L’arte
L’ARTE È L’ESPRESSIONE DEL SÉ L’arte è davvero l’espressione del sé. Più il metodo è complesso e limitato, meno opportunità ci sono per esprimere il proprio senso di libertà.
L’ARTE E LA CONSAPEVOLEZZA SENZA SCELTA In ogni campo, gli artisti devono imparare a osservare in modo aperto, elaborare le loro osservazioni e poi esprimerle nelle opere.
L’ARTE INIZIA DALLE EMOZIONI L’arte deve sgorgare da un’esperienza o un’emozione dell’artista.
L’ARTE E L’EMOZIONE L’arte è comunicazione delle emozioni.
DIMENTICA LA MENTE E DIVENTA TUTT’UNO CON L’OPERA Se [uno] ha anche solo l’idea di mettere in bella mostra la propria arte, smette di essere un bravo artista, perché la sua mente «blocca» ogni movimento interiore. In tutte le cose, è importante dimenticare la «mente» e diventare tutt’uno con l’opera in gestazione.
L’ARTE RICHIEDE CREATIVITÀ E LIBERTÀ L’arte vive dove c’è assoluta libertà, perché altrimenti non può esserci creatività: l’arte non conosce la rigidità dell’ego.
L’ARTE NON È DECORATIVA L’arte non è mai decorazione né abbellimento; al contrario, è un’opera di illuminazione. In altre parole, è un mezzo per acquisire libertà.
LO SCOPO DELL’ARTE Lo scopo dell’arte è quello di proiettare una visione interiore nel mondo che ne è sprovvisto.
IL REQUISITO ARTISTICO Requisito per essere un artista: la purezza di cuore.
L’ARTE È TRASCENDENTE L’arte è un’espressione della vita e trascende sia il tempo che lo spazio.
L’ARTE È LA MUSICA DELL’ANIMA RESA VISIBILE Dietro ogni movimento c’è la musica dell’anima resa visibile. Altrimenti un movimento vuoto è come una parola vuota: non ha significato. Le posture senza un’adeguata trasmissione delle emozioni sono movimenti inanimati.
L’ARTE RICHIEDE UN’AZIONE SINCERA L’arte richiede un’azione immediata, onesta e sincera. Dobbiamo usare la nostra anima per dare nuova forma e nuovo significato alla natura o al mondo attraverso l’arte.
L’ARTE È COMPRENSIONE PSICHICA L’arte rivela se stessa nella comprensione psichica dell’intima essenza delle cose, dando forma al rapporto dell’uomo con il NULLA, con la natura dell’assoluto. La creazione artistica è la rivelazione psichica della personalità che affonda le sue radici nel NULLA. Ha l’effetto di approfondire la dimensione personale dell’anima.
L’ARTE SI SVILUPPA ATTRAVERSO UNA PROFONDA RIFLESSIONE L’arte richiede una completa padronanza delle tecniche, sviluppata attraverso una profonda riflessione interiore.
L’«ARTE SENZ’ARTE» È L’ARTE DELL’ANIMA L’«arte senz’arte» è il processo artistico interiore dell’artista, il cui significato è «arte dell’anima». Tutti i vari movimenti compiuti con i diversi strumenti rappresentano un passo avanti verso il mondo estetico assoluto dell’anima.
L’ABILITÀ ARTISTICA DEVE IRRADIARSI DALL’ANIMO UMANO Abilità artistica non significa, quindi, perfezione artistica. È piuttosto un mezzo costante nel tempo o un riflesso di certe fasi dello sviluppo psichico, la cui perfezione non va ricercata nella forma, ma deve irradiarsi dall’animo umano. L’attività artistica non consiste nell’arte stessa in quanto tale, ma penetra a un livello più profondo, dove confluiscono tutte le forme artistiche delle cose sperimentate interiormente, e dove l’armonia tra anima e cosmo nel nulla diventa reale.
IL COMPITO DELL’ARTE L’arte ha quindi il compito di esprimere nella creazione estetica le più profonde esperienze psichiche e personali di un essere umano, [così] da renderle intelligibili e generalmente riconosciute nel quadro globale di un mondo ideale.
L’ARTE RIFLETTE L’ANIMA È l’arte dell’anima pacificata: come la luna che si rispecchia in un lago profondo.
L’ARTISTA DEVE ESSERE UN ARTISTA DELLA VITA Lo scopo supremo è quello di usare la sua attività quotidiana per diventare un maestro di vita, padroneggiando così l’arte di vivere. I maestri in tutti i campi dell’arte devono prima essere maestri del vivere, perché l’anima crea ogni cosa.
L’ARTE PORTA ALL’ESSENZA DELLA VITA L’arte è la via che porta all’assoluto e all’essenza della vita: azione creativa unita alla sensibilità, stato d’innocenza positivo.
L’ARTE È LA PERFEZIONE DELLA NATURA L’arte è la perfezione della natura e della vita attraverso l’artista, che ha il massimo controllo della tecnica e ne è quindi libero.
