2.5 - Solo come un cane in un nido di vipere


Probabilmente furono queste dinamiche ad affossare la fi­gura di Nikola Tesla, che seppur ricordato da pochi scienziati esperti, non fu mai commemorato dalle istituzioni ufficiali. Al contrario fu Thomas Edison a essere messo sul trono. Infatti, già nel 1929, più di 50 membri dell'elite militare e industriale, tra i quali c'erano anche figure di potere fin troppo note come John Rockefeller Jr., Julius Rosenwald, Henry Ford, Harvey S. Firestone, Herbert Hoover e il generale John H. Pershing, fondaro­no un comitato per celebrare l'anniversario del centenario del­l'invenzione della luce elettrica e anche per celebrare qualcosa che era una chiara manifestazione di gratitudine del mondo intero nei confronti di Thomas Edison. Già a quei tempi tutti sapeva­no che le invenzioni di Edison non avevano prospettive di lascia­re traccia nel futuro, visto che erano state già in buona parte sop­piantate da quelle di Tesla, in particolare la corrente alternata ave­va soppiantato la corrente continua e la luce elettrica non si basava più sulle lampadine ad arco di Edison ma su quelle ad al­to guadagno e ben più avanzate di Tesla. Cinquan'tanni dopo, guardando strettamente la sostanza delle cose, quasi tutti i con­gegni elettrici e gli elettrodomestici da essi derivati sono eredità di Tesla, non di Edison. Ma Edison era una figura asservita al siste­ma e proprio per questo meritava menzione, mentre Tesla era al servizio dell'umanità intera e, proprio per questa ragione, era ri­tenuto scomodo. C'è chi ai giorni nostri asserisce che la ragione di ciò era dovuta alle dichiarazioni incaute che Tesla aveva rila­sciato nella seconda parte della sua vita e che se non l'avesse fat­to avrebbe avuto menzioni forse più di Edison. Ciò è probabil­mente falso. Il pensiero e le intenzioni di Tesla erano note fin dal­le sue prime invenzioni, quelle di interesse pratico ed economico come la corrente alternata, e sebbene queste invenzioni fossero sfruttate perchè servivano ad arricchire qualche fùrbo magnate c'era già chi, sotto lo stesso impulso di Edison, era pronto a osta­colare fin da subito Tesla. Tesla comprese fin da subito che la no­menclatura militar-industriale ed economica non gli era amica, allora decise di rivolgersi al grande pubblico e ai giornalisti anche per mostrare a tutti a chi le sue invenzioni erano rivolte. E pro­babile che alcune sue dichiarazioni nella seconda parte della sua vita potessero essere poco credibili (come ad esempio la sua pre­sunta scoperta di segnali extraterrestri), ma ciò vale solo per alcu­ne. E comunque la stampa popolare, che senza dubbio si appro­fittava spesso della buona fede di Tesla tendeva a distorcere fre­quentemente le sue affermazioni. In realtà, pur essendogli stati ta­gliati i fondi dopo la sua impresa di Wardenclyffe, con le sue nu­merose dichiarazioni pubbliche della seconda parte della sua vita voleva dimostrare a tutti che poteva procedere ugualmente anche solo con il suo intelletto. E, come si sa, la mancanza di mezzi ten­de ad aguzzare l'ingegno (in chi lo possiede). E lui lo aguzzò e le­vigò a tal punto che le sue nuove scoperte uscirono completa­mente dal regno dell'accettabilità dei “benpensanti della scienza” - quelli che non solo non accettavano le sue scoperte ma spesso non erano nemmeno in grado di comprenderle - per approdare direttamente nel futuro. E il futuro era il dono che Tesla voleva dare al mondo. Lo fece a sue esclusive spese, pur vivendo in una povertà sempre più incipiente e in solitudine.

Nikola Tesla, pur essendo caratterizzato da un quasi in­fantile senso del dovere nei confronti delle istituzioni o com­pagnie che lo finanziavano (ricattandolo), era intimamente e intrinsecamente contro questo tipo di società e tramite le sue geniali innovazioni scientifico-tecnologiche intendeva liberare la società dallo sfruttamento di pochi individui senza scrupoli. Questa è una lotta in corso tuttora. Per fare un esempio concreto, esistono anche al giorno d'oggi scienziati che si ingegna­no per cercare di comprendere le leggi fisiche su cui si basano strane “anomalie” presenti in natura(1), al fine di imbrigliarne l'energia con la prospettiva di un uso di massa che sostituisca tutte le fonti inquinanti di energia esistenti al mondo. Eviden­temente la cosa non è gradita a chi decide i finanziamenti da stanziare a certe ricerche che potrebbero portare energia pulita al mondo. Allora dalla stanza dei bottoni si giocano tutte le carte per boicottare queste ricerche, perché il potenziale che deriverebbe da esse si scontra apertamente con il business economico imperante. Ben vengano allora gli ufologi con i loro sogni al bromuro per distrarre la gente dai problemi quotidia­ni, ma via gli scienziati che desiderano studiare nuove forme di energia! Da un lato vengono tagliati i fondi senza fornire soli­de giustificazioni e, seguendo la stessa procedura, vengono ne­gati posti di lavoro per elargirli invece a chi si attaglia senza di­scutere al paradigma imperante. Dall'altro lato certe ricerche vengono ridicolizzate o addirittura screditate favorendo la dif­fusione di sette più o meno misticheggianti, il cui scopo è quello di avere la pretesa di “rappresentare” gli spesso ignari scienziati innovatori. In tal modo si instaura un perfido e cini­co meccanismo di bloccaggio dell'innovazione scientifico-tec­nologica, al fine di mantenere immutato lo status quo socio­economico. Viene fatto credere che la scienza deve procedere necessariamente per piccoli passi nell'arco di tempi lunghissi­mi, ignorando deliberatamente che l'opera del genio molto spesso è in grado di innescare salti quantici in tempi brevi e con essi vere e proprie rivoluzione copernicane. Le idee genia­li e la capacità di realizzarle sul piano pratico e pragmatico in­cutono timore… Per questa ragione la loro realizzazione viene deliberatamente bloccata da chi gestisce le leve del potere usan­do ogni mezzo lecito o illecito, cercando alla fine di portare al­la fame coloro che potrebbero cambiare indirizzo al mondo, e arricchendo invece i propagatori di sogni ufologici.

