da
Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. 20Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli
andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21Marta disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato
qui, mio fratello non sarebbe morto! 22Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a
Dio, egli te la concederà". 23Gesù le
disse: "Tuo fratello risusciterà". 24Gli rispose Marta: "So che risusciterà
nell'ultimo giorno". 25Gesù le disse:
"Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se
muore, vivrà; 26chiunque vive e crede
in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?". 27Gli rispose: "Sì, o Signore, io credo che tu sei
il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo".
28Dopo queste parole se ne andò a
chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: "Il Maestro è qui
e ti chiama". 29Quella, udito ciò, si
alzò in fretta e andò da lui. 30Gesù
non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta
gli era andata incontro. 31Allora i
Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria
alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: "Va al sepolcro
per piangere là". 32Maria, dunque,
quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo:
"Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!".
33Gesù allora quando la vide piangere e
piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse
profondamente, si turbò e disse: 34"Dove l'avete posto?". Gli dissero: "Signore,
vieni a vedere!". 35Gesù scoppiò in
pianto. 36Dissero allora i Giudei:
"Vedi come lo amava!". 37Ma alcuni di
loro dissero: "Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva
anche far sì che questi non morisse?".
38Intanto Gesù, ancora profondamente
commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta
una pietra. 39Disse Gesù: "Togliete la
pietra!". Gli rispose Marta, la sorella del morto: "Signore, già
manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni". 40Le disse Gesù: "Non ti ho detto che, se credi,
vedrai la gloria di Dio?". 41Tolsero
dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: "Padre, ti
ringrazio che mi hai ascoltato. 42Io
sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi
sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato". 43E, detto questo, gridò a gran voce: "Lazzaro,
vieni fuori!". 44Il morto uscì, con i
piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario.
Gesù disse loro: "Scioglietelo e lasciatelo andare".
45Molti dei Giudei
che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva
compiuto, credettero in lui. 46Ma
alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva
fatto. 47Allora i sommi sacerdoti e i
farisei riunirono il sinedrio e dicevano: "Che facciamo? Quest'uomo
compie molti segni. 48Se lo lasciamo
fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e
distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione".
49Ma uno di loro, di nome Caifa, che
era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: "Voi non capite
nulla 50e non considerate come sia
meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la
nazione intera". 51Questo però non lo
disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù
doveva morire per la nazione 52e non
per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di
Dio che erano dispersi. 53Da quel
giorno dunque decisero di ucciderlo.
54Gesù pertanto non si faceva più
vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione
vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove si trattenne
con i suoi discepoli.
55Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. 56Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: "Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?". 57Intanto i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunziasse, perché essi potessero prenderlo.
12
1Sei giorni prima
della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che
egli aveva risuscitato dai morti. 2E
qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei
commensali. 3Maria allora, presa una
libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i
piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si
riempì del profumo dell'unguento. 4Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli,
che doveva poi tradirlo, disse: 5"Perché quest'olio profumato non si è venduto per
trecento denari per poi darli ai poveri?". 6Questo egli disse non perché gl'importasse dei
poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva
quello che vi mettevano dentro. 7Gesù
allora disse: "Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno
della mia sepoltura. 8I poveri infatti
li avete sempre con voi, ma non sempre avete me".
9Intanto la gran folla di Giudei venne
a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma
anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.
10I sommi sacerdoti allora deliberarono
di uccidere anche Lazzaro, 11perché
molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in
Gesù.
12Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, 13prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando:
Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del
Signore,
il re d'Israele!
14Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:
15Non temere, figlia di Sion!
Ecco, il tuo re viene,
seduto sopra un puledro d'asina.
16Sul momento i suoi discepoli non compresero queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che questo era stato scritto di lui e questo gli avevano fatto. 17Intanto la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli rendeva testimonianza. 18Anche per questo la folla gli andò incontro, perché aveva udito che aveva compiuto quel segno. 19I farisei allora dissero tra di loro: "Vedete che non concludete nulla? Ecco che il mondo gli è andato dietro!".
20Tra quelli che
erano saliti per il culto durante la festa, c'erano anche alcuni
Greci. 21Questi si avvicinarono a
Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli chiesero: "Signore,
vogliamo vedere Gesù". 22Filippo andò a
dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.
23Gesù rispose: "È giunta l'ora che sia
glorificato il Figlio dell'uomo. 24In
verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra
non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
25Chi ama la sua vita la perde e chi
odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.
26Se uno mi vuol servire mi segua, e
dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre
lo onorerà. 27Ora l'anima mia è
turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest'ora? Ma per
questo sono giunto a quest'ora! 28Padre, glorifica il tuo nome". Venne allora una
voce dal cielo: "L'ho glorificato e di nuovo lo
glorificherò!".
29La folla che era presente e aveva
udito diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: "Un angelo gli
ha parlato". 30Rispose Gesù: "Questa
voce non è venuta per me, ma per voi. 31Ora è il giudizio di questo mondo; ora il
principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti
a me". 33Questo diceva per indicare di
qual morte doveva morire. 34Allora la
folla gli rispose: "Noi abbiamo appreso dalla Legge che il Cristo
rimane in eterno; come dunque tu dici che il Figlio dell'uomo deve
essere elevato? Chi è questo Figlio dell'uomo?". 35Gesù allora disse loro: "Ancora per poco tempo
la luce è con voi. Camminate mentre avete la luce, perché non vi
sorprendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre non sa dove va.
36Mentre avete la luce credete nella
luce, per diventare figli della luce".
Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose da
loro.
37Sebbene avesse compiuto tanti segni davanti a loro, non credevano in lui; 38perché si adempisse la parola detta dal profeta Isaia:
Signore,
chi ha creduto alla nostra parola?
E il braccio del Signore a chi è stato rivelato?
39E non potevano credere, per il fatto che Isaia aveva detto ancora:
40Ha reso ciechi i loro occhi
e ha indurito il loro cuore,
perché non vedano con gli occhi
e non comprendano con il cuore, e si convertano
e io li guarisca!
41Questo disse Isaia
quando vide la sua gloria e parlò di lui. 42Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in
lui, ma non lo riconoscevano apertamente a causa dei farisei, per
non essere espulsi dalla sinagoga; 43amavano infatti la gloria degli uomini più della
gloria di Dio.
44Gesù allora gridò a gran voce: "Chi
crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato;
45chi vede me, vede colui che mi ha
mandato. 46Io come luce sono venuto nel
mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.
47Se qualcuno ascolta le mie parole e
non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per
condannare il mondo, ma per salvare il mondo. 48Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha
chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà
nell'ultimo giorno. 49Perché io non ho
parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha
ordinato che cosa devo dire e annunziare. 50E io so che il suo comandamento è vita eterna.
Le cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a
me".
13
1Prima della festa
di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da
questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo,
li amò sino alla fine. 2Mentre
cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda
Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, 3Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto
nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un
asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. 5Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a
lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di
cui si era cinto. 6Venne dunque da
Simon Pietro e questi gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?".
7Rispose Gesù: "Quello che io faccio,
tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo". 8Gli disse Simon Pietro: "Non mi laverai mai i
piedi!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con
me". 9Gli disse Simon Pietro: "Signore,
non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!". 10Soggiunse Gesù: "Chi ha fatto il bagno, non ha
bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete
mondi, ma non tutti". 11Sapeva infatti
chi lo tradiva; per questo disse: "Non tutti siete
mondi".
12Quando dunque ebbe lavato loro i
piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Sapete
ciò che vi ho fatto? 13Voi mi chiamate
Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. 14Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato
i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.
15Vi ho dato infatti l'esempio, perché
come ho fatto io, facciate anche voi. 16In verità, in verità vi dico: un servo non è più
grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha
mandato. 17Sapendo queste cose, sarete
beati se le metterete in pratica. 18Non
parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma si deve
adempiere la Scrittura: Colui che mangia il
pane con me, ha levato contro di me il suo calcagno.
19Ve lo dico fin d'ora, prima che
accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono.
20In verità, in verità vi dico: Chi
accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me,
accoglie colui che mi ha mandato".
21Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: "In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà". 22I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. 23Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. 24Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: "Di', chi è colui a cui si riferisce?". 25Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: "Signore, chi è?". 26Rispose allora Gesù: "È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò". E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. 27E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: "Quello che devi fare fallo al più presto". 28Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo; 29alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: "Compra quello che ci occorre per la festa", oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. 30Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte.
31Quand'egli fu
uscito, Gesù disse: "Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e
anche Dio è stato glorificato in lui. 32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo
glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 33Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi
cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a
voi: dove vado io voi non potete venire. 34Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli
uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni
gli altri. 35Da questo tutti sapranno
che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli
altri".
36Simon Pietro gli dice: "Signore, dove
vai?". Gli rispose Gesù: "Dove io vado per ora tu non puoi
seguirmi; mi seguirai più tardi". 37Pietro disse: "Signore, perché non posso
seguirti ora? Darò la mia vita per te!". 38Rispose Gesù: "Darai la tua vita per me? In
verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non
m'abbia rinnegato tre volte".
14
1"Non sia turbato il
vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.
2Nella casa del Padre mio vi sono molti
posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto;
3quando sarò andato e vi avrò preparato
un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi
dove sono io. 4E del luogo dove io
vado, voi conoscete la via".
5Gli disse Tommaso: "Signore, non
sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?". 6Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la
vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin
da ora lo conoscete e lo avete veduto". 8Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e
ci basta". 9Gli rispose Gesù: "Da tanto
tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha
visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?
10Non credi che io sono nel Padre e il
Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il
Padre che è con me compie le sue opere. 11Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me;
se non altro, credetelo per le opere stesse.