L’ARTE SCHIUDE TUTTE LE CAPACITÀ UMANE Scopo dell’arte non è lo sviluppo univoco dello spirito, dell’anima e dei sensi, ma lo SCHIUDERSI di tutte le capacità umane – pensiero, emozione e volontà – al ritmo della vita del mondo della natura: così si potrà udire la voce senza voce e armonizzarsi con essa.
L’IMMEDIATEZZA NELL’ARTE Se solo potessimo dipingere direttamente con gli occhi! Quanto tempo si perde nel lungo tragitto dall’occhio alla matita, passando per il braccio!
RESTARE AGGRAPPATI A UNA TECNICA PUÒ LIMITARE LA NOSTRA ESPRESSIONE ARTISTICA L’arte è l’espressione del sé: più un metodo è complesso e limitato, meno opportunità ci sono per esprimere il proprio senso personale di libertà. Le tecniche, pur avendo all’inizio un ruolo importante, non dovrebbero essere troppo complicate, rigide o meccaniche. Se ci aggrappiamo a esse, finiremo per essere vincolati dai loro limiti.
L’ARTE INVISIBILE È L’ARTE PERFETTA La perfezione dell’arte è nascondere l’arte.
LA PSEUDO-ARTE È IL RISULTATO DI UNA MANCANZA DI SINCERITÀ Tanta pseudo-arte deriva da una mancanza di sincerità o dal tentativo di creare un’opera d’arte che non nasce da un’esperienza o un’emozione reale.
I QUATTRO POSTULATI DI UN’ARTE AUTENTICA Un’espressione [artistica] adeguata richiede:
- originalità, anziché ripetizione e imitazione;
- concisione, anziché ridondanza;
- chiarezza, anziché oscurità;
- semplicità espressiva, anziché complessità.
L’ARTE RICHIEDE PROFONDO IMPEGNO E PASSIONE Il fatto è che non sono tante le personalità profonde che mostrino impegno, passione e al tempo stesso professionalità.
LA VERA ARTE NON PUÒ ESSERE TRASMESSA Insisto nel dire che l’arte – quella vera – non può essere trasmessa. Inoltre, non è mai decorazione né abbellimento; al contrario, è un costante processo di maturazione (nel senso che NON ha mai fine!).
L’ARTE È UN MEZZO PER ACQUISIRE LIBERTÀ Dopo tutto, l’arte è un mezzo per acquisire libertà «personale». La tua via non è la mia via, e la mia non è la tua.
LA VIA DELL’ARTISTA Quando ci si sbarazza di ogni tecnica, quando la mente (se esiste un’entità esprimibile con questo termine) è assolutamente inconsapevole del proprio funzionamento, quando il «sé» svanisce, l’arte raggiunge la sua perfezione.
IL VERO ARTISTA NON HA UN PUBBLICO Il vero artista non ha un pubblico, lavora per la pura gioia di farlo, con un elemento di giocosità, di casualità. L’arte raggiunge il suo apice quando non c’è autoconsapevolezza. L’uomo scopre la libertà nel momento in cui smette di pensare all’impressione che dà o darà agli altri.
L’ULTIMO LIVELLO DELL’ARTE È LA SEMPLICITÀ La semplicità è l’ultimo livello dell’arte e l’inizio della natura.
DOVE L’ARTE DIMORA L’arte dimora dove c’è ASSOLUTA LIBERTÀ, perché dove non c’è, non può esserci creatività.
SUL SENSO DELL’ARTE Il senso sta nell’utilizzare l’arte come mezzo per progredire nello studio della Via.
ALLA RICERCA DI UN ARTISTA APPASSIONATO Per quanto riguarda le arti di combattimento, addestrare qualcuno a trasmettere gli insegnamenti e prepararlo mentalmente e fisicamente è piuttosto difficile: trovare qualcuno con la giusta predisposizione e la rara qualità di un artista appassionato è più difficile ancora.
La cinematografia
IL DESIDERIO DI FARE UN BEL FILM Ciò che desidero è di fare veramente un bel film, ma purtroppo pochi produttori locali sono all’altezza delle mie aspettative. In realtà, mi basterebbe anche solo fare una bella chiacchierata con qualcuno che prenda sul serio la cinematografia. Sarei già soddisfatto, anche se sono solo parole.
LA CINEMATOGRAFIA È UN CONNUBIO DI ARTE E AFFARI È un fatto deplorevole ma reale, che la cinematografia è un connubio di arte e affari, a Hollywood come a Hong Kong.
NON ESALTARE LA VIOLENZA Penso che non si dovrebbe tematizzare la violenza e l’aggressività nei film. Esaltare la violenza è sbagliato.
AVVIARE UNA NUOVA TENDENZA Quello che sto cercando di fare negli Stati Uniti è di avviare una nuova tendenza di film sulle arti marziali. Secondo me, sono molto più interessanti ed emozionanti delle saghe sul Far West. Nei western si combatte solo con le pistole, invece noi usiamo di tutto: è un’espressione del corpo umano.
IL BENEFICIO CREATIVO DELLA REGIA Ho voglia di dirigere altri film. La regia mi sembra più creativa. Hai la possibilità di raggiungere veramente il risultato che vuoi.