Eppure gli innovatori della scienza, quelli veri, riescono ad operare ugualmente a loro spese dedicando il loro tempo libero a quelle energie intellettuali che non riescono a contenere e che per questa ragione costituiscono il senso vero della loro vita. Al­lo stesso modo Tesla, dopo aver servito la società producendo in­novazioni tecnologiche come la corrente alternata, che si presta­vano ad un immediato utilizzo economico solo perché qualche furbo del tempo ne aveva intuito il potenziale redditizio, si trovò poi a far evolvere la propria inventiva verso orizzonti che non si attagliavano al regime su cui si basa il mondo. Fu questa la ra­gione per la quale si ritrovò povero nella seconda parte della sua vita. L'idea di trasmettere potenza senza fili su tutto il globo per dare energia gratuita a tutti certamente non era gradita a quei pochi oligarchi dell'energia che per ragioni di business desidera­vano mantenere lo status quo impedendo qualunque altra inno­vazione che sconvolgesse i delicati “equilibri” da loro costruiti. Ecco allora l'accanimento contro “Tesla il folle”, quel megalo­mane che lanciava dichiarazioni incaute in merito a sue nuovis­sime invenzioni. E non mancavano le malelingue che raccoglie­vano ogni elemento per farlo passare per pazzo. Certamente ta­lune manie di Tesla - tutti i geni sono caratterizzati da un pizzico di follia ed eccentricità - venivano deliberatamente amplificate o addirittura inventate per screditarlo agli occhi di un pubblico che invece stava diventando sempre più attento alle sue innova­zioni. Ciò lo si vede nelle molte incongruenze su come è stata descritta la vita di Tesla dai biografi più svariati. Non è affatto difficile individuare alcune menzogne come ad esempio quella in merito al fatto che Tesla non si fosse mai laureato (il che è completamente falso), oppure il modo di presentarlo come un “pittoresco inventore” e non come uno scienziato, quale di fatto invece egli era. Non mancano gli scienziati attuali che, accusan­do Tesla di effettuare i suoi esperimenti o di elaborare i suoi mo­delli senza utilizzare il metodo del calcolo (il che è falso, Tesla fa­ceva i calcoli anche se non sempre li scriveva) e senza confor­marsi ai cosiddetti “protocolli galileiani” in merito a come lui effettuava i suoi esperimenti, hanno fatto di tutto per dimostra­re, calcoli alla mano, come ad esempio il suo trasmettitore di amplificazione non avrebbe mai potuto fornire l'energia che Te­sla sognava di produrre. Ma qual era realmente l'energia di cui Tesla parlava? Solo l'elettricità oppure era che Tesla aveva intui­to che l'elettricità in quanto tale era solo un sottoprodotto di “qualcos'altro” che esiste ovunque in natura ma che non è invo­cato nei paradigmi dei testi tradizionali di fisica? Ecco dunque sorgere l'enigma, ancora non compreso, del cosiddetto “etere”, quella sostanza che lui cercava più di ogni altra cosa, e la dimo­strazione scientifica della cui esistenza avrebbe sconvolto sia le vecchie teorie fisiche che le loro applicazioni tecnologiche.

2.6 - Le strane anomalie elettriche e la grande intuizione sull'etere cosmico omnipervasivo

C'è chi ritiene che il trasformatore di cui Tesla parla in un suo articolo del 1892 non operasse sulla base di campi elettro­magnetici di induzione creati dalle correnti alternate, ma che operasse in un dominio interamente nuovo della fisica basato su rapide scariche di potenziali elettrostatici con conseguente ri­lascio di “energia cinetica radiante” proveniente dall'etere om­nipresente. Tesla allora si trovava a operare nell'ambito di regole completamente nuove che lui stesso definiva “forze elettro­statiche dinamiche”, abbandonando di conseguenza ogni reale interesse nelle forme d'onda della corrente alternata. Sembra che Tesla si fosse reso presto conto che gli elettroni non sono i reali responsabili di certi fenomeni che, nel corso di certuni suoi esperimenti effettuati a Colorado Springs e a Long Island, si manifestavano come “brillamenti di luce blu” a carattere tran­siente, i quali poi cessavano non appena la corrente iniziava a scorrere nelle linee. Qualcos'altro doveva accadere giusto prima che gli elettroni avessero la possibilità di correre lungo il filo. A quel tempo nessuno sembrava realmente interessato a scoprire perché avessero luogo drammatici aumenti nel potenziale elet­trico statico. Al contrario ogni sforzo dell'ingegneria elettrica era mirato a eliminare certe scomode anomalie. Invece Tesla, proprio concentrandosi sull'anomalia, vide in essa una poten­tissima e sconosciuta forma di energia che doveva essere com­presa scientificamente e possibilmente imbrigliata.

Queste anomalie sembra si manifestassero nel primissimo momento di chiusura dell'interruttore, ovvero prima che gli elet­troni iniziassero a muoversi. Sembrava dunque essere all'opera una specie di effetto strano e completamente inatteso ma solo per tempi brevissimi. Non appena gli elettroni iniziavano a scorrere nel filo, tutto ritornava alla normalità. Qual era allora questa stra­na energia che tentava di liberarsi con tale forza al momento del­la chiusura dell'interruttore? Solo Tesla poteva accorgersi di certi effetti, che tutti gli altri, non comprendendone l'importanza e non capendo che la realtà fisica può essere compresa solo stu­diando ogni possibile dettaglio, ignoravano deliberatamente. Questo avveniva perché Tesla aveva una visione del cosmo mol­to più ampia e il suo formidabile senso di consapevolezza e, in particolar modo, il suo modo naturale di intuire le cose gli forni­vano una profonda comprensione del ruolo che proprio l'etere giocava nelle manifestazioni di tutti i fenomeni elettrici, mentre i suoi contemporanei - in particolare i più grossi nomi della scien­za elettrica, come James Clerk Maxwell, Herman Von Helmotz e Heinrich Hertz - focalizzavano la loro attenzione esclusivamente sulla componente elettromagnetica assumendo arbitrariamente che nessun'altra forma di energia dovesse essere coinvolta. Pro­prio questa mancanza di intuizione sull'esistenza di un fenome­no energetico anomalo che si sovrapponeva per breve tempo a quelli più propriamente elettromagnetici e la controversia in­fuocata nata dalla sola menzione che un etere o “energia cosmi­ca” potesse essere prodotta o addirittura imbrigliata, espose Tesla al ridicolo e addirittura al sarcasmo da parte di uomini mental­mente ciechi o comunque di intelletto inferiore o incapaci di guardare troppo lontano nel futuro (a eccezione del fisico Wil­liam Crookes che considerava seriamente le intuizioni di Tesla). La controversia sull'etere naturalmente si dissipò ufficialmente e solennemente nell'arena accademica subito dopo la pubblicazio­ne nel 1905 della Teoria della Relatività di Einstein e dell'esperi­mento di Michelson-Morley che essenzialmente dichiarava che la teoria dell'etere era morta.

Ma Tesla sembra avesse compreso il ruolo dell'etere nei fe­nomeni in natura, cosa che appunto non gli impedì di criticare in maniera veemente e battagliera la teoria di Einstein.

Tesla doveva evidentemente sapere della reale esistenza del­l'etere per via dei suoi esperimenti da lui stesso effettuati in Co­lorado nel corso dei quali si accorse che inviando impulsi elet­tromagnetici di brevissima durata ed elevatissima intensità de­terminava, a suo dire, “un momentaneo squilibrio dell'etere”, un po' come se gli impulsi avessero agito come per risvegliare, an­che se per breve tempo, un gigante addormentato. Questa era secondo lui la chiave per togliere il lucchetto a quella che lui chiamò anche “energia radiante”.

Tesla, che aveva intuito l'esistenza del gigante energetico nascosto, arrivò anche a dire che il suo trasmettitore poteva tra­smettere “intelligenza” al mondo. I più credettero che con que­sta frase lui intendesse le ordinarie comunicazioni radio, ma Te­sla non si riferiva a esse.

Lui parlava di qualcosa di molto più grande, ma evitò di parlarne in dettaglio perché sapeva che le sue idee erano troppo rivoluzionarie e socialmente sconvolgenti perché potessero esse­re comprese e accettate dall'accademia e dall'establishment industrial-economico del tempo. Ciò non gli impediva di manda­re ogni tanto annunci, come quello clamoroso rilasciato al New York Times nel 1908, dove arrivò ad affermare esplicitamente: “Ogni atomo ponderabile è differenziato da un fluido tenue, che riempie tutto lo spazio meramente con un moto rotatorio, proprio come fa un vortice di acqua in un lago calmo. Una volta che que­sto fluido - ovvero l'etere - viene messo in movimento, esso diven­ta grossolana materia. Non appena il suo movimento viene arrestato la sostanza primaria ritorna al suo stato normale… Può al­lora accadere che, se riesce in qualche modo a imbrigliare questo fluido, l'uomo possa innescare o fermare questi vortici di etere in movimento in modo da creare alternativamente la formazione e sparizione della materia. Dunque al suo comando, quasi senza sforzo da parte sua, vecchi mondi svanirebbero e nuovi mondi en­trerebbero nell'esistenza. L'uomo potrebbe così alterare le dimen­sioni di questo pianeta, controllare le sue stagioni, aggiustare la sua distanza dal Sole, guidarlo nel suo viaggio eterno lungo l'or­bita di sua scelta, attraverso le profondità dell'universo. Egli po­trebbe far collidere i pianeti e creare i suoi soli e le sue stelle, il suo calore e la sua luce, egli potrebbe dare origine alla vita in tutte le sue infinite forme. Dare origine alla nascita e alla morte della materia sarebbe il più grande degli atti umani, cosa che darebbe all'uomo una conoscenza profonda della creazione fisica; tutto questo gli permetterebbe di compiere il suo destino ultimo”.