12In verità, in verità vi dico: anche
chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più
grandi, perché io vado al Padre. 13Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò,
perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io
la farò.
15Se mi amate, osserverete i miei
comandamenti. 16Io pregherò il Padre ed
egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per
sempre, 17lo Spirito di verità che il
mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo
conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.
18Non vi lascerò orfani, ritornerò da
voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi
vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.
20In quel giorno voi saprete che io
sono nel Padre e voi in me e io in voi. 21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva,
questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo
amerò e mi manifesterò a lui".
22Gli disse Giuda, non l'Iscariota:
"Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al
mondo?". 23Gli rispose Gesù: "Se uno mi
ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo
a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24Chi non mi ama non osserva le mie parole; la
parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha
mandato.
25Queste cose vi ho detto quando ero
ancora tra voi. 26Ma il Consolatore, lo
Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà
ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. 27Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come
la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e
non abbia timore. 28Avete udito che vi
ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che
io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. 29Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché
quando avverrà, voi crediate. 30Non
parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo;
egli non ha nessun potere su di me, 31ma bisogna che il mondo sappia che io amo il
Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato. Alzatevi,
andiamo via di qui".
15
1"Io sono la vera
vite e il Padre mio è il vignaiolo. 2Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo
toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più
frutto. 3Voi siete già mondi, per la
parola che vi ho annunziato. 4Rimanete
in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso
se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
5Io sono la vite, voi i tralci. Chi
rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non
potete far nulla. 6Chi non rimane in me
viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e
lo gettano nel fuoco e lo bruciano. 7Se
rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che
volete e vi sarà dato. 8In questo è
glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate
miei discepoli. 9Come il Padre ha amato
me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete
nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e
rimango nel suo amore. 11Questo vi ho
detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia
piena.
12Questo è il mio comandamento: che vi
amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. 13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare
la vita per i propri amici. 14Voi siete
miei amici, se farete ciò che io vi comando. 15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa
quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto
ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. 16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e
vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro
frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio
nome, ve lo conceda. 17Questo vi
comando: amatevi gli uni gli altri.
18Se il mondo vi
odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è
suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal
mondo, per questo il mondo vi odia. 20Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un
servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me,
perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola,
osserveranno anche la vostra. 21Ma
tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono
colui che mi ha mandato. 22Se non fossi
venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma
ora non hanno scusa per il loro peccato. 23Chi odia me, odia anche il Padre mio.
24Se non avessi fatto in mezzo a loro
opere che nessun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato;
ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio.
25Questo perché si adempisse la parola
scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza
ragione.
26Quando verrà il Consolatore che io vi
manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli
mi renderà testimonianza; 27e anche voi
mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal
principio.
16
1Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. 2Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. 3E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. 4Ma io vi ho detto queste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato.
Non ve le ho dette dal
principio, perché ero con voi.
5Ora però vado da colui che mi ha
mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai? 6Anzi, perché vi ho detto queste cose, la
tristezza ha riempito il vostro cuore. 7Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io
me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il
Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò.
8E quando sarà venuto, egli convincerà
il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio.
9Quanto al peccato, perché non credono
in me; 10quanto alla giustizia, perché
vado dal Padre e non mi vedrete più; 11quanto al giudizio, perché il principe di questo
mondo è stato giudicato.
12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per
il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi
guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà
tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.
14Egli mi glorificherà, perché prenderà
del mio e ve l'annunzierà. 15Tutto
quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che
prenderà del mio e ve l'annunzierà.
16Ancora un poco e
non mi vedrete; un po' ancora e mi vedrete". 17Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra
loro: "Che cos'è questo che ci dice: Ancora un poco e non mi
vedrete, e un po' ancora e mi vedrete, e questo: Perché vado al
Padre?". 18Dicevano perciò: "Che cos'è
mai questo "un poco" di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol
dire". 19Gesù capì che volevano
interrogarlo e disse loro: "Andate indagando tra voi perché ho
detto: Ancora un poco e non mi vedrete e un po' ancora e mi
vedrete? 20In verità, in verità vi
dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà.
Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in
gioia.
21La donna, quando partorisce, è
afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce
il bambino, non si ricorda più dell'afflizione per la gioia che è
venuto al mondo un uomo. 22Così anche
voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro
cuore si rallegrerà e 23nessuno vi
potrà togliere la vostra gioia. In quel giorno non mi domanderete
più nulla.
In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre
nel mio nome, egli ve la darà. 24Finora
non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché
la vostra gioia sia piena.
25Queste cose vi ho dette in
similitudini; ma verrà l'ora in cui non vi parlerò più in
similitudini, ma apertamente vi parlerò del Padre. 26In quel giorno chiederete nel mio nome e io non
vi dico che pregherò il Padre per voi: 27il Padre stesso vi ama, poiché voi mi avete
amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio. 28Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo;
ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre". 29Gli dicono i suoi discepoli: "Ecco, adesso parli
chiaramente e non fai più uso di similitudini. 30Ora conosciamo che sai tutto e non hai bisogno
che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da
Dio". 31Rispose loro Gesù: "Adesso
credete? 32Ecco, verrà l'ora, anzi è
già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi
lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con
me.
33Vi ho detto queste cose perché
abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate
fiducia; io ho vinto il mondo!".
17
1Così parlò Gesù.
Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre, è giunta l'ora,
glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te.
2Poiché tu gli hai dato potere sopra
ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro
che gli hai dato. 3Questa è la vita
eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai
mandato, Gesù Cristo. 4Io ti ho
glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da
fare. 5E ora, Padre, glorificami
davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il
mondo fosse.
6Ho fatto conoscere il tuo nome agli
uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed
essi hanno osservato la tua parola. 7Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato
vengono da te, 8perché le parole che
hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno
veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai
mandato. 9Io prego per loro; non prego
per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi.
10Tutte le cose mie sono tue e tutte le
cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. 11Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel
mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro
che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.
12Quand'ero con loro, io conservavo nel
tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro
è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si
adempisse la Scrittura. 13Ma ora io
vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché
abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. 14Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha
odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del
mondo.
15Non chiedo che tu li tolga dal mondo,
ma che li custodisca dal maligno. 16Essi non sono del mondo, come io non sono del
mondo. 17Consacrali nella verità. La
tua parola è verità. 18Come tu mi hai
mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; 19per loro io consacro me stesso, perché siano
anch'essi consacrati nella verità.
20Non prego solo per questi, ma anche
per quelli che per la loro parola crederanno in me; 21perché tutti siano una sola cosa. Come tu,
Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola,
perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
22E la gloria che tu hai dato a me, io
l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. 23Io in loro e tu in me, perché siano perfetti
nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati
come hai amato me.
24Padre, voglio che anche quelli che mi
hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia
gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della
creazione del mondo.
25Padre giusto, il mondo non ti ha
conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai
mandato. 26E io ho fatto conoscere loro
il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai
amato sia in essi e io in loro".
18
1Detto questo, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cèdron, dove c'era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli. 2Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli. 3Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e armi. 4Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: "Chi cercate?". 5Gli risposero: "Gesù, il Nazareno". Disse loro Gesù: "Sono io!". Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. 6Appena disse "Sono io", indietreggiarono e caddero a terra. 7Domandò loro di nuovo: "Chi cercate?". Risposero: "Gesù, il Nazareno". 8Gesù replicò: "Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano". 9Perché s'adempisse la parola che egli aveva detto: "Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato". 10Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. 11Gesù allora disse a Pietro: "Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?".
12Allora il
distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono
Gesù, lo legarono 13e lo condussero
prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo
sacerdote in quell'anno. 14Caifa poi
era quello che aveva consigliato ai Giudei: "È meglio che un uomo
solo muoia per il popolo".
15Intanto Simon Pietro seguiva Gesù
insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal
sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo
sacerdote; 16Pietro invece si fermò
fuori, vicino alla porta. Allora quell'altro discepolo, noto al
sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare
anche Pietro. 17E la giovane portinaia
disse a Pietro: "Forse anche tu sei dei discepoli di quest'uomo?".
Egli rispose: "Non lo sono". 18Intanto
i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo,
e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si
scaldava.
19Allora il sommo sacerdote interrogò
Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. 20Gesù gli rispose: "Io ho parlato al mondo
apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove
tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto.
21Perché interroghi me? Interroga
quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che
cosa ho detto". 22Aveva appena detto
questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù,
dicendo: "Così rispondi al sommo sacerdote?". 23Gli rispose Gesù: "Se ho parlato male,
dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi
percuoti?". 24Allora Anna lo mandò
legato a Caifa, sommo sacerdote.
25Intanto Simon Pietro stava là a
scaldarsi. Gli dissero: "Non sei anche tu dei suoi discepoli?".
Egli lo negò e disse: "Non lo sono". 26Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di
quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: "Non ti ho
forse visto con lui nel giardino?". 27Pietro negò di nuovo, e subito un gallo
cantò.
28Allora condussero
Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non
vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare
la Pasqua. 29Uscì dunque Pilato verso
di loro e domandò: "Che accusa portate contro quest'uomo?".
30Gli risposero: "Se non fosse un
malfattore, non te l'avremmo consegnato". 31Allora Pilato disse loro: "Prendetelo voi e
giudicatelo secondo la vostra legge!". Gli risposero i Giudei: "A
noi non è consentito mettere a morte nessuno". 32Così si adempivano le parole che Gesù aveva
detto indicando di quale morte doveva morire.
33Pilato allora rientrò nel pretorio,
fece chiamare Gesù e gli disse: "Tu sei il re dei Giudei?".
