59
Elvis Cole
Hess andava su e giù per la stanza come un gatto selvatico mentre Amy riferiva la conversazione.
«Ha detto che non avrebbe pregiudicato i nostri rapporti. Mi è parso molto disponibile.»
«Lei ha i suoi duecentomila dollari, Amy» le feci notare. «Deve trovare una soluzione. Staremo a vedere.»
Hess smise di camminare e ci guardò.
«Se lui accetta, la cosa può avvenire solo in due modi. O loro vengono qui, o lei va da loro.»
Jon si mosse. «Devo ripetermi?»
Hess lo ignorò e riprese a camminare.
«La banda di Sturges, Colinski: questi animali sono killer spietati. Non voglio che si presentino qui, in questo quartiere.»
Kelman scosse la testa.
«Non accetterebbero mai. A Sturges e Colinski basterebbe dare un’occhiata a questa stradina per tagliare la corda. Sturges potrebbe mandare un paio dei suoi uomini, ma poi?»
«Il Safety Plus. Avete già degli uomini, là. Ve ne serviranno di più, ma possono cominciare a metterlo in sicurezza.»
«Com’è fatto?»
Le descrissi l’ingresso, il parcheggio e il cancello, il tutto circondato dal muro.
Jon non attese che finissi. «È perfetto per un agguato.»
Hess lo fulminò con lo sguardo. «Lei è proprio una persona adorabile, sa?»
Il tempo passava e cercai di accelerare.
«Il materiale che vogliono pesa duecento chili. Questo gioca a nostro vantaggio. Amy non può spostarlo da sola, per cui dovranno andare a prenderselo. Può dire a Rollins di presentarsi al parcheggio del Safety Plus con i compratori.»
Mi sedetti accanto a Amy e le spiegai il resto.
«Gli dica che tipo di auto guida. Vi siete già incontrati, quindi non avrete problemi a riconoscervi, giusto?»
Lei annuì.
«Gli dica anche questo. Non faccia parola delle telecamere, ma gli spieghi del cancello e della scheda magnetica per entrare. Quando arrivano, lei aprirà il cancello e li porterà al suo box. Le sembra buono?»
Amy annuì di nuovo.
«Ho capito.»
Hess le si avvicinò cercando di incoraggiarla. «Sicura?»
«Non è un test di fisica nucleare.»
Jon scoppiò a ridere e anch’io mi feci una risata, ma suonava innaturale.
Hess le porse il telefono.
«Bene, signora Breslyn. Si prenda una piccola rivincita.»
Amy alzò gli occhi e i loro sguardi si incrociarono. Negli occhi di Amy passò un lampo di rabbia, una furia vulcanica che ardeva dentro di lei e voleva uscire a ogni costo. Capii che quella era la rabbia che si portava dentro da tempo e pensai che Hess stesse cercando di offrirle una valvola di sfogo.
«Chiamiamolo» dissi.
Amy compose il numero e quando parlò parve ancor più naturale e persuasiva. Inizialmente Colinski sembrava riluttante, ma lei riuscì a convincerlo.
«Signor Rollins» disse «odio doverglielo chiedere, ma quando il nostro affare sarà concluso, dopo che voi avrete avuto il materiale, mi potrebbe aiutare a sbarazzarmi del corpo?»
Hess alzò la mano e mi diede un cinque silenzioso.
Colinski accettò di incontrarla e, quando Amy riattaccò, ci precipitammo sul posto. Darrow guidava la Volvo di Amy, Amy andò con Jon, e io con Pike.
Arrivammo per primi, ma non bastò.