Ciò che colpisce con queste sue affermazioni è che la scienza di Nikola Tesla prevedeva qualcosa che non era mai stato con­templato dalla scienza umana ma solo dalla religione: il concetto di “creazione”. In tal modo non solo lui inglobava gli assunti del­la religione nella scienza, un'unica scienza unitaria che raccoglie in sé tutte le conoscenze, ma dava all'uomo e a tutte le altre intelli­genze uguali o superiori a lui un ruolo di co-creatore del progetto Divino. Certamente questa era una prospettiva ben diversa da quella stabilita da una scienza rigidamente meccanicistica (inclusa quella di Einstein, che non è altro che una evoluzione di quella di Newton) che vedeva l'uomo come spettatore inerme di fronte ad un cosmo a orologeria. D'altro canto, la teoria di Tesla sull'etere si metteva in urto con gli assunti delle religioni occidentali, che at­tribuivano e attribuiscono all'uomo un ruolo di pecorella passiva e contemplativa allo stesso modo in cui la scienza tradizionale at­tribuisce all'uomo un ruolo di passivo osservatore. In tal modo Te­sla superava la dicotomia scienza-religione, in modo da porsi in un'atteggiamento che sia la religione che la scienza avrebbero giudicato rispettivamente sacrilego ed eretico. Probabilmente Tesla aveva attinto ad alcuni assunti delle religioni e filosofie orientali, assunti che gli sembravano lasciassero all'uomo, se ne fosse stato degno, un largo margine di libertà nel processo della creazione. E tutto era partito dall'osservazione che dai suoi esperimenti di me­ro elettromagnetismo, un'altra forma di energia nasceva in manie­ra fluttuante ogni volta che usando il suo trasmettitore lui inietta­va elettricità ad alto voltaggio nell'ambiente.

Al giorno d'oggi comunque non è sufficientemente chiaro in termini dei rigorosi e tecnici concetti della fisica cosa esatta­mente intendesse per “etere” e gli effetti da esso prodotti una vol­ta che esso fosse stimolato da eventi elettrici. Purtroppo, a tal merito Tesla non ci ha lasciato alcun vero trattato scientifico che possa reggere il peso di teorie matematiche come la stessa relati­vità, che egli confutò, o come la meccanica quantistica. Egli si li­mitò a emettere dichiarazioni pubbliche, spesso rilasciate come articoli a riviste divulgative nella seconda parte della sua vita, ri­viste che spesso sfruttavano le sue affermazioni sensazionali per fare cassetta. Purtroppo, il fatto che tali articoli non furono pub­blicati in forma tecnica su riviste accademiche - dalle quali sa­rebbero stati sicuramente rifiutati - servì solo a creare discredito nella persona di Tesla. Per questa ragione, oggi non disponiamo delle prove schiaccianti di queste sue presunte scoperte fonda­mentali sulla reale natura e origine dei fenomeni che lui stesso investigò sperimentalmente nei suoi laboratori. Possiamo solo intuire che Nikola Tesla non fosse messo in condizioni di uffi­cializzare accademicamente la scoperta dell'energia dell'etere per via dell'ostruzionismo che gli era stato mosso da ogni parte, an­che se sicuramente egli disponeva degli strumenti fisico-mate­matici per mettere a punto un trattato che fosse allo stesso livel­lo di quello di Einstein sulla relatività. C'è da dire anche che i tempi per poter preparare un trattato del genere non erano ma­turi, soprattutto in un momento storico della scienza in cui qua­si tutti i consensi del mondo accademico andavano in favore di altri geni della fisica che più furbescamente e opportunistica­mente di lui erano riusciti a far incastrare le loro nuove idee co­me continuum del classico libro della fisica.


Capitolo 3

Prospettive: Le Proiezioni nel Futuro

3.1 - I nuovi templari della “free energy”:Thomas Bearden e i sogni di Nikola Tesla

Noi uomini del ventunesimo secolo, pur avendo assorbito molto bene molte delle invenzioni di Nikola Tesla, siamo rimasti con un punto interrogativo in merito ad alcune delle sue teorie e speculazioni più esotiche come quella dell'energia che scaturisce dall'etere cosmico. Questo interrogativo è decisamente forte per­ché sappiamo che le affermazioni di Tesla, nemmeno quelle più esotiche, non potevano essere fantasie campate per aria ma dove­vano per forza trarre la loro radice dall'enorme quantità di espe­rimenti che lui stesso aveva compiuto con le sue attrezzature. Pos­siamo presumere che da questi esperimenti qualcosa in più fosse scaturito e che lui, molti anni dopo aver compiuto certe sue espe­rimentazioni, impossibilitato a essere preso in considerazione dal­l'accademia dell'epoca avesse deciso comunque di fornire infor­mazioni alle masse nella speranza che qualcun altro in futuro po­tesse poi continuare dove lui si era dovuto per forza fermare. E in effetti questo è successo. Nel secolo successivo molti sono stati i ricercatori che hanno tentato, e tentano tuttora, di continuare la sua opera. Lo scopo di questi nuovi ricercatori è solo uno: quel­lo di tentare di imbrigliare la cosiddetta “free energy” - attualmente denominata “campo scalare” - usando svariate tecniche di sperimentazione e costruendoci sopra svariati modelli teorici, al­cuni anche con la pretesa più o meno lecita di essere modelli di grande unificazione delle forze. Probabilmente il più famoso e impegnato di questi ricercatori è il fisico-matematico e ingegne­re nucleare statunitense Thomas Bearden. I suoi lavori, pur es­sendo quasi sempre altamente tecnici e talora non di facilissima comprensione, si mettono tuttavia in netto antagonismo con il presunto sapere accettato non per la metodologia rigorosissima impiegata ma per gli assunti che si mettono in urto frontale con i presunti paradigmi assodati della fisica contemporanea. Proprio questi lavori non sono altro che la sistematizzazione teorico-ma­tematica degli esperimenti di Nikola Tesla e a loro volta forni­scono le basi ingegneristiche in grado di permettere lo sfrutta­mento dell'energia proveniente dal campo scalare, esattamente quel “quid” in più che Nikola Tesla riteneva di aver rilevato nel corso delle sue esperimentazioni ma che non era riuscito a im­porre all'accademia del suo tempo.