34Gesù rispose: "Dici questo da te
oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?". 35Pilato rispose: "Sono io forse Giudeo? La tua
gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai
fatto?". 36Rispose Gesù: "Il mio regno
non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i
miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai
Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù". 37Allora Pilato gli disse: "Dunque tu sei re?".
Rispose Gesù: "Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e
per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla
verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce". 38Gli dice Pilato: "Che cos'è la verità?". E detto
questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: "Io non trovo in
lui nessuna colpa. 39Vi è tra voi
l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io
vi liberi il re dei Giudei?". 40Allora
essi gridarono di nuovo: "Non costui, ma Barabba!". Barabba era un
brigante.
19
1Allora Pilato fece
prendere Gesù e lo fece flagellare. 2E
i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo
e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano
davanti e gli dicevano: 3"Salve, re dei
Giudei!". E gli davano schiaffi. 4Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: "Ecco,
io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui
nessuna colpa". 5Allora Gesù uscì,
portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato
disse loro: "Ecco l'uomo!". 6Al vederlo
i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: "Crocifiggilo,
crocifiggilo!". Disse loro Pilato: "Prendetelo voi e
crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa". 7Gli risposero i Giudei: "Noi abbiamo una legge e
secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di
Dio".
8All'udire queste parole, Pilato ebbe
ancor più paura 9ed entrato di nuovo
nel pretorio disse a Gesù: "Di dove sei?". Ma Gesù non gli diede
risposta. 10Gli disse allora Pilato:
"Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il
potere di metterti in croce?". 11Rispose Gesù: "Tu non avresti nessun potere su
di me, se non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha
consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande".
12Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: "Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare". 13Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. 14Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: "Ecco il vostro re!". 15Ma quelli gridarono: "Via, via, crocifiggilo!". Disse loro Pilato: "Metterò in croce il vostro re?". Risposero i sommi sacerdoti: "Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare". 16Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.
17Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, 18dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo. 19Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: "Gesù il Nazareno, il re dei Giudei". 20Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. 21I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: "Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei". 22Rispose Pilato: "Ciò che ho scritto, ho scritto".
23I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. 24Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura:
Si son
divise tra loro le mie vesti
e sulla mia tunica han gettato la sorte.
E i soldati fecero proprio così.
25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. 26Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". 27Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
28Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete". 29Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. 30E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E, chinato il capo, spirò.
31Era il giorno
della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in
croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel
sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e
fossero portati via. 32Vennero dunque i
soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era
stato crocifisso insieme con lui. 33Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto,
non gli spezzarono le gambe, 34ma uno
dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì
sangue e acqua.
35Chi ha visto ne dà testimonianza e la
sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche
voi crediate. 36Questo infatti avvenne
perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà
spezzato alcun osso. 37E un altro
passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno
lo sguardo a colui che hanno trafitto.
38Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. 39Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. 40Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. 41Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. 42Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.
20
1Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!". 3Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, 7e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. 10I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.
11Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: "Donna, perché piangi?". Rispose loro: "Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto". 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. 15Le disse Gesù: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?". Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: "Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo". 16Gesù le disse: "Maria!". Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: "Rabbunì!", che significa: Maestro! 17Gesù le disse: "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro". 18Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: "Ho visto il Signore" e anche ciò che le aveva detto.
19La sera di quello
stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le
porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei
Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a
voi!". 20Detto questo, mostrò loro le
mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
21Gesù disse loro di nuovo: "Pace a
voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". 22Dopo aver detto questo, alitò su di loro e
disse: "Ricevete lo Spirito Santo; 23a
chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li
rimetterete, resteranno non rimessi".
24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato
Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dissero allora gli altri discepoli: "Abbiamo
visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani
il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non
metto la mia mano nel suo costato, non crederò".
26Otto giorni dopo i discepoli erano di
nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte
chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!".
27Poi disse a Tommaso: "Metti qua il
tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel
mio costato; e non essere più incredulo ma credente!". 28Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!".
29Gesù gli disse: "Perché mi hai
veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto
crederanno!".
30Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. 31Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
21
1Dopo questi fatti,
Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si
manifestò così: 2si trovavano insieme
Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i
figli di Zebedèo e altri due discepoli. 3Disse loro Simon Pietro: "Io vado a pescare". Gli
dissero: "Veniamo anche noi con te". Allora uscirono e salirono
sulla barca; ma in quella notte non presero nulla.
4Quando già era l'alba Gesù si presentò
sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù.
5Gesù disse loro: "Figlioli, non avete
nulla da mangiare?". Gli risposero: "No". 6Allora disse loro: "Gettate la rete dalla parte
destra della barca e troverete". La gettarono e non potevano più
tirarla su per la gran quantità di pesci. 7Allora quel discepolo che Gesù amava disse a
Pietro: "È il Signore!". Simon Pietro appena udì che era il
Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e
si gettò in mare. 8Gli altri discepoli
invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci:
infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di
metri.
9Appena scesi a terra, videro un fuoco
di brace con del pesce sopra, e del pane. 10Disse loro Gesù: "Portate un po' del pesce che
avete preso or ora". 11Allora Simon
Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di
centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non
si spezzò. 12Gesù disse loro: "Venite a
mangiare". E nessuno dei discepoli osava domandargli: "Chi sei?",
poiché sapevano bene che era il Signore.
13Allora Gesù si avvicinò, prese il
pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. 14Questa era la terza volta che Gesù si
manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai
morti.
15Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a
Simon Pietro: "Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di
costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio
bene". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". 16Gli disse di nuovo: "Simone di Giovanni, mi vuoi
bene?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio
bene". Gli disse: "Pasci le mie pecorelle". 17Gli disse per la terza volta: "Simone di
Giovanni, mi vuoi bene?". Pietro rimase addolorato che per la terza
volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: "Signore, tu sai
tutto; tu sai che ti voglio bene". Gli rispose Gesù: "Pasci le mie
pecorelle. 18In verità, in verità ti
dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi
dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un
altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi".
19Questo gli disse per indicare con
quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse:
"Seguimi".
20Pietro allora, voltatosi, vide che li
seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era
trovato al suo fianco e gli aveva domandato: "Signore, chi è che ti
tradisce?". 21Pietro dunque, vedutolo,
disse a Gesù: "Signore, e lui?". 22Gesù
gli rispose: "Se voglio che egli rimanga finché io venga, che
importa a te? Tu seguimi". 23Si diffuse
perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto.
Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: "Se voglio
che rimanga finché io venga, che importa a te?".
24Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. 25Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
Atti degli Apostoli
1
1Nel mio primo libro
ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò
dal principio 2fino al giorno in cui,
dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello
Spirito Santo, egli fu assunto in cielo.
3Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la
sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e
parlando del regno di Dio. 4Mentre si
trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da
Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre
"quella, disse, che voi avete udito da me: 5Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece
sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti
giorni".
6Così venutisi a
trovare insieme gli domandarono: "Signore, è questo il tempo in cui
ricostituirai il regno di Israele?". 7Ma egli rispose: "Non spetta a voi conoscere i
tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta,
8ma avrete forza dallo Spirito Santo
che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in
tutta la Giudea e la Samarìa e fino agli estremi confini della
terra".
9Detto questo, fu elevato in alto sotto
i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. 10E poiché essi stavano fissando il cielo mentre
egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono
a loro e dissero: 11"Uomini di Galilea,
perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra
voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in
cui l'avete visto andare in cielo".
12Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. 13Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. 14Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.
15In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli (il numero delle persone radunate era circa centoventi) e disse: 16"Fratelli, era necessario che si adempisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono Gesù. 17Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. 18Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere. 19La cosa è divenuta così nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel terreno è stato chiamato nella loro lingua Akeldamà, cioè Campo di sangue. 20Infatti sta scritto nel libro dei Salmi:
La sua
dimora diventi deserta, e nessuno vi abiti,
e:
il suo incarico lo prenda un
altro.
21Bisogna dunque che
tra coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il
Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, 22incominciando dal battesimo di Giovanni fino al
giorno in cui è stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga,
insieme a noi, testimone della sua risurrezione".
23Ne furono proposti due, Giuseppe
detto Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia.
24Allora essi pregarono dicendo: "Tu,
Signore, che conosci il cuore di tutti, mostraci quale di questi
due hai designato 25a prendere il posto
in questo ministero e apostolato che Giuda ha abbandonato per
andarsene al posto da lui scelto". 26Gettarono quindi le sorti su di loro e la sorte
cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.
2
1Mentre il giorno di
Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello
stesso luogo. 2Venne all'improvviso dal
cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì
tutta la casa dove si trovavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco che si
dividevano e si posarono su ciascuno di loro; 4ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e
cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il
potere d'esprimersi.
5Si trovavano allora in Gerusalemme
Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. 6Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase
sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.
7Erano stupefatti e fuori di sé per lo
stupore dicevano: "Costoro che parlano non sono forse tutti
Galilei? 8E com'è che li sentiamo
ciascuno parlare la nostra lingua nativa? 9Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della
Mesopotàmia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia,
10della Frigia e della Panfilia,
dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di
Roma, 11Ebrei e prosèliti, Cretesi e
Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di
Dio". 12Tutti erano stupiti e
perplessi, chiedendosi l'un l'altro: "Che significa questo?".
13Altri invece li deridevano e
dicevano: "Si sono ubriacati di mosto".
14Allora Pietro,
levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così:
"Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia
ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: 15Questi uomini non sono ubriachi come voi
sospettate, essendo appena le nove del mattino. 16Accade invece quello che predisse il profeta
Gioèle:
17Negli ultimi giorni, dice il
Signore,
Io
effonderò il mio Spirito sopra ogni persona;
i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno dei sogni.
18E anche sui miei
servi e sulle mie serve
in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi
profeteranno.
