Post Scriptum
Conobbi Antonella grazie al mio giornale che mi chiese un’inchiesta sugli eremiti di città. Accadde in un momento particolare della mia vita, proprio quando stava maturando dentro di me il desiderio di incontrare un mistico. Chiesi aiuto a Cristina Saviozzi, autrice di un libro sugli eremiti: Come gufi nella notte (San Paolo 2010). Cristina mi parlò di Antonella e, visto che dovevo recarmi a Firenze, mi consigliò anche di conoscere Julia Bolton Holloway, una suora ed eremita custode del cimitero degli Inglesi di piazzale Donatello. Sentii in Julia il desiderio di rimanere nascosta. Accettò d’incontrarmi solo a patto di rilasciare per la mia inchiesta poche notizie. Anche Antonella inizialmente si dimostrò un po’ restia a scoprirsi, ma poi cambiò atteggiamento. Tornai a trovarla altre volte e compresi che c’era in lei un preciso bisogno di aprirsi, di comunicare la sua esperienza, nella speranza che, attraverso le sue parole, altri potessero scoprire la via del silenzio come realtà possibile.
Cosí è nato questo libro, scritto a due mani, che dice molto, ma non tutto. Per me ha costituito l’occasione di avvicinarmi a una dimensione della vita oggi poco considerata seppure sempre piú necessaria. Non occorrono doni particolari, servono invece desiderio, pazienza e un bisogno autentico di rivolgersi verso l’interiorità.
Fin dall’inizio l’intento è stato quello di far parlare il silenzio riportando esclusivamente quanto scaturito da Antonella senza rimaneggiamenti.
Pertanto questo libro non è che un assaggio, un invito a sperimentare quello che è piú intimo e connaturato a ogni essere umano.