Il Dr. Bearden, che in molti anni ha indefessamente messo in piedi un lavoro davvero imponente, ritiene che la ragione per la quale questo campo scalare non viene considerato dalla fisica attuale starebbe in almeno 24 discrepanze esistenti nella stessa teoria convenzionale dell'elettromagnetismo. Bearden definisce come “etere” tre cose indistintamente: il vuoto, lo spaziotempo e la massa senza carica. Le onde di Tesla, quelle che lui chiamava vagamente “etere” o “energia cosmica” non sarebbero altro che onde scalari in un flusso di cariche senza massa. Queste onde mo­strerebbero caratteristiche straordinarie che le ordinarie normali onde vettoriali contemplate dal ben noto elettromagnetismo non possiedono. In particolare esse mostrerebbero, in confronto alle onde vettoriali, più dimensioni in cui potersi muovere. Esse non sarebbero altro che una oscillazione del tempo. Queste onde na­scerebbero dal vuoto, un vuoto senza massa ma dotato di carica e inondato da un flusso di particelle virtuali cariche. Si trattereb­be di qualcosa che non esiste nello spazio ordinario ma solo nel­lo spaziotempo nella sua totalità. Le onde che nascono dal vuoto non possono dunque essere descritte da grandezze vettoriali, co­me tutte le altre quantità della fisica tradizionale, ma solo da grandezze scalari, che si manifesterebbero con quelli che Bearden definisce come “vettori ombra” o “ipervettori”. Queste grandezze scalari descrivono un campo che produce “onde scalari”. In que­sta strana iper-realtà, secondo i calcoli e i ragionamenti di Bear­den diventerebbero possibili manifestazioni che sono impossibili nell'universo vettoriale: velocità superluminale, universi multipli, viaggio avanti e indietro nel tempo, dimensioni più elevate, va­riazione di tutte le costanti fondamentali in natura, materializza­zione e smaterializzazione e perfino violazione del principio di conservazione dell'energia. Usando dunque le onde scalari, le in­terazioni scalari e la matematica atta a descriverle si entrerebbe in un regno da Bearden definito come “super-relativistico”, l'unico in grado di descrivere la realtà elettromagnetica espansa messa al­la luce da Nikola Tesla. Con il nuovo elettromagnetismo scoper­to da Tesla un secolo fa, pure onde scalari possono essere prodot­te elettricamente, mentre l'elettrostatica, una volta che la carica sia separata dalla massa della particella che la porta, diventerebbe uno strumento magico capace di influenzare direttamente e di al­terare qualunque cosa esista nel tempo, incluso lo stesso campo gravitazionale. Infatti la stessa “antigravità” sarebbe una conse­guenza immediata e diretta del nuovo elettromagnetismo, che da solo potrebbe portare ad una teoria unificata dei campi. Perfino la mente stessa e il pensiero, che secondo i più sarebbe un puro concetto metafisico completamente sganciato dalla realtà a oro­logeria della fisica tradizionale, potrebbe essere misurata in labo­ratorio e in questo ambito anche quella che viene erroneamente definita “parapsicologia” può diventare una disciplina delle scien­ze fisiche e ingegneristiche. Bearden asserisce di avere anche co­struito strumenti in grado di rilevare e/o produrre onde scalari e di avere anche identificato marchingegni altamente sofisticati che farebbero attualmente uso di onde scalari. Il più famoso sarebbe il sistema HAARP americano, ufficialmente usato per effettuare studi sulla ionosfera, ma che secondo Bearden, oltre ad avvalersi delle conoscenze acquisite da Tesla e requisite 100 fa dal governo americano alla sua morte, verrebbe utilizzato anche per produrre onde scalari usate per vari scopi, tra i quali nuovi sistemi d'arma e perfino il controllo della mente. Su questa tematica, ovviamen­te, sono fiorite svariate leggende di cui soprattutto il pubblico ufologico o pseudoscientifico sembra essersi nutrito. Ma andan­do a sfoltire l'enorme marea di disinformazione (casuale o pro­gettata dalle alte sfere?) che esiste in questo campo particolar­mente minato della scienza, e al contempo prendendo atto del­l'esistenza di lavori altamente matematici prodotti da alcuni della schiera degli attuali “scienziati ribelli”, si finisce per rendersi con­to che sotto qualcosa di vero possa esistere veramente. Il proble­ma sta tutto nello spurgare l'informazione vera da quella fasulla e anche di cercare di decifrare la complessa fisica che emergerebbe dallo studio delle cosiddette onde scalari.

In maniera più tradizionale, solo la meccanica quantistica considera l'esistenza di un'energia proveniente dal vuoto, defini­ta come “energia di punto zero”. Tale energia è stata misurata sul­le scale microscopiche con un famoso esperimento effettuato dal fisico olandese Hendrik Casimir, che ha dato luogo al famoso e clamoroso “effetto Casimir”. Sono state contemplate anche pos­sibilità di fluttuazione di questa energia, perfino fluttuazioni su larga scala in cosmologia, ma non sono ancora state spiegate le cause e i metodi per innescare queste fluttuazioni in maniera si­stematica. Probabilmente Nikola Tesla, nel corso dei suoi esperi­menti aveva innescato fluttuazioni di questa energia producendo le fantomatiche onde scalari che per tempi brevissimi apparivano nel corso dei suoi esperimenti di natura elettrica. Forse Tesla si era accorto senza prevederlo che certi esperimenti di elettromagneti­smo classico potevano servire come innesco per risvegliare leggi fisiche altrimenti dormienti.

Sembra dunque che lo stesso mondo accademico sia rimasto indifferente a queste sensazionali scoperte. Ma forse è solo una apparenza, perché alcuni aspetti previsti dai campi scalari stanno emergendo da alcune teorie convalidate dallo stesso mondo accademico. Questi aspetti, in particolare l'esistenza di un iperspazio a più dimensioni, che un tempo sarebbero stati immediatamente censurati, oggi non solo hanno conquistato una loro dignità acca­demica ma hanno anche lanciato una vera e propria moda nella schiera dei fisici contemporanei. Uno di questi aspetti è la possi­bilità di dimensioni superiori alla terza: ciò è contemplato dalla teoria delle superstringhe. In particolare, la sua più recente versio­ne, la teoria “M-brane” contempla l'esistenza di ben 11 dimen­sioni, che è stata resa necessaria per far tornare i conti nelle com­plesse equazioni di campo e per rispettare il principio di simme­tria. Nell'ambito di questa teoria le leggi della fisica avrebbero bisogno di sufficiente “spazio” per esistere, e questo spazio sarebbe determinato da un universo multidimensionale, piuttosto simile, anche se visto da un punto di vista differente, all'universo che pre­vede l'esistenza delle onde scalari di Thomas Bearden.

3.2 - Gli altri eredi di Nikola Tesla: bravi e meno bravi

In tutto il mondo moltissimi sono i ricercatori che stanno tentando empiricamente di estrarre energia libera dal vuoto. La maggior parte di essi sono dilettanti senza una base matematica e spesso nemmeno metodologica. Molti di questi non sono nient'altro che innocenti praticanti della New Age, particolar­mente interessati agli effetti positivi sulla salute delle apparecchia­ture elettroterapeutiche di Tesla e pronti a costruire castelli in aria nell'ambito delle loro speculazioni sui chakra. Altri sono ufologi di serie C o “pseudoscienziati”, pronti a svendere le teorie di Tesla, in particolare quelle sull'antigravità e sulla teoria dell'etere, e decisa­mente specializzati negli aspetti cospirazionistici. Ovviamente questi sognatori (o furbi?) hanno propagandato l'idea che Tesla fosse un inviato degli extraterrestri sulla Terra, mettendogli in boc­ca frasi da lui mai dette o amplificando e manipolando alcune sue dichiarazioni particolarmente scottanti, che lui aveva incautamen­te rilasciato facendo però capire che si trattava di sue sensazioni e non di sue asserzioni. Questi ultimi, certi assertori che le pirami­di sono recettori di “energia cosmica” senza averne capito il mec­canismo, hanno avuto un peso notevole ai giorni nostri nel getta­re discredito sulla figura di Tesla nel suo complesso. Addirittura, le invenzioni di Tesla hanno interessato perfino ben noti terroristi come la setta giapponese Aum Shinrikyu e la stessa Al Quaeda dei giorni nostri, che si dice abbiano viaggiato sia a Belgrado che a New York nella speranza di carpire qualche informazione sulle ar­mi elettromagnetiche che Tesla aveva progettato.