19Farò prodigi
in alto nel cielo
e segni in basso sulla terra,
sangue, fuoco e nuvole di fumo.
20Il sole si muterà
in tenebra e la luna in sangue,
prima che giunga il giorno del Signore,
giorno grande e splendido.
21Allora chiunque
invocherà il nome del Signore sarà salvato.
22Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -, 23dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. 24Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. 25Dice infatti Davide a suo riguardo:
Contemplavo
sempre il Signore innanzi a me;
poiché egli sta alla mia destra, perché io non
vacilli.
26Per questo si
rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua;
ed anche la mia carne riposerà nella speranza,
27perché tu non
abbandonerai l'anima mia negli inferi,
né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione.
28Mi hai fatto
conoscere le vie della vita,
mi colmerai di gioia con la tua presenza.
29Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi. 30Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, 31previde la risurrezione di Cristo e ne parlò:
questi non
fu abbandonato negli inferi,
né la sua carne vide corruzione.
32Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. 33Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. 34Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice:
Disse il
Signore al mio Signore:
siedi alla mia destra,
35finché io ponga i
tuoi nemici
come sgabello ai tuoi piedi.
36Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!".
37All'udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?". 38E Pietro disse: "Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. 39Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro". 40Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: "Salvatevi da questa generazione perversa". 41Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.
42Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. 43Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 44Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; 45chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, 47lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. 48Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.
3
1Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. 2Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta "Bella" a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. 3Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. 4Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: "Guarda verso di noi". 5Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. 6Ma Pietro gli disse: "Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!". 7E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono 8e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. 9Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio 10e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.
11Mentr'egli si
teneva accanto a Pietro e Giovanni, tutto il popolo fuor di sé per
lo stupore accorse verso di loro al portico detto di Salomone.
12Vedendo ciò, Pietro disse al popolo:
"Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo e continuate a
fissarci come se per nostro potere e nostra pietà avessimo fatto
camminare quest'uomo? 13Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei
nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete
consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso
di liberarlo; 14voi invece avete
rinnegato il Santo e il Giusto, avete chiesto che vi fosse graziato
un assassino 15e avete ucciso l'autore
della vita. Ma Dio l'ha risuscitato dai morti e di questo noi siamo
testimoni. 16Proprio per la fede
riposta in lui il nome di Gesù ha dato vigore a quest'uomo che voi
vedete e conoscete; la fede in lui ha dato a quest'uomo la perfetta
guarigione alla presenza di tutti voi.
17Ora, fratelli, io so che voi avete
agito per ignoranza, così come i vostri capi; 18Dio però ha adempiuto così ciò che aveva
annunziato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo
sarebbe morto. 19Pentitevi dunque e
cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati 20e così possano giungere i tempi della
consolazione da parte del Signore ed egli mandi quello che vi aveva
destinato come Messia, cioè Gesù. 21Egli dev'esser accolto in cielo fino ai tempi
della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin
dall'antichità, per bocca dei suoi santi profeti. 22Mosè infatti disse: Il
Signore vostro Dio vi farà sorgere un profeta come me in mezzo ai
vostri fratelli; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi
dirà. 23E
chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al
popolo. 24Tutti i profeti, a
cominciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito,
annunziarono questi giorni.
25Voi siete i figli dei profeti e
dell'alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad
Abramo: Nella tua discendenza saranno benedette
tutte le famiglie della terra. 26Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l'ha
mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione e perché
ciascuno si converta dalle sue iniquità".
4
1Stavano ancora
parlando al popolo, quando sopraggiunsero i sacerdoti, il capitano
del tempio e i sadducei, 2irritati per
il fatto che essi insegnavano al popolo e annunziavano in Gesù la
risurrezione dai morti. 3Li arrestarono
e li portarono in prigione fino al giorno dopo, dato che era ormai
sera. 4Molti però di quelli che avevano
ascoltato il discorso credettero e il numero degli uomini raggiunse
circa i cinquemila.
5Il giorno dopo si radunarono in
Gerusalemme i capi, gli anziani e gli scribi, 6il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni,
Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti.
7Fattili comparire davanti a loro, li
interrogavano: "Con quale potere o in nome di chi avete fatto
questo?". 8Allora Pietro, pieno di
Spirito Santo, disse loro: "Capi del popolo e anziani, 9visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio
recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la
salute, 10la cosa sia nota a tutti voi
e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno,
che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui
vi sta innanzi sano e salvo. 11Questo
Gesù è
la pietra
che, scartata da voi, costruttori,
è diventata testata d'angolo.
12In nessun altro
c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il
cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati".
13Vedendo la franchezza di Pietro e di
Giovanni e considerando che erano senza istruzione e popolani,
rimanevano stupefatti riconoscendoli per coloro che erano stati con
Gesù; 14quando poi videro in piedi
vicino a loro l'uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa
rispondere. 15Li fecero uscire dal
sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: 16"Che dobbiamo fare a questi uomini? Un miracolo
evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto
a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo.
17Ma perché la cosa non si divulghi di
più tra il popolo, diffidiamoli dal parlare più ad alcuno in nome
di lui". 18E, richiamatili, ordinarono
loro di non parlare assolutamente né di insegnare nel nome di Gesù.
19Ma Pietro e Giovanni replicarono: "Se
sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo
voi stessi; 20noi non possiamo tacere
quello che abbiamo visto e ascoltato". 21Quelli allora, dopo averli ulteriormente
minacciati, non trovando motivi per punirli, li rilasciarono a
causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l'accaduto.
22L'uomo infatti sul quale era avvenuto
il miracolo della guarigione aveva più di quarant'anni.
23Appena rimessi in libertà, andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto i sommi sacerdoti e gli anziani. 24All'udire ciò, tutti insieme levarono la loro voce a Dio dicendo: "Signore, tu che hai creato il cielo, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, 25tu che per mezzo dello Spirito Santo dicesti per bocca del nostro padre, il tuo servo Davide:
Perché si
agitarono le genti
e i popoli tramarono cose vane?
26Si sollevarono i
re della terra
e i principi si radunarono insieme,
contro il Signore e contro il suo Cristo;
27davvero in questa
città si radunarono insieme contro il tuo
santo servo Gesù, che hai unto come Cristo, Erode e Ponzio Pilato
con le genti e i popoli d'Israele, 28per compiere ciò che la tua mano e la tua
volontà avevano preordinato che avvenisse. 29Ed ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro
minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare con tutta franchezza
la tua parola. 30Stendi la mano perché
si compiano guarigioni, miracoli e prodigi nel nome del tuo santo
servo Gesù".
31Quand'ebbero terminato la preghiera,
il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono pieni di
Spirito Santo e annunziavano la parola di Dio con
franchezza.
32La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. 33Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. 34Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo di ciò che era stato venduto 35e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.
36Così Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Bàrnaba, che significa "figlio dell'esortazione", un levita originario di Cipro, 37che era padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò l'importo deponendolo ai piedi degli apostoli.
5
1Un uomo di nome
Ananìa con la moglie Saffìra vendette un suo podere 2e, tenuta per sé una parte dell'importo d'accordo
con la moglie, consegnò l'altra parte deponendola ai piedi degli
apostoli. 3Ma Pietro gli disse:
"Ananìa, perché mai satana si è così impossessato del tuo cuore che
tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del
prezzo del terreno? 4Prima di venderlo,
non era forse tua proprietà e, anche venduto, il ricavato non era
sempre a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a
quest'azione? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio".
5All'udire queste parole, Ananìa cadde
a terra e spirò. E un timore grande prese tutti quelli che
ascoltavano. 6Si alzarono allora i più
giovani e, avvoltolo in un lenzuolo, lo portarono fuori e lo
seppellirono.
7Avvenne poi che, circa tre ore più
tardi, entrò anche sua moglie, ignara dell'accaduto. 8Pietro le chiese: "Dimmi: avete venduto il campo
a tal prezzo?". Ed essa: "Sì, a tanto". 9Allora Pietro le disse: "Perché vi siete
accordati per tentare lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta i
passi di coloro che hanno seppellito tuo marito e porteranno via
anche te". 10D'improvviso cadde ai
piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la trovarono
morta e, portatala fuori, la seppellirono accanto a suo marito.
11E un grande timore si diffuse in
tutta la Chiesa e in quanti venivano a sapere queste
cose.
12Molti miracoli e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; 13degli altri, nessuno osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. 14Intanto andava aumentando il numero degli uomini e delle donne che credevano nel Signore 15fino al punto che portavano gli ammalati nelle piazze, ponendoli su lettucci e giacigli, perché, quando Pietro passava, anche solo la sua ombra coprisse qualcuno di loro. 16Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti immondi e tutti venivano guariti.
17Si alzò allora il sommo sacerdote e quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducei, pieni di livore, 18e fatti arrestare gli apostoli li fecero gettare nella prigione pubblica. 19Ma durante la notte un angelo del Signore aprì le porte della prigione, li condusse fuori e disse: 20"Andate, e mettetevi a predicare al popolo nel tempio tutte queste parole di vita". 21Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare.
Quando arrivò il sommo
sacerdote con quelli della sua parte, convocarono il sinedrio e
tutti gli anziani dei figli d'Israele; mandarono quindi a prelevare
gli apostoli nella prigione. 22Ma gli
incaricati, giunti sul posto, non li trovarono nella prigione e
tornarono a riferire: 23"Abbiamo
trovato il carcere scrupolosamente sbarrato e le guardie ai loro
posti davanti alla porta, ma, dopo aver aperto, non abbiamo trovato
dentro nessuno". 24Udite queste parole,
il capitano del tempio e i sommi sacerdoti si domandavano perplessi
che cosa mai significasse tutto questo, 25quando arrivò un tale ad annunziare: "Ecco, gli
uomini che avete messo in prigione si trovano nel tempio a
insegnare al popolo".
