Futuro prossimo

Come abbiamo anticipato, Internet è finalmente percepita da una parte non piccola della nostra classe dirigente come uno strumento utile, e dai più illuminati come un potente mezzo di servizio oltre che di comunicazione.

Il modello attuale, quello del sito-vetrina orientato semplicemente a illustrare l’attività di questa o quella amministrazione, viene gradualmente abbandonato. Alla foto del direttore viene affiancata anche la possibilità di interrogare database, prenotare prestazioni, conoscere l’orario di apertura degli sportelli, e altro.

L’avvento della firma digitale consentirà presto ai cittadini italiani di ‘bussare alla porta’ dei siti Internet pubblici non solo come anonimi visitatori, ma come persone legalmente identificate, consentendo perciò l’attivazione di una miriade di nuovi servizi. Forse un giorno non troppo lontano non avremo più bisogno di fare la fila a uno sportello pubblico. Potremo notificare un cambio di residenza, denunciare una nascita, fare un ricorso per una multa, a distanza, con qualche click. Forse, perché no, anche alcune tipologie di cause civili potranno essere dibattute a distanza.

Accessibilità

Questa prospettiva costituisce naturalmente una grande opportunità, ma implica anche nuovi doveri dello Stato. Oggi i siti Internet pubblici sono per lo più degli ‘accessori’ delle varie amministrazioni, presto diventeranno uno strumento diretto per interagire con lo Stato. Quando questo si concretizzerà, sarà un dovere consentire l’accesso al più alto numero possibile di cittadini, non vedenti e portatori di handicap compresi.

Indicazioni e strumenti utilizzabili al riguardo esistono già. Il World Wide Web Consortium, l’ente no-profit che ha il compito di fissare gli standard del Web (e al quale, in qualità di membro, partecipa anche la Presidenza del Consiglio italiana), ha creato la Web Accessibility Initiative, che fornisce una serie di informazioni utili a coloro che volessero garantire la piena accessibilità ai propri siti Internet. La Funzione Pubblica e l’AIPA – l’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione – hanno in programma di aderire alle indicazioni del W3C e indurre le varie amministrazioni centrali a fare altrettanto. Il quadro generale è incoraggiante: come abbiamo visto, il Ministero delle Finanze – con alcuni altri ministeri, come quello del Tesoro – sta già occupandosi del problema. L’INPS ha addirittura costituito un gruppo di studio che nell’ottobre 2000 ha presentato un software sperimentale in grado di convertire un sito Internet tradizionale in un sito conforme alle indicazioni WAI.

Accessibilità, tuttavia, può avere anche un significato più ampio. Può voler dire una terminologia meno burocratica, regolamenti chiari, procedure trasparenti. Lo Stato potrà approfittare al meglio di Internet e dei suoi efficientissimi strumenti di comunicazione solo se saprà realizzare anche un’altra rivoluzione: quella del linguaggio.

A noi cittadini non rimane che attendere. Auspicabilmente, non troppo a lungo. Se anche solo alcune delle promesse offerte dall’uso della rete nel rapporto fra pubblica amministrazione e cittadino saranno mantenute, ne sarà valsa la pena.