In maniera ben separata dalle figure più o meno sconfortan­ti descritte sopra, operano anche alcuni seri scienziati e inventori tenaci, seppur spesso eccentrici, che sembrano mostrare tutti i re­quisiti di credibilità scientifica per quel che concerne i metodi da loro usati. Questi, che sono i veri eredi di Nikola Tesla, si sono pre­si la briga di studiare con attenzione i brevetti che Tesla ha lascia­to al mondo per poi tentare di riprodurli dopo averne investigato attentamente la fisica di base. Potrebbero essere citati i nomi di ri­cercatori e inventori come Wilbert Smith (suo il “Project Magnet”), Paul M. Brown, Thomas Valone, Moray B. King, Robert Adams, Bruce De Palma, Robert Kincheloe, Paramahamsa Tewari, Joe Newman, Roger Hastings, John Ecklin, Yoshiro Nakamatsu, Richard L. Clark, Stefan Marinov, Viktor Schauberger, Marco Todeschini e il prete-scienziato “Brother Arnold”, ma sicuramente ce ne sono molti altri. E come sempre, basta che concetti come “free energy”, onde scalari, campo di punto zero, debbano uscire dalla bocca di “visionari” di dubbia reputazione che il mondo accademico ufficiale inneschi i suoi pregiudizi senza nem­meno prendere in considerazione l'esistenza di ricercatori seri e ben determinati in questo campo e senza nemmeno esaminare le loro ricerche. Questa dunque è una delle ragioni per la quale que­sti ricercatori di frontiera (che tra l'altro sono spesso più che alta­mente qualificati in merito ai loro titoli accademici) sono costret­ti il più delle volte a operare indipendentemente dal mondo acca­demico, faticando duramente per trovare i fondi per portare avanti le loro ricerche e dedicando alle loro esperimentazioni set­te giorni su sette della settimana.

Ma quand'anche i loro risultati venissero convalidati dai classici tromboni del sapere accettato, verrebbero davvero poi forniti i fondi per imbrigliare ingegneristicamente le leggendarie onde scalari? Sicuramente no, dal momento che si tratta di una fisica che si scontrerebbe con il sistema socio-economico e con i monopoli delle industrie e delle multinazionali che gestiscono il potere dell'energia. L'energia libera sconvolgerebbe gli equilibri di potere nel mondo, e ancora una volta, come ai tempi di Niko­la Tesla, è indispensabile affossare o ignorare certe ricerche, co­me di fatto succede anche adesso.

Non altrettanto potrebbe dirsi di un uso segreto delle onde scalari come arma. Infatti quando si tratta di temi quali la difesa, tutto diventa possibile purché coperto rigorosamente dal segreto di stato. Ecco allora sorgere ovunque una corrente informativa di carattere decisamente cospirazionista. Per quanto ciò allontani la gente dall'analisi critica e scientifica dei fatti reali, guardato dal di fuori e a mente fredda il cospirazionismo non può comunque na­scere dal nulla, e sarebbe anche stupido e superficiale definirlo una moda dei tempi angosciosi che sta attraversando il mondo. È molto difficile tenere nascosta la verità, qualunque essa sia. Pri­ma o poi essa emerge, ma purtroppo emerge male. Basta che un solo individuo fornisca delle “rivelazioni” su quello che sta succe­dendo in certi apparentemente innocui enti, che queste rivela­zioni fanno il giro del mondo passando di bocca in bocca. Il problema è che questa dinamica finisce per inquinare la matrice ori­ginaria dell'informazione rivelatrice fornita, la quale dopo essere passata per diversi filtri o distorsioni finisce per assumere un aspetto non veritiero e altamente sviante. Per questa ragione gli stessi ricercatori di frontiera che hanno raccolto l'eredità di Niko­la Tesla, proprio perché protesi a studiare la realtà oggettiva qua­lunque essa sia e solo secondo i canoni della scienza, tengono ri­gorosamente le distanze da certuni vettori dell'informazione, e al contempo continuano a lavorare per proprio conto nei loro la­boratori, talora anche cercando di interpretare alla luce delle loro conoscenze cosa possa esserci di vero in certi aspetti dell'odierna tecnologia militare. A quanto sembra qualcosa di vero sembra es­serci. Ciò lo si potrebbe dedurre anche solo dalle dichiarazioni evasive, sibilline, contraddittorie e spesso puerili di coloro che so­no incaricati di rilasciare informazioni ufficiali su quanto ha luo­go nell'ambito di certi progetti attuali, come ad esempio il pro­getto HAARP o progetti simili a esso portati avanti dall'ex Unione Sovietica nel corso della guerra fredda.

Conclusioni

In tutto il lavoro effettuato nella seconda parte della vita di Nikola Tesla è fin troppo facile riscontrare un andamento ri­petitivo. Dapprima gli esperti del tempo dichiarano che le affermazioni di Tesla non sono altro che follia. Poi passano i de­cenni, e ne risulta che le affermazioni di Tesla si rivelano par­zialmente o totalmente corrette. Fu definito pazzo quando usan­do la sua strumentazione scoprì le frequenze di risonanza della Terra, e poi 50 anni dopo arrivò Schumann a dire che Tesla ave­va ragione. Fu definito addirittura un paragnosta quando pilotò con il comando vocale un battello radiocomandato (individui potenti ma dall'improbabile QI pensavano addirittura che lui lo pilotasse con il pensiero), e fu così che 40 anni dopo i tedeschi per primi iniziarono ad affondare le navi inglesi con missili gui­dati da radiocomando e oggi si usano le “smart bombs” guidate dal Laser e dal GPS. Di esempi e riscontri del genere se ne pos­sono incontrare a decine in merito all'operato di Tesla e alle rea­zioni dei suoi molti detrattori, eppure nessuno nelle alte sfere ha mai avuto l'umiltà di riconoscere a posteriori le previsioni di Nikola Tesla, previsioni che, a differenza di quelle ben più men­zionate di Giulio Verne che erano basate su mera fantascienza, erano invece basate sull'esperimentazione, sulla modellistica e sul ragionamento fondato su oggetti concreti.

Un certo presunto “scetticismo”, oltre a essere pilotato dal sistema politico-economico che si cela dietro le strutture scienti­fiche dell'establishment, si sviluppa anche per semplici ragioni umane, specie quando l'uomo si trova di fronte a eventi o a per­sonaggi che, proprio perché non inquadrati nel pensiero corren­te, suscitano enorme inquietudine. Gli stessi sociologi sanno che questo comportamento può essere spiegato dalle scienze umane. Quando una persona ne ridicolizza un'altra, lo schernitore, an­che quando debba accorgersi di avere torto, trova estremamente difficile, per non dire impossibile, ritrattare pubblicamente il suo scherno. Questo probabilmente avviene perché gli schernitori sono convinti di avere agito dal lato del bene. Quando invece emerge chiaro che era la loro vittima ad avere ragione, ciò di­mostra che non solo gli schernitori (o diffamatori che siano) era­no dalla parte del torto, ma anche che erano spacconi arroganti il cui comportamento era nato da pura e semplice ignoranza. Al­la fine, anche se spesso troppo tardi, si scopre infatti che la vitti­ma era dalla parte del bene mentre il suo schernitore agiva dalla parte del male.

Il grande fisico quantistico Max Planck, che prima di riu­scire a imporre i suoi modelli teorici certamentene doveva averne viste delle belle nel suo ambiente secolarizzato della fisica del suo tempo, in merito a questa sorta di follia ebbe a dire: “Una nuova verità scientifica non trionfa per aver convinto i suoi oppositori e per aver fatto loro vedere la luce, ma piuttosto perché i suoi oppositori sono finalmente morti e una nuova generazione, in grado di essere familiare con questa nuova verità, sta crescendo”.