26Allora il capitano uscì con le sue
guardie e li condusse via, ma senza violenza, per timore di esser
presi a sassate dal popolo. 27Li
condussero e li presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote
cominciò a interrogarli dicendo: 28"Vi
avevamo espressamente ordinato di non insegnare più nel nome di
costui, ed ecco voi avete riempito Gerusalemme della vostra
dottrina e volete far ricadere su di noi il sangue di quell'uomo".
29Rispose allora Pietro insieme agli
apostoli: "Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini.
30Il Dio dei nostri padri ha
risuscitato Gesù, che voi avevate ucciso appendendolo alla croce.
31Dio lo ha innalzato con la sua destra
facendolo capo e salvatore, per dare a Israele la grazia della
conversione e il perdono dei peccati. 32E di questi fatti siamo testimoni noi e lo
Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che si sottomettono a lui".
33All'udire queste cose essi si
irritarono e volevano metterli a morte.
34Si alzò allora nel
sinedrio un fariseo, di nome Gamalièle, dottore della legge,
stimato presso tutto il popolo. Dato ordine di far uscire per un
momento gli accusati, 35disse: "Uomini
di Israele, badate bene a ciò che state per fare contro questi
uomini. 36Qualche tempo fa venne Tèuda,
dicendo di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa
quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quanti s'erano lasciati
persuadere da lui si dispersero e finirono nel nulla. 37Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del
censimento, e indusse molta gente a seguirlo, ma anch'egli perì e
quanti s'erano lasciati persuadere da lui furono dispersi.
38Per quanto riguarda il caso presente,
ecco ciò che vi dico: Non occupatevi di questi uomini e lasciateli
andare. Se infatti questa teoria o questa attività è di origine
umana, verrà distrutta; 39ma se essa
viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di
trovarvi a combattere contro Dio!".
40Seguirono il suo parere e, richiamati
gli apostoli, li fecero fustigare e ordinarono loro di non
continuare a parlare nel nome di Gesù; quindi li rimisero in
libertà. 41Ma essi se ne andarono dal
sinedrio lieti di essere stati oltraggiati per amore del nome di
Gesù. 42E ogni giorno, nel tempio e a
casa, non cessavano di insegnare e di portare il lieto annunzio che
Gesù è il Cristo.
6
1In quei giorni,
mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento fra
gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano trascurate le loro
vedove nella distribuzione quotidiana. 2Allora i Dodici convocarono il gruppo dei
discepoli e dissero: "Non è giusto che noi trascuriamo la parola di
Dio per il servizio delle mense. 3Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini
di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali
affideremo quest'incarico. 4Noi,
invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola".
5Piacque questa proposta a tutto il
gruppo ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo,
Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timòne, Parmenàs e Nicola, un proselito
di Antiòchia. 6Li presentarono quindi
agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le
mani.
7Intanto la parola di Dio si diffondeva
e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a
Gerusalemme; anche un gran numero di sacerdoti aderiva alla
fede.
8Stefano intanto,
pieno di grazia e di fortezza, faceva grandi prodigi e miracoli tra
il popolo. 9Sorsero allora alcuni della
sinagoga detta dei "liberti" comprendente anche i Cirenei, gli
Alessandrini e altri della Cilicia e dell'Asia, a disputare con
Stefano, 10ma non riuscivano a
resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava. 11Perciò sobillarono alcuni che dissero: "Lo
abbiamo udito pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro
Dio". 12E così sollevarono il popolo,
gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e
lo trascinarono davanti al sinedrio. 13Presentarono quindi dei falsi testimoni, che
dissero: "Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo
sacro e contro la legge. 14Lo abbiamo
udito dichiarare che Gesù il Nazareno distruggerà questo luogo e
sovvertirà i costumi tramandatici da Mosè".
15E tutti quelli che sedevano nel
sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come
quello di un angelo.
7
1Gli disse allora il
sommo sacerdote: "Queste cose stanno proprio così?". 2Ed egli rispose: "Fratelli e padri, ascoltate: il
Dio della gloria apparve al nostro padre
Abramo quando era ancora in Mesopotamia, prima che egli si
stabilisse in Carran, 3e gli disse: Esci dalla tua terra e dalla tua gente e
va' nella terra che io ti indicherò. 4Allora, uscito dalla terra dei Caldei, si stabilì
in Carran; di là, dopo la morte del padre, Dio lo fece emigrare in
questo paese dove voi ora abitate, 5ma
non gli diede alcuna proprietà in esso, neppure
quanto l'orma di un piede, ma gli promise di darlo in possesso a lui e alla sua discendenza dopo
di lui, sebbene non avesse ancora figli. 6Poi Dio parlò così: La
discendenza di Abramo sarà pellegrina in terra straniera, tenuta in
schiavitù e oppressione per quattrocento anni. 7Ma del popolo di cui saranno
schiavi io farò giustizia, disse Dio: dopo
potranno uscire e mi adoreranno in questo luogo. 8E gli diede l'alleanza della circoncisione. E
così Abramo generò Isacco e lo circoncise
l'ottavo giorno e Isacco generò Giacobbe e Giacobbe i dodici
patriarchi. 9Ma i patriarchi, gelosi di Giuseppe, lo vendettero schiavo in Egitto. Dio però era con lui 10e lo liberò da tutte le sue afflizioni e
gli diede grazia e saggezza davanti al faraone re d'Egitto, il quale lo nominò
amministratore dell'Egitto e di tutta la sua casa. 11Venne una carestia su tutto
l'Egitto e in Canaan e una grande
miseria, e i nostri padri non trovavano da mangiare. 12Avendo udito Giacobbe che in
Egitto c'era del grano, vi inviò i nostri padri una prima
volta; 13la seconda volta Giuseppe
si fece riconoscere dai suoi fratelli e fu
nota al faraone la sua origine. 14Giuseppe allora mandò a chiamare Giacobbe suo
padre e tutta la sua parentela, settantacinque
persone in tutto. 15E Giacobbe
si recò in Egitto, e qui egli morì come
anche i nostri padri; 16essi furono poi trasportati in Sichem e posti
nel sepolcro che Abramo aveva acquistato e
pagato in denaro dai figli di Emor, a
Sichem.
17Mentre si avvicinava il tempo della
promessa fatta da Dio ad Abramo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto, 18finché salì al trono
d'Egitto un altro re, che non conosceva Giuseppe. 19Questi, adoperando l'astuzia
contro la nostra gente, perseguitò i nostri padri fino a
costringerli a esporre i loro figli, perché non sopravvivessero. 20In
quel tempo nacque Mosè e piacque a Dio; egli fu
allevato per tre mesi nella casa paterna, poi, 21essendo stato esposto, lo
raccolse la figlia del faraone e lo allevò come figlio. 22Così Mosè
venne istruito in tutta la sapienza degli Egiziani ed era potente
nelle parole e nelle opere. 23Quando
stava per compiere i quarant'anni, gli venne l'idea di far visita
ai suoi fratelli, i figli di Israele,
24e vedendone uno trattato
ingiustamente, ne prese le difese e vendicò l'oppresso, uccidendo l'Egiziano. 25Egli pensava che i suoi connazionali avrebbero
capito che Dio dava loro salvezza per mezzo suo, ma essi non
compresero. 26Il giorno dopo si
presentò in mezzo a loro mentre stavano litigando e si adoperò per
metterli d'accordo, dicendo: Siete fratelli; perché vi insultate
l'un l'altro? 27Ma quello che maltrattava il vicino lo respinse,
dicendo: Chi ti ha nominato capo e giudice
sopra di noi? 28Vuoi forse uccidermi, come hai ucciso ieri
l'Egiziano? 29Fuggì via Mosè a queste parole, e andò ad abitare nella
terra di Madian, dove ebbe due figli.
30Passati quarant'anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo, in mezzo alla fiamma di un roveto
ardente. 31Mosè rimase stupito di
questa visione; e mentre si avvicinava per veder meglio, si udì la
voce del Signore: 32Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di
Isacco e di Giacobbe. Esterrefatto, Mosè non osava guardare.
33Allora il Signore
gli disse: Togliti dai piedi i calzari, perché il luogo in cui stai
è terra santa. 34Ho visto l'afflizione del mio popolo in Egitto, ho udito
il loro gemito e sono sceso a liberarli; ed ora vieni, che ti mando
in Egitto. 35Questo Mosè che
avevano rinnegato dicendo: Chi ti ha nominato
capo e giudice?, proprio lui Dio aveva mandato per esser capo e
liberatore, parlando per mezzo dell'angelo che gli era apparso nel
roveto. 36Egli li fece uscire,
compiendo miracoli e prodigi nella terra
d'Egitto, nel Mare Rosso, e nel deserto per
quarant'anni. 37Egli è quel Mosè
che disse ai figli d'Israele: Dio vi farà
sorgere un profeta tra i vostri fratelli, al pari di me.
38Egli è colui che, mentre erano
radunati nel deserto, fu mediatore tra l'angelo che gli parlava sul
monte Sinai e i nostri padri; egli ricevette parole di vita da
trasmettere a noi. 39Ma i nostri padri
non vollero dargli ascolto, lo respinsero e si
volsero in cuor loro verso l'Egitto,
40dicendo ad Aronne: Fa' per noi una divinità che ci vada innanzi, perché a
questo Mosè che ci condusse fuori dall'Egitto non sappiamo che cosa
sia accaduto. 41E in quei giorni
fabbricarono un vitello e offrirono
sacrifici all'idolo e si rallegrarono per l'opera delle loro
mani. 42Ma Dio si ritrasse da loro e li
abbandonò al culto dell'esercito del cielo,
come è scritto nel libro dei Profeti:
43Mi avete forse offerto vittime e sacrifici
per quarant'anni nel deserto, o casa d'Israele?