La recitazione
L’ATTORE DI QUALITÀ Allora quando un attore si può dire di qualità? Tanto per cominciare, non è la cosiddetta «star del cinema», che è soltanto una definizione astratta data dalla gente e un simbolo. In genere le persone aspirano a diventare «star del cinema» più che attori. Per me, un attore è la somma di tutto ciò che è: comprensione della vita, innato buon gusto, esperienze buone e cattive, intensità espressiva, formazione culturale, e tanto, tanto altro... Come dicevo, è la somma di tutto ciò che è.
UN ATTORE È UN COMUNICATORE COMPETENTE Un attore, un bravo attore, non quello stereotipato, è di fatto un «comunicatore competente», uno che non solo è preparato, ma sa armonizzare artisticamente l’invisibile binomio arte e affari in un’unità adeguata e di successo. Di attori mediocri o stereotipati ce ne sono tantissimi, ma riuscire a formare un attore mentalmente e fisicamente «competente» è tutt’altro che facile. Così come non esistono due esseri umani uguali, lo stesso vale anche per gli attori.
I VINCOLI CREATIVI DELLA RECITAZIONE Un attore è limitato. Deve seguire le istruzioni del regista. Nel mio caso posso influenzare la produzione fino a un certo punto, per via del mio status attuale. Ma non è una situazione lavorativa soddisfacente, perché so che sto interferendo nel lavoro di altri e non mi piace farlo.
UN ATTORE È INNANZI TUTTO UN ESSERE UMANO Per quanto mi riguarda – ma si tratta solo di un’opinione personale – un attore è innanzi tutto, come te e me, essenzialmente un essere umano, e non quel simbolo del glamour definito «star», che in fondo è un termine astratto, un titolo attribuito dalla gente.
UN ATTORE È UN ESSERE APPASSIONATO La mia esperienza più che ventennale mi porta a vedere l’attore in questo modo: un essere appassionato, che lavora tanto, veramente tanto, per arrivare a una comprensione che lo renda un artista qualificato nell’espressione di sé a livello fisico, psicologico e anche spirituale, e capace quindi di coinvolgere gli altri.
LA RECITAZIONE È ESPRESSIONE SINCERA DI SÉ Un’altra particolarità è che un attore dev’essere autentico nell’esprimere se stesso come farebbe con sincerità in una determinata situazione. Il problema dell’attore è quello di non diventare egocentrico ma [di] restare equilibrato, e di continuare a imparare dall’esperienza e da una profonda ricerca interiore. La dedizione, la dedizione totale è ciò che lo fa spiccare.
CREAZIONE, NON IMITAZIONE Un attore veramente bravo e professionale al giorno d’oggi è una rarità: questo richiede che sia autentico, che sia se stesso. Il pubblico non è stupido: essere attori non significa semplicemente mostrare quello che si vuol far credere agli altri si stia esprimendo. In questo caso si tratterebbe di una semplice imitazione o descrizione, ma non di una creazione, anche se tale dimostrazione superficiale può essere «recitata» con grande abilità.
UN ATTORE È LA SOMMA DI TUTTO CIÒ CHE È Allora, che cos’è un attore? Non è forse la somma di tutto ciò che è? Il suo livello di comprensione, la sua capacità di catturare il pubblico perché sa essere autentico nell’espressione delle proprie emozioni secondo quanto è richiesto dalla scena. Questi artisti si distinguono da quelli comuni. Esiste un termine per definire tale capacità, ed è «carisma». Quello che vedi sullo schermo è la somma di tutto ciò che l’attore è: comprensione della vita, buon gusto, formazione, intensità.
SULLA FRUSTRAZIONE PERSONALE NELLA RECITAZIONE Mi piacerebbe evolvermi, passando ad altri ruoli, ma nel Sudest asiatico ciò non è possibile. Sono già stato etichettato. Ci si aspetta che io reciti la parte del bravo ragazzo. Non posso nemmeno avere qualche capello grigio, perché nessun produttore me lo permetterebbe. Inoltre, nei film che faccio non posso neanche esprimermi come vorrei, altrimenti il pubblico capirebbe solo la metà di quello che dico.
L’ARTE DELLA RECITAZIONE Ritengo che la recitazione sia un’arte, così come la pratica delle arti marziali, perché è un’espressione del sé. La recitazione, come ogni professione, richiede una devozione totale, senza «se», senza «e», senza «ma».
AFFARI E TALENTO L’industria cinematografica attuale è sostanzialmente un connubio di senso pratico degli affari e talento creativo, due elementi che sono l’uno causa ed effetto dell’altro, a seconda del livello di comprensione di ognuno. Per gli amministratori, seduti nei loro uffici, un attore è un bene di consumo, un prodotto, un modo per fare soldi, soldi, soldi. La loro principale preoccupazione è sapere se «vende o non vende». L’importante è il richiamo al botteghino. Da una parte hanno torto, ma dall’altra hanno ragione. Riprenderò l’argomento più avanti. Anche se il cinema è di fatto un connubio di senso pratico degli affari e talento creativo, considerare un attore – un essere umano – come un prodotto è per me una cosa emotivamente irritante.