Lo stesso concetto appare in alcune frasi dello scrittore e lo­gico Conan Doyle, quando al suo Sherlock Holmes faceva dire:

“È un errore capitale teorizzare prima di avere i dati in mano. Impercettibilmente allora si inizia ad alterare i fatti per farli comba­ciare con le teorie, invece di mettere d'accordo le teorie con i fatti”.

Purtroppo l'uomo è pigro, restio ad abbandonare le sue rassicuranti abitudini… poltronesche. Pochissimi coraggiosi individui riescono a giungere sulla cima di una pericolosa montagna e nessuno è in grado di vedere questi individui po­sizionati sulla vetta perché situati troppo in alto, magari na­scosti dietro le nuvole, e comunque troppo lontani da chi li possa scorgere. In altre parole, coloro i quali viaggiano più in alto degli altri devono rassegnarsi a portare una croce nell'ar­co di tutta la loro vita, una croce fatta di solitudine, di insul­ti nati dall'ignoranza che li circonda, ma anche fatta di quella gioia che li spinge a toccare come privilegiati la mente di Dio. Nikola Tesla era uno di questi, altri lo precedettero, e molti al­tri ancora si succederanno a staffetta.



Appendice: Glossario Scientifico e Tecnologico

  • Acceleratore di particelle: Sistema che, facendo uso di elet­trodi, accelera elettroni, protoni e ioni pesanti lungo una da­ta traiettoria (lineare o circolare a seconda dei casi) mediante campi elettrici oscillanti.
  • Amplificatore elettronico: Dispositivo atto a fornire in uscita un segnale amplificato del segnale in ingresso.
  • Antenna: Dispositivo che può trasmettere (a. trasmittente) e ricevere (a ricevente) onde elettromagnetiche, secondo la tipo­logia costruttiva.
  • Aurora polare: Luminescenza nella ionosfera della Terra, causata dall'interazione tra il campo magnetico del pianeta e il flusso di particelle ionizzate proveniente dal Sole.
  • Brevetto: E’ un documento tecnico-legale che descrive il con­tenuto di un'invenzione della quale si vuole proteggere l'uti­lizzazione finale. E’ di fatto un contratto tra inventore e Stato.
  • Bobina: Avvolgimento di molte spire di un conduttore elet­trico effettuato su un supporto, generalmente cilindrico, di materiale ferromagnetico isolato. Scopo generale della bobi­na è quello di produrre un campo magnetico per effetto del­la corrente che percorre il proprio avvolgimento.
  • Campo elettromagnetico: Il campo elettromagnetico asse­gna a ogni punto dello spaziotempo un valore per il campo elettrico e un valore per il campo magnetico. Il primo determina la forza risentita da una carica ferma in quel punto, il secondo la forza di una carica in movimento che passa per quel punto. Un campo elettromagnetico è associato per esempio a un'onda elettromagnetica (raggi gamma, raggi X, luce visibile, raggi infrarossi, onde radio ecc.). Il quanto del campo elettromagnetico è il fotone.
  • Campo elettrostatico: Entità prodotta da una carica elettri­ca puntiforme ferma Q, che esercita su una seconda carica puntiforme q una forza attrattiva o repulsiva, a seconda che i segni delle cariche siano concordi o discordi.
  • Campo Magnetico: Entità prodotta dal movimento di ca­riche elettriche che esercitano una forza su altre cariche elettriche. Un campo elettrico determina un campo ma­gnetico a esso ortogonale. Il comportamento delle sostanze sottoposte ad azione magnetica è determinato dai due vet­tori H, intensità del campo magnetico, e B, valore dell'in­duzione magnetica, legati dalla relazione B = uH, dove u è la permeabilità magnetica del mezzo in cui si considera il campo.
  • Campo scalare: Campo che non ha una direzione inerente. L'esempio comunemente usato è quello di un campo che rappresenta la temperatura dell'aria in ogni punto di una stanza.
  • Campo vettoriale: Campo dotato di un senso della direzio­ne implicito. Il campo elettrico costituisce un valido esem­pio del campo vettoriale.
  • Carica elettrica: Quantità di elettricità posseduta da un corpo. Può essere positiva o negativa. Nel sistema MKSA l'unità di cari­ca è il coulomb definito come 1 coulomb = 1 ampere • 1 secondo.
  • Cavallo-vapore (CV): Unità di misura di potenza che poi, in base alle direttive di unificazione, fu sostituita dal watt. La conversione è: 1 CV= 735,499 watt.
  • Cavo elettrico: Soprattutto in forma coassiale viene utilizza­to in quasi tutti gli apparati elettronici per la trasmissione di segnali. In tal modo possono essere convogliate frequenze fi­no a parecchi milioni di periodi al secondo. Un singolo cavo può convogliare le comunicazioni in una sola direzione, per cui un sistema completo richiede due cavi.
  • Ciclotrone: Acceleratore di particelle utilizzato per ottenere fasci di protoni e di ioni leggeri o pesanti dotati di elevata energia cinetica.
  • Coherer: Forma di rivelatore utilizzato nella telegrafia senza fili. È un rivelatore basico di onde elettromagnetiche a varie lunghezze d'onda. Ha un circuito che ottiene segnali da onde radio modulate. Il coherer decodifica i segnali.
  • Commutatore: Dispositivo meccanico con la funzione di stabilire, interrompere o modificare il collegamento tra due o più circuiti elettrici.
  • Condensatore: Insieme di due armature metalliche, separate da un mezzo isolante (dielettrico) che riempie tutto lo spazio esi­stente tra queste. È alternativamente denominato: “Capacitore”.
  • Conduttore: Corpo che consente il passaggio della corrente elettrica o del calore.
  • Corrente Alternata: Corrente con senso alternato la cui in­tensità è una funzione periodica del tempo, avente valore me­dio nullo. La direzione della corrente elettrica cambia molte volte al secondo.
  • Corrente Continua: Corrente in cui le cariche elettriche scorrono sempre nella stessa direzione.
  • Curvatura spazio-temporale: E comunemente intesa come uno strappo nel continuum spazio-tempo. Lo spazio-tempo si incurva per effetto delle forze di gravità agenti su di esso. Nella Teoria della Relatività Generale, la gravitazione è vista come una curvatura nella geometria dello spazio-tempo e una proprietà di tutti i corpi che si manifesta con il moto degli oggetti su traiettorie che corrispondono alla minima distanza possibile {geodetiche) in uno spazio-tempo curvo.
  • Diagramma di flusso: Sequenza logica di operazioni rappresentata in un diagramma che porta a diversi obiettivi a seconda che venga effettuata o meno una data scelta di azione. Utilizzato nella programmazione di software e per la pianifi­cazione di strategie.
  • Diatermia: Sistema che determina la generazione di calore come risultato del passaggio di una corrente elettrica ad alta frequenza.
  • Dinamo: Macchina elettrica rotante per la conversione di energia meccanica in energia elettrica tramite induzione elet­tromagnetica. La dinamo produce corrente continua. È costi­tuita da un magnete (induttore) che crea un campo magnetico in cui ruota un anello su cui è avvolto un circuito con un no­tevole numero di spire (indotto). Le spire vengono attraversa­te da un flusso magnetico variabile nel tempo e si genera in tal modo una forza elettromotrice indotta.
  • Effetto Pelle: Rappresenta la tendenza di una corrente al­ternata a distribuirsi entro un conduttore in maniera tale che la densità di corrente vicino alla superfìcie del condut­tore è più grande di quella al suo nucleo.
  • Effetto Casimir: Forza quantica che spinge una contro l'altra due lamine metalliche poste a breve distanza. L'indetermi­nazione quantistica permette all'energia di manifestarsi sponta­neamente dal nulla. L'energia proviene dal cosiddetto “spazio vuoto” che viene considerato come un continuo ribollire di particelle virtuali che esistono solo per qualche breve istante, prima di scomparire nuovamente. Le particelle che si manife­stano più facilmente sono i fotoni. L'energia liberata viene an­che chiamata “energia di punto zero”, ovvero l'energia associata ad una particella allo zero assoluto.
  • Elettricità statica: Presenza di cariche elettriche in quiete, e non in movimento come nella corrente elettrica.
  • Elettrone: Unità elementare di carica elettrica. Corrisponde ad una particella elementare che può essere sia negativa che positiva (positrone). Nel modello classico gli elettroni orbi­tano attorno a nuclei di protoni e neutroni. Nel modello quantistico essa rappresenta la “nuvola di carica” determina­ta solo probabilisticamente.
  • Energia radiante: Energia che si propaga per onde elettromagnetiche.
  • Etere: Ipotetica sostanza che, secondo l'interpretazione meccanicistica della fisica dell'Ottocento, avrebbe riempito tut­to lo spazio, costituendo il supporto elastico delle onde elettromagnetiche, in analogia con l'aria attraverso la quale si propaga il suono. Einstein con la teoria della Relatività di­mostrò l'infondatezza dell'etere. Purtuttavia questo concetto è ritornato in voga di recente, soprattutto in controversi aspetti della meccanica quantistica.
  • Fluidodinamica: Studio dinamico dei fluidi, ovvero di so­stanze le cui molecole hanno scarsa coesione e possono scor­rere liberamente le une sulle altre (liquidi) o spostarsi indi­pendentemente dalle altre {gas) in modo che il corpo pren­da la forma del recipiente che lo contiene.
  • Fluttuazione quantistica: Apparizione temporanea di par­ticelle energetiche che scaturiscono dal nulla, sulla base del­l'indeterminazione quantistica.
  • Frequenza: In elettromagnetismo, rappresenta il numero di cicli che avvengono nell'unità di tempo. La frequenza si mi­sura in cicli al secondo o Hertz (Hz). Si applica a grandezze fisiche che variano periodicamente, compiendo un ciclo in un intervallo di tempo T (detto periodo). In elettromagneti­smo la frequenza è tanto più alta quanto maggiore è l'ener­gia a essa associata. Essa è inversamente proporzionale alla lunghezza d'onda.
  • Fulmine: Fenomeno atmosferico che si manifesta con una successione di scariche elettriche che sviluppano intensità ed energia termica in misura molto elevata.
  • Generatore di Van Der Graf: Potente macchina elettrosta­tica in grado di permettere differenze di potenziale di parec­chi milioni di volt, e quindi sistema molto potente in grado di accelerare particelle elettricamente cariche.
  • Gravità: Forza risultante dalla forza di gravitazione e dalla forza centrifuga su un corpo in quiete rispetto alla Terra, o più in generale su un corpo in quiete rispetto a un determi­nato corpo celeste.
  • Guida d'onda: In fisica, ottica e in telecomunicazioni si tratta di un mezzo di materiale disomogeneo che confina e guida la propagazione di un'onda elettromagnetica.