Avete preso con voi la tenda di Mòloch,
e la stella del dio Refàn,
simulacri che vi siete fabbricati per adorarli!
Perciò vi deporterò al di là di
Babilonia.
44I nostri padri avevano nel deserto la tenda della testimonianza, come aveva ordinato colui che disse a Mosè di costruirla secondo il modello che aveva visto. 45E dopo averla ricevuta, i nostri padri con Giosuè se la portarono con sé nella conquista dei popoli che Dio scacciò davanti a loro, fino ai tempi di Davide. 46Questi trovò grazia innanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora per il Dio di Giacobbe; 47Salomone poi gli edificò una casa. 48Ma l'Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d'uomo, come dice il Profeta:
49Il cielo è il mio trono
e la terra sgabello per i miei piedi.
Quale casa potrete edificarmi, dice il Signore,
o quale sarà il luogo del mio riposo?
50Non forse la mia
mano ha creato tutte queste cose?
51O gente testarda e pagana nel cuore e nelle
orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo; come i
vostri padri, così anche voi. 52Quale
dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero
quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora
siete divenuti traditori e uccisori; 53voi che avete ricevuto la legge per mano degli
angeli e non l'avete osservata".
54All'udire queste cose, fremevano in
cuor loro e digrignavano i denti contro di lui.
55Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra 56e disse: "Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio". 57Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui, 58lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. 59E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: "Signore Gesù, accogli il mio spirito". 60Poi piegò le ginocchia e gridò forte: "Signore, non imputar loro questo peccato". Detto questo, morì.
8
1Saulo era fra
coloro che approvarono la sua uccisione. In quel giorno scoppiò una
violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme e tutti, ad
eccezione degli apostoli, furono dispersi nelle regioni della
Giudea e della Samarìa. 2Persone pie
seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui. 3Saulo intanto infuriava contro la Chiesa ed
entrando nelle case prendeva uomini e donne e li faceva mettere in
prigione.
4Quelli però che erano stati dispersi
andavano per il paese e diffondevano la parola di Dio.
5Filippo, sceso in una città della Samarìa, cominciò a predicare loro il Cristo. 6E le folle prestavano ascolto unanimi alle parole di Filippo sentendolo parlare e vedendo i miracoli che egli compiva. 7Da molti indemoniati uscivano spiriti immondi, emettendo alte grida e molti paralitici e storpi furono risanati. 8E vi fu grande gioia in quella città.
9V'era da tempo in
città un tale di nome Simone, dedito alla magia, il quale mandava
in visibilio la popolazione di Samarìa, spacciandosi per un gran
personaggio. 10A lui aderivano tutti,
piccoli e grandi, esclamando: "Questi è la potenza di Dio, quella
che è chiamata Grande". 11Gli davano
ascolto, perché per molto tempo li aveva fatti strabiliare con le
sue magie. 12Ma quando cominciarono a
credere a Filippo, che recava la buona novella del regno di Dio e
del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare.
13Anche Simone credette, fu battezzato
e non si staccava più da Filippo. Era fuori di sé nel vedere i
segni e i grandi prodigi che avvenivano.
14Frattanto gli apostoli, a
Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio
e vi inviarono Pietro e Giovanni.
15Essi discesero e pregarono per loro
perché ricevessero lo Spirito Santo; 16non era infatti ancora sceso sopra nessuno di
loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù.
17Allora imponevano loro le mani e
quelli ricevevano lo Spirito Santo.
18Simone, vedendo che lo Spirito veniva
conferito con l'imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro
del denaro 19dicendo: "Date anche a me
questo potere perché a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo
Spirito Santo". 20Ma Pietro gli
rispose: "Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato
pensare di acquistare con denaro il dono di Dio. 21Non v'è parte né sorte alcuna per te in questa
cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a
Dio. 22Pèntiti dunque di questa tua
iniquità e prega il Signore che ti sia perdonato questo pensiero.
23Ti vedo infatti chiuso in fiele amaro e in lacci d'iniquità". 24Rispose Simone: "Pregate voi per me il Signore,
perché non mi accada nulla di ciò che avete detto". 25Essi poi, dopo aver testimoniato e annunziato la
parola di Dio, ritornavano a Gerusalemme ed evangelizzavano molti
villaggi della Samarìa.
26Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: "Alzati, e va' verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta". 27Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etìope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, 28se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il profeta Isaia. 29Disse allora lo Spirito a Filippo: "Va' avanti, e raggiungi quel carro". 30Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: "Capisci quello che stai leggendo?". 31Quegli rispose: "E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?". E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. 32Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:
Come una
pecora fu condotto al macello
e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa,
così egli non apre la sua bocca.
33Nella sua
umiliazione il giudizio gli è stato
negato,
ma la sua posterità chi potrà mai descriverla?
Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita.
34E rivoltosi a Filippo l'eunuco disse: "Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?". 35Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. 36Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c'era acqua e l'eunuco disse: "Ecco qui c'è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?". 37. 38Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò. 39Quando furono usciti dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. 40Quanto a Filippo, si trovò ad Azoto e, proseguendo, predicava il vangelo a tutte le città, finché giunse a Cesarèa.
9
1Saulo frattanto,
sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore,
si presentò al sommo sacerdote 2e gli
chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere
autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne,
seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. 3E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per
avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo
4e cadendo a terra udì una voce che gli
diceva: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?". 5Rispose: "Chi sei, o Signore?". E la voce: "Io
sono Gesù, che tu perseguiti! 6Orsù,
alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare".
7Gli uomini che facevano il cammino con
lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo
nessuno. 8Saulo si alzò da terra ma,
aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo
condussero a Damasco, 9dove rimase tre
giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.
10Ora c'era a Damasco un discepolo di
nome Ananìa e il Signore in una visione gli disse: "Ananìa!".
Rispose: "Eccomi, Signore!". 11E il
Signore a lui: "Su, va' sulla strada chiamata Diritta, e cerca
nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco sta
pregando, 12e ha visto in visione un
uomo, di nome Ananìa, venire e imporgli le mani perché ricuperi la
vista". 13Rispose Ananìa: "Signore,
riguardo a quest'uomo ho udito da molti tutto il male che ha fatto
ai tuoi fedeli in Gerusalemme. 14Inoltre ha l'autorizzazione dai sommi sacerdoti
di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome". 15Ma il Signore disse: "Va', perché egli è per me
uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi ai popoli, ai
re e ai figli di Israele; 16e io gli
mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome". 17Allora Ananìa andò, entrò nella casa, gli impose
le mani e disse: "Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il
Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi,
perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo".
18E improvvisamente gli caddero dagli
occhi come delle squame e ricuperò la vista; fu subito battezzato,
19poi prese cibo e le forze gli
ritornarono.
Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, 20e subito nelle sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio. 21E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: "Ma costui non è quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocano questo nome ed era venuto qua precisamente per condurli in catene dai sommi sacerdoti?". 22Saulo frattanto si rinfrancava sempre più e confondeva i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo. 23Trascorsero così parecchi giorni e i Giudei fecero un complotto per ucciderlo; 24ma i loro piani vennero a conoscenza di Saulo. Essi facevano la guardia anche alle porte della città di giorno e di notte per sopprimerlo; 25ma i suoi discepoli di notte lo presero e lo fecero discendere dalle mura, calandolo in una cesta.
26Venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi con i discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo ancora che fosse un discepolo. 27Allora Bàrnaba lo prese con sé, lo presentò agli apostoli e raccontò loro come durante il viaggio aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. 28Così egli potè stare con loro e andava e veniva a Gerusalemme, parlando apertamente nel nome del Signore 29e parlava e discuteva con gli Ebrei di lingua greca; ma questi tentarono di ucciderlo. 30Venutolo però a sapere i fratelli, lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.
31La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samarìa; essa cresceva e camminava nel timore del Signore, colma del conforto dello Spirito Santo.
32E avvenne che mentre Pietro andava a far visita a tutti, si recò anche dai fedeli che dimoravano a Lidda. 33Qui trovò un uomo di nome Enea, che da otto anni giaceva su un lettuccio ed era paralitico. 34Pietro gli disse: "Enea, Gesù Cristo ti guarisce; alzati e rifatti il letto". E subito si alzò. 35Lo videro tutti gli abitanti di Lidda e del Saròn e si convertirono al Signore.
36A Giaffa c'era una
discepola chiamata Tabità, nome che significa "Gazzella", la quale
abbondava in opere buone e faceva molte elemosine. 37Proprio in quei giorni si ammalò e morì. La
lavarono e la deposero in una stanza al piano superiore.
38E poiché Lidda era vicina a Giaffa i
discepoli, udito che Pietro si trovava là, mandarono due uomini ad
invitarlo: "Vieni subito da noi!". 39E
Pietro subito andò con loro. Appena arrivato lo condussero al piano
superiore e gli si fecero incontro tutte le vedove in pianto che
gli mostravano le tuniche e i mantelli che Gazzella confezionava
quando era fra loro. 40Pietro fece
uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi rivolto alla salma
disse: "Tabità, alzati!". Ed essa aprì gli occhi, vide Pietro e si
mise a sedere. 41Egli le diede la mano
e la fece alzare, poi chiamò i credenti e le vedove, e la presentò
loro viva.
42La cosa si riseppe in tutta Giaffa, e
molti credettero nel Signore. 43Pietro
rimase a Giaffa parecchi giorni, presso un certo Simone
conciatore.