  • Induzione Magnetica: Generazione di una forza elettro­motrice in un circuito, dovuta a variazione del flusso di in­duzione magnetica concatenato con il circuito stesso.
  • Ionizzazione: Formazione di ioni per frazionamento di mo­lecole oppure per addizione o sottrazione di elettroni a strut­ture atomiche o molecolari. Il livello di ionizzazione cresce con la temperatura e dipende dal potenziale di ionizzazione per ciascun elemento chimico.
  • Ionosfera: Regione di intensa ionizzazione dell'alta atmo­sfera del nostro pianeta, situata a circa 70 Km di altezza.
  • Isolante: Materiale avente capacità di trasmissione nulla, o molto bassa, rispetto al suono, al calore o all'elettricità.
  • Lampadina: Bulbo di vetro dalle svariate forme contenente un filamento metallico (tipo il Tungsteno) o un gas (tipo il Neon), che emettono luce se percorsi da corrente elettrica.
  • Magnete: Corpo ferromagnetico magnetizzato in modo ar­tificiale (tramite passaggio di corrente attraverso un avvolgi­mento in rame) o naturale.
  • Magnetosfera terrestre: La regione attorno alla Terra per­vasa dall'azione del suo campo magnetico.
  • Massa: Grandezza riferita ad un corpo, che si assume come misura della quantità di materia di cui il corpo è costituito.
  • Meccanica Quantistica: Formulazione quantistica della mec­canica utilizzata nella descrizione dei fenomeni su scala ato­mica e subatomica. In questo contesto la traiettoria di una particella non viene derivata deterministicamente ma tramite una funzione d'onda che ne descrive la probabilità di trovarla.
  • Microonda: Onda elettromagnetica, della gamma radio, di lunghezza compresa fra un millimetro e un metro (onde millimetriche, centimetriche e decimetriche), e quindi con frequen­ze comprese tra i 300 MHz e i 300 GHz. Un corpo che assor­be microonde si riscalda a causa delle correnti di spostamento.
  • Onda stazionaria: Moto ondoso prodotto dall'interferenza di onde di frequenza uguale a una frequenza di risonanza di una cavità o di un corpo elastico. E caratterizzata da un'am­piezza d'onda costante nel tempo in ogni punto, variabile da punto a punto e nulla nei nodi di vibrazione.
  • Oscillatore elettrico: Particolare circuito in grado di gene­rare segnali elettronici periodici. Spesso impiegato nei tra­smettitori radio.
  • Plasma: Stato della materia in cui il grado di ionizzazione è sufficientemente elevato in modo che le interazioni elet­tromagnetiche tra le particelle cariche (ioni ed elettroni) siano determinanti per l'evoluzione dinamica del sistema. Si può ottenere un plasma ionizzando fortemente un gas per riscaldamento.
  • Polifase: Sistema elettrico che comprende più fasi, rappre­sentato da n grandezze sinusoidali di ugual frequenza e sfa­sate fra loro di 2n,ln.
  • Porta logica: Circuito elettronico molto semplice che ha il compito di eseguire una delle operazioni logiche elementari quali NOT, AND, OR, XOR, NOR, NAND, XNOR.
  • Potenza elettrica: Lavoro compiuto da una carica elettrica nell'unità di tempo. Nel sistema SI si misura in watt.
  • Potenziale elettrico: Potenziale V(P) associato al campo elettrico E nello stesso punto P tramite la relazione E(P) = - grad V(P). La differenza di potenziale V(P)-V(Q) rappresen­ta il lavoro fatto dal campo elettrico per portare la carica unitaria da Q a P e si misura in Volt.
  • Quark: Costituente elementare degli adroni, cioè di proto­ni, neutroni, e mesoni Jt.
  • Radar: Apparecchiatura che consente di determinare la po­sizione di un ostacolo (o bersaglio) fisso o in movimento, mediante la riflessione su di esso di radioonde.
  • Radioastronomia: Scienza che studia le radiazioni elettro­magnetiche emesse dai corpi celesti su onde di lunghezza compresa fra pochi millimetri e qualche decina di metri.
  • Raggi Cosmici: Radiazioni fortemente energetiche che giungono sulla Terra dagli spazi extraterrestri. Essi sono co­stituiti da una radiazione cosmica primaria composta da ato­mi leggeri completamente ionizzati, e da una radiazione se­condaria nata dalla loro interazione con l'atmosfera terrestre.
  • Raggi X: Onde elettromagnetiche altamente energetiche emesse nei salti quantici degli elettroni più interni degli ato­mi, oppure da radiazione di frenamento emessa dagli elet­troni bruscamente decelerati negli urti con i nuclei. Tipica­mente i raggi X hanno energie che vanno da pochi keV (chiloelettronvolt) a poche centinaia di keV.
  • Relatività: Teoria della fisica in base alla quale un fenome­no fisico può essere descritto solo se riferito (relativo) ad un ben precisato sistema di riferimento spazio-temporale. In tal modo le leggi della fìsica sono invarianti passando da un si­stema di riferimento (inerziale) ad un altro. In questo con­testo la velocità della luce nel vuoto è un'invariante. Nella teoria della Relatività Generale si afferma che il tempo è una dimensione dello spazio (spazio-tempo) ed è relativo. Su di esso agisce la gravitazione, che incurva lo spazio-tempo quadrimensionale.
  • Resistenza: Tendenza di un conduttore elettrico a disperde­re energia per riscaldamento.
  • Ricevitore: Dispositivo atto a ricevere, a rivelare e talvolta a riprodurre o a registrare segnali di qualsiasi tipo (acustici, elettrici, elettromagnetici, ottici) generalmente associati alle corrispondenti onde.
  • Risonanza: Fenomeno che, in ambienti meccanici o sonori, si manifesta in seguito a delle sollecitazioni esterne periodi­che consistenti nel prodursi, per particolari valori della fre­quenza delle sollecitazioni (frequenze di risonanza), di oscil­lazioni di ampiezza molto grande e di un corrispondente as­sorbimento di energia dall'esterno. Ogni sistema capace di vibrare con una determinata frequenza oscilla con un'am­piezza che può diventare molto grande quando esso è sotto­posto a impulsi periodici, di frequenza prossima a quella li­bera o propria del sistema che è la frequenza di oscillazione libera o naturale. Quando il fenomeno si manifesta in uno spazio sede di onde elettromagnetiche, esso consiste nel fat­to che l'intensità del campo elettrico o magnetico assume valori massimi a determinate frequenze.
  • Scalare: Entità fisica atta a descrivere grandezze caratterizza­te solo da un valore numerico.
  • Scintilla: Una scintilla viene prodotta quando il voltaggio di un generatore diventa grande abbastanza da ionizzare l'aria, trasformando essa da isolante a conduttore.
  • Segnale: Variazione di una grandezza fisica di durata limita­ta, di natura ed entità tali da poter essere rivelata da uno strumento (come ad esempio un componente di circuito) e caratterizzata dall'essere associata a una data informazione.
  • SETI (Search far Extraterrestrial Intelligence): Progetto scientifico che utilizzando i metodi dell'astrofisica si propone di ricercare l'evidenza di intelligenze extraterrestri in grado di emettere segnali nelle onde radio nella gamma 1-10 GHz, op­pure emissioni ottiche di tipo Laser.
  • Sintonizzatore: Strumento in grado di determinare l'ugua­glianza di frequenza tra due grandezze periodiche della stes­sa natura.
  • Spaziotempo: Sistema di coordinate per individuare un evento. Nella fìsica classica e relativistica vi sono tre coordi­nate spaziali e una temporale, le quali, nella Relatività sia Speciale che Generale, sono fra loro intimamente connesse. Mentre nella fisica pre-relativistica, il tempo era una quan­tità assoluta uguale in tutti i sistemi di riferimento e indi­pendente dallo spazio che veniva governato dalla geometria euclidea, nella Teoria della Relatività di Albert Einstein il tempo dipende dal sistema di riferimento. L' interdipenden­za tra spazio e tempo viene descritta dalla matematica (non euclidea) di Herman Minkowski.
  • Spinterometro: Tipo di condensatore con dielettrico dovu­to a Nikola Tesla. Fra i conduttori dello spinterometro di ca­rica opposta si produce un campo elettrostatico che agisce attraverso l'aria (dielettrico) che li separa. In un circuito oscillatore spinterometrico, esso deve infatti chiudere il cir­cuito oscillante per mezzo di un canale di aria ionizzata con la minore resistenza possibile, e al contempo deve garantire una rapida riapertura del circuito dopo alcuni cicli di oscil­lazione, pena un fortissimo calo di rendimento del circuito.
  • Statore: La parte fissa di una macchina elettrica ruotante. Deriva dal latino statore (che mantiene fermo). La parte mobile prende invece il nome di rotore.
  • Superconduttore: Particolare conduttore metallico in cui, a temperatura di qualche grado Kelvin, la resistenza elettrica diminuisce bruscamente ed è praticamente nulla a tempera­ture inferiori.
  • Superstringhe: Particelle fondamentali che nella omonima teoria rappresentano minuscole unità unidimensionali, la cui vibrazione determina l'esistenza della materia e dell'e­nergia come le conosciamo, e che sostituiscono tutte le par­ticelle descritte nei modelli tradizionali. Insiemi diversi di dimensioni (6 o 7 in più delle 4 dimensioni conosciute) pos­sono applicarsi a vibrazioni della stessa stringa.
  • Tesla: Unità di misura di induzione magnetica nel sistema SI, equivalente all'induzione magnetica uniforme che, attra­versando una superficie piana di 1 m2 e normalmente ad es­sa, produce un flusso magnetico totale di 1 weber.
  • Trasmettitore: Dispositivo elettronico che con l'aiuto di un'antenna propaga un segnale elettromagnetico che è asso­ciato alle corrispondenti onde (o frequenze).
  • Tubo a vuoto: Ampolla di vetro, ceramica o acciaio, a vuo­to spinto, dotato di due o più elettrodi tra i quali si sposta­no elettroni o ioni, che serve a produrre, amplificare, rad­drizzare, rivelare o modulare segnali elettrici.
  • Turbina: Macchina motrice di tipo rotativo, a flusso conti­nuo, che trasforma in energia meccanica di un asse rotante l'energia potenziale o cinetica posseduta da un fluido.
  • Viscosità: Proprietà comune a diverse sostanze (come i flui­di), consistente nel fatto che uno strato di sostanza in movi­mento tende a trascinare gli strati adiacenti.
  • Vettore: Entità fisica atta a descrivere grandezze caratteriz­zate da un valore numerico, da una direzione e da un verso.
  • Visione ipnagogica: Specie di “sogno lucido” che si verifica in alcune persone in una fase intermedia tra la veglia e il son­no. E’ uno stato di totale consapevolezza in cui è possibile percepire vivide immagini e a volte anche suoni.