10
1C'era in Cesarèa un
uomo di nome Cornelio, centurione della coorte Italica, 2uomo pio e timorato di Dio con tutta la sua
famiglia; faceva molte elemosine al popolo e pregava sempre Dio.
3Un giorno verso le tre del pomeriggio
vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e
chiamarlo: "Cornelio!". 4Egli lo guardò
e preso da timore disse: "Che c'è, Signore?". Gli rispose: "Le tue
preghiere e le tue elemosine sono salite, in tua memoria, innanzi a
Dio. 5E ora manda degli uomini a Giaffa
e fa' venire un certo Simone detto anche Pietro. 6Egli è ospite presso un tal Simone conciatore, la
cui casa è sulla riva del mare". 7Quando l'angelo che gli parlava se ne fu andato,
Cornelio chiamò due dei suoi servitori e un pio soldato fra i suoi
attendenti e, 8spiegata loro ogni cosa,
li mandò a Giaffa.
9Il giorno dopo, mentre essi erano per
via e si avvicinavano alla città, Pietro salì verso mezzogiorno
sulla terrazza a pregare. 10Gli venne
fame e voleva prendere cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu
rapito in estasi. 11Vide il cielo
aperto e un oggetto che discendeva come una tovaglia grande, calata
a terra per i quattro capi. 12In essa
c'era ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e uccelli del
cielo. 13Allora risuonò una voce che
gli diceva: "Alzati, Pietro, uccidi e mangia!". 14Ma Pietro rispose: "No davvero, Signore, poiché
io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo". 15E la voce di nuovo a lui: "Ciò che Dio ha
purificato, tu non chiamarlo più profano". 16Questo accadde per tre volte; poi d'un tratto
quell'oggetto fu risollevato al cielo. 17Mentre Pietro si domandava perplesso tra sé e sé
che cosa significasse ciò che aveva visto, gli uomini inviati da
Cornelio, dopo aver domandato della casa di Simone, si fermarono
all'ingresso. 18Chiamarono e chiesero
se Simone, detto anche Pietro, alloggiava colà. 19Pietro stava ancora ripensando alla visione,
quando lo Spirito gli disse: "Ecco, tre uomini ti cercano;
20alzati, scendi e va' con loro senza
esitazione, perché io li ho mandati". 21Pietro scese incontro agli uomini e disse:
"Eccomi, sono io quello che cercate. Qual è il motivo per cui siete
venuti?". 22Risposero: "Il centurione
Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, stimato da tutto il popolo
dei Giudei, è stato avvertito da un angelo santo di invitarti nella
sua casa, per ascoltare ciò che hai da dirgli". 23Pietro allora li fece entrare e li
ospitò.
Il giorno seguente si mise in viaggio con loro e alcuni fratelli di
Giaffa lo accompagnarono. 24Il giorno
dopo arrivò a Cesarèa. Cornelio stava ad aspettarli ed aveva
invitato i congiunti e gli amici intimi. 25Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio
andandogli incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo.
26Ma Pietro lo rialzò, dicendo:
"Alzati: anch'io sono un uomo!". 27Poi,
continuando a conversare con lui, entrò e trovate riunite molte
persone disse loro: 28"Voi sapete che
non è lecito per un Giudeo unirsi o incontrarsi con persone di
altra razza; ma Dio mi ha mostrato che non si deve dire profano o
immondo nessun uomo. 29Per questo sono
venuto senza esitare quando mi avete mandato a chiamare. Vorrei
dunque chiedere: per quale ragione mi avete fatto venire?".
30Cornelio allora rispose: "Quattro
giorni or sono, verso quest'ora, stavo recitando la preghiera delle
tre del pomeriggio nella mia casa, quando mi si presentò un uomo in
splendida veste 31e mi disse: Cornelio,
sono state esaudite le tue preghiere e ricordate le tue elemosine
davanti a Dio. 32Manda dunque a Giaffa
e fa' venire Simone chiamato anche Pietro; egli è ospite nella casa
di Simone il conciatore, vicino al mare. 33Subito ho mandato a cercarti e tu hai fatto bene
a venire. Ora dunque tutti noi, al cospetto di Dio, siamo qui
riuniti per ascoltare tutto ciò che dal Signore ti è stato
ordinato".
34Pietro prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, 35ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. 36Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti. 37Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. 39E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, 40ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, 41non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio. 43Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome".
44Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso. 45E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; 46li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio. 47Allora Pietro disse: "Forse che si può proibire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?". 48E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Dopo tutto questo lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.
11
1Gli apostoli e i
fratelli che stavano nella Giudea vennero a sapere che anche i
pagani avevano accolto la parola di Dio. 2E quando Pietro salì a Gerusalemme, i circoncisi
lo rimproveravano dicendo: 3"Sei
entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con
loro!".
4Allora Pietro raccontò per ordine come
erano andate le cose, dicendo: 5"Io mi
trovavo in preghiera nella città di Giaffa e vidi in estasi una
visione: un oggetto, simile a una grande tovaglia, scendeva come
calato dal cielo per i quattro capi e giunse fino a me. 6Fissandolo con attenzione, vidi in esso
quadrupedi, fiere e rettili della terra e uccelli del cielo.
7E sentii una voce che mi diceva:
Pietro, àlzati, uccidi e mangia! 8Risposi: Non sia mai, Signore, poiché nulla di
profano e di immondo è entrato mai nella mia bocca. 9Ribattè nuovamente la voce dal cielo: Quello che
Dio ha purificato, tu non considerarlo profano. 10Questo avvenne per tre volte e poi tutto fu
risollevato di nuovo nel cielo. 11Ed
ecco, in quell'istante, tre uomini giunsero alla casa dove eravamo,
mandati da Cesarèa a cercarmi. 12Lo
Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me
anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell'uomo.
13Egli ci raccontò che aveva visto un
angelo presentarsi in casa sua e dirgli: Manda a Giaffa e fa'
venire Simone detto anche Pietro; 14egli ti dirà parole per mezzo delle quali sarai
salvato tu e tutta la tua famiglia. 15Avevo appena cominciato a parlare quando lo
Spirito Santo scese su di loro, come in principio era sceso su di
noi. 16Mi ricordai allora di quella
parola del Signore che diceva: Giovanni
battezzò con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito
Santo. 17Se dunque Dio ha dato a
loro lo stesso dono che a noi per aver creduto nel Signore Gesù
Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?".
18All'udir questo si calmarono e
cominciarono a glorificare Dio dicendo: "Dunque anche ai pagani Dio
ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!".
19Intanto quelli che
erano stati dispersi dopo la persecuzione scoppiata al tempo di
Stefano, erano arrivati fin nella Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e
non predicavano la parola a nessuno fuorché ai Giudei. 20Ma alcuni fra loro, cittadini di Cipro e di
Cirène, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci,
predicando la buona novella del Signore Gesù. 21E la mano del Signore era con loro e così un
gran numero credette e si convertì al Signore. 22La notizia giunse agli orecchi della Chiesa di
Gerusalemme, la quale mandò Bàrnaba ad Antiòchia.
23Quando questi giunse e vide la grazia
del Signore, si rallegrò e, 24da uomo
virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede, esortava
tutti a perseverare con cuore risoluto nel Signore. E una folla
considerevole fu condotta al Signore. 25Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per
cercare Saulo e trovatolo lo condusse ad Antiòchia. 26Rimasero insieme un anno intero in quella
comunità e istruirono molta gente; ad Antiòchia per la prima volta
i discepoli furono chiamati Cristiani.
27In questo tempo alcuni profeti scesero ad Antiòchia da Gerusalemme. 28E uno di loro, di nome Àgabo, alzatosi in piedi, annunziò per impulso dello Spirito che sarebbe scoppiata una grave carestia su tutta la terra. Ciò che di fatto avvenne sotto l'impero di Claudio. 29Allora i discepoli si accordarono, ciascuno secondo quello che possedeva, di mandare un soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea; 30questo fecero, indirizzandolo agli anziani, per mezzo di Bàrnaba e Saulo.
12
1In quel tempo il re
Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa
2e fece uccidere di spada Giacomo,
fratello di Giovanni. 3Vedendo che
questo era gradito ai Giudei, decise di arrestare anche Pietro.
Erano quelli i giorni degli Azzimi. 4Fattolo catturare, lo gettò in prigione,
consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati
ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo
la Pasqua. 5Pietro dunque era tenuto in
prigione, mentre una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla
Chiesa per lui. 6E in quella notte,
quando poi Erode stava per farlo comparire davanti al popolo,
Pietro piantonato da due soldati e legato con due catene stava
dormendo, mentre davanti alla porta le sentinelle custodivano il
carcere. 7Ed ecco gli si presentò un
angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il
fianco di Pietro, lo destò e disse: "Alzati, in fretta!". E le
catene gli caddero dalle mani. 8E
l'angelo a lui: "Mettiti la cintura e legati i sandali". Ecosì
fece. L'angelo disse: "Avvolgiti il mantello, e seguimi!".
9Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non
si era ancora accorto che era realtà ciò che stava succedendo per
opera dell'angelo: credeva infatti di avere una visione.
10Essi oltrepassarono la prima guardia
e la seconda e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città:
la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una
strada e a un tratto l'angelo si dileguò da lui. 11Pietro allora, rientrato in sé, disse: "Ora sono
veramente certo che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha
strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che si attendeva il
popolo dei Giudei". 12Dopo aver
riflettuto, si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni detto
anche Marco, dove si trovava un buon numero di persone raccolte in
preghiera. 13Appena ebbe bussato alla
porta esterna, una fanciulla di nome Rode si avvicinò per sentire
chi era. 14Riconosciuta la voce di
Pietro, per la gioia non aprì la porta, ma corse ad annunziare che
fuori c'era Pietro. 15"Tu vaneggi!" le
dissero. Ma essa insisteva che la cosa stava così. E quelli
dicevano: "È l'angelo di Pietro". 16Questi intanto continuava a bussare e quando
aprirono la porta e lo videro, rimasero stupefatti. 17Egli allora, fatto segno con la mano di tacere,
narrò come il Signore lo aveva tratto fuori del carcere, e
aggiunse: "Riferite questo a Giacomo e ai fratelli". Poi uscì e
s'incamminò verso un altro luogo.
18Fattosi giorno, c'era non poco
scompiglio tra i soldati: che cosa mai era accaduto di Pietro?
19Erode lo fece cercare accuratamente,
ma non essendo riuscito a trovarlo, fece processare i soldati e
ordinò che fossero messi a morte; poi scese dalla Giudea e
soggiornò a Cesarèa.
20Egli era infuriato contro i cittadini di Tiro e Sidone. Questi però si presentarono a lui di comune accordo e, dopo aver tratto alla loro causa Blasto, ciambellano del re, chiedevano pace, perché il loro paese riceveva i viveri dal paese del re. 21Nel giorno fissato Erode, vestito del manto regale e seduto sul podio, tenne loro un discorso. 22Il popolo acclamava: "Parola di un dio e non di un uomo!". 23Ma improvvisamente un angelo del Signore lo colpì, perché non aveva dato gloria a Dio; e roso, dai vermi, spirò.
24Intanto la parola di Dio cresceva e si diffondeva. 25Bàrnaba e Saulo poi, compiuta la loro missione, tornarono da Gerusalemme prendendo con loro Giovanni, detto anche Marco.
13
1C'erano nella comunità di Antiòchia profeti e dottori: Bàrnaba, Simeone soprannominato Niger, Lucio di Cirène, Manaèn, compagno d'infanzia di Erode tetrarca, e Saulo. 2Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: "Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati". 3Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono.
4Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, discesero a Selèucia e di qui salparono verso Cipro. 5Giunti a Salamina cominciarono ad annunziare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con loro anche Giovanni come aiutante. 6Attraversata tutta l'isola fino a Pafo, vi trovarono un tale, mago e falso profeta giudeo, di nome Bar-Iesus, 7al seguito del proconsole Sergio Paolo, persona di senno, che aveva fatto chiamare a sé Bàrnaba e Saulo e desiderava ascoltare la parola di Dio. 8Ma Elimas, il mago, - ciò infatti significa il suo nome - faceva loro opposizione cercando di distogliere il proconsole dalla fede. 9Allora Saulo, detto anche Paolo, pieno di Spirito Santo, fissò gli occhi su di lui e disse: 10"O uomo pieno di ogni frode e di ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, quando cesserai di sconvolgere le vie diritte del Signore? 11Ecco la mano del Signore è sopra di te: sarai cieco e per un certo tempo non vedrai il sole". Di colpo piombò su di lui oscurità e tenebra, e brancolando cercava chi lo guidasse per mano. 12Quando vide l'accaduto, il proconsole credette, colpito dalla dottrina del Signore.
13Salpati da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge di Panfilia. Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme. 14Essi invece proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia di Pisidia ed entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, si sedettero. 15Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagoga mandarono a dire loro: "Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!".
16Si alzò Paolo e
fatto cenno con la mano disse: "Uomini di Israele e voi timorati di
Dio, ascoltate. 17Il Dio di questo
popolo d'Israele scelse i nostri padri ed esaltò il popolo durante
il suo esilio in terra d'Egitto, e con braccio
potente li condusse via di là. 18Quindi, dopo essersi preso
cura di loro per circa quarant'anni nel deserto, 19distrusse sette popoli nel
paese di Canaan e concesse loro in eredità quelle terre,
20per circa quattrocentocinquanta anni.
Dopo questo diede loro dei Giudici, fino al profeta Samuele.
21Allora essi chiesero un re e Dio
diede loro Saul, figlio di Cis, della tribù di Beniamino, per
quaranta anni. 22E, dopo averlo rimosso
dal regno, suscitò per loro come re Davide, al quale rese questa
testimonianza: Ho trovato Davide, figlio di
Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli
adempirà tutti i miei voleri.
23Dalla discendenza di lui, secondo la
promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù. 24Giovanni aveva preparato la sua venuta
predicando un battesimo di penitenza a tutto il popolo d'Israele.
25Diceva Giovanni sul finire della sua
missione: Io non sono ciò che voi pensate che io sia! Ecco, viene
dopo di me uno, al quale io non sono degno di sciogliere i
sandali.
26Fratelli, figli della stirpe di
Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata
mandata questa parola di salvezza. 27Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro
capi non l'hanno riconosciuto e condannandolo hanno adempiuto le
parole dei profeti che si leggono ogni sabato; 28e, pur non avendo trovato in lui nessun motivo
di condanna a morte, chiesero a Pilato che fosse ucciso.
29Dopo aver compiuto tutto quanto era
stato scritto di lui, lo deposero dalla croce e lo misero nel
sepolcro. 30Ma Dio lo ha risuscitato
dai morti 31ed egli è apparso per molti
giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a
Gerusalemme, e questi ora sono i suoi testimoni davanti al
popolo.
32E noi vi annunziamo la buona novella
che la promessa fatta ai padri si è compiuta, 33poiché Dio l'ha attuata per noi, loro figli,
risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo
secondo:
Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato.
34E che Dio lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia mai più a tornare alla corruzione, è quanto ha dichiarato:
Darò a voi
le cose sante promesse a Davide, quelle
sicure.
35Per questo anche in un altro luogo dice:
Non
permetterai che il tuo santo subisca la
corruzione.
36Ora Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nella sua generazione, morì e fu unito ai suoi padri e subì la corruzione. 37Ma colui che Dio ha risuscitato, non ha subìto la corruzione. 38Vi sia dunque noto, fratelli, che per opera di lui vi viene annunziata la remissione dei peccati 39e che per lui chiunque crede riceve giustificazione da tutto ciò da cui non vi fu possibile essere giustificati mediante la legge di Mosè. 40Guardate dunque che non avvenga su di voi ciò che è detto nei Profeti:
41Mirate, beffardi,
stupite e nascondetevi,
poiché un'opera io compio ai vostri giorni,
un'opera che non credereste, se vi fosse
raccontata!".
42E, mentre uscivano, li pregavano di esporre ancora queste cose nel prossimo sabato. 43Sciolta poi l'assemblea, molti Giudei e proseliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi, intrattenendosi con loro, li esortavano a perseverare nella grazia di Dio.
44Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio. 45Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono pieni di gelosia e contraddicevano le affermazioni di Paolo, bestemmiando. 46Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: "Era necessario che fosse annunziata a voi per primi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco noi ci rivolgiamo ai pagani. 47Così infatti ci ha ordinato il Signore:
Io ti ho
posto come luce per le genti,
perché tu porti la salvezza sino all'estremità della
terra".
48Nell'udir ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola di Dio e abbracciarono la fede tutti quelli che erano destinati alla vita eterna. 49La parola di Dio si diffondeva per tutta la regione. 50Ma i Giudei sobillarono le donne pie di alto rango e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li scacciarono dal loro territorio. 51Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio, 52mentre i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.
14
1Anche ad Icònio essi entrarono nella sinagoga dei Giudei e vi parlarono in modo tale che un gran numero di Giudei e di Greci divennero credenti. 2Ma i Giudei rimasti increduli eccitarono e inasprirono gli animi dei pagani contro i fratelli. 3Rimasero tuttavia colà per un certo tempo e parlavano fiduciosi nel Signore, che rendeva testimonianza alla predicazione della sua grazia e concedeva che per mano loro si operassero segni e prodigi. 4E la popolazione della città si divise, schierandosi gli uni dalla parte dei Giudei, gli altri dalla parte degli apostoli. 5Ma quando ci fu un tentativo dei pagani e dei Giudei con i loro capi per maltrattarli e lapidarli, 6essi se ne accorsero e fuggirono nelle città della Licaònia, Listra e Derbe e nei dintorni, 7e là continuavano a predicare il vangelo.
8C'era a Listra un
uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non
aveva mai camminato. 9Egli ascoltava il
discorso di Paolo e questi, fissandolo con lo sguardo e notando che
aveva fede di esser risanato, 10disse a
gran voce: "Alzati diritto in piedi!". Egli fece un balzo e si mise
a camminare. 11La gente allora, al
vedere ciò che Paolo aveva fatto, esclamò in dialetto licaonio e
disse: "Gli dèi sono scesi tra di noi in figura umana!".
12E chiamavano Bàrnaba Zeus e Paolo
Hermes, perché era lui il più eloquente.
13Intanto il sacerdote di Zeus, il cui
tempio era all'ingresso della città, recando alle porte tori e
corone, voleva offrire un sacrificio insieme alla folla.
14Sentendo ciò, gli apostoli Bàrnaba e
Paolo si strapparono le vesti e si precipitarono tra la folla,
gridando: 15"Cittadini, perché fate
questo? Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi
predichiamo di convertirvi da queste vanità al Dio vivente
che ha fatto il cielo, la terra, il mare e
tutte le cose che in essi si trovano. 16Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che
ogni popolo seguisse la sua strada; 17ma non ha cessato di dar prova di sé
beneficando, concedendovi dal cielo piogge e stagioni ricche di
frutti, fornendovi il cibo e riempiendo di letizia i vostri cuori".
18E così dicendo, riuscirono a fatica a
far desistere la folla dall'offrire loro un sacrificio.