-Voltaggio: Forza elettromotrice corrispondente alla diffe­renza di potenziale o di tensione esistente tra due punti di un conduttore percorso da corrente. Si misura in volt, corri­spondente alla differenza di potenziale tra due punti in un conduttore percorso da corrente costante di 1 ampere, quan­do la potenza dissipata tra i due è uguale a 1 watt.

Termini specificamente adattati ed elaborati per questo libro,

liberamente tratti dalle seguenti fonti:

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  • Gribbin, J., Q come Quanto - Dizionario Enciclopedico Il­lustrato di Fisica Quantistica, Macro Edizioni, 2004.
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Note


1: Sicuramente l'anomalia più misteriosa e inquietante al mondo è il co­siddetto “fenomeno luminoso di Hessdalen” (che prende il nome dal­l'omonima valle situata nella Norvegia centrale), un evento atmosferico di luce di forma sferica molto simile al fulmine globulare ma di dimen­sioni ed energie molto più grandi e di durata molto più lunga. Recenti ricerche scientifiche sul campo mostrano come la ricorrenza di questo tipo di fenomeno, più generalmente denominato “Earthlight”, in sva­riate aree della Terra, possa permettere in futuro di imbrigliare la sua energia, che come nel caso degli esperimenti di Tesla, sembra trarre la sua origine da un'interazione elettrica e termica tra la terra e